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HOCKEY GHIACCIO: ECHI DAL DERBY/2 BENE MCLEAN, DA RIVEDERE KOHN FotoLory Il 184.mo atto dell’infinita storia dei derbies tra Lugano ed Ambrì, seguito dal pubblico delle grandi occasioni (7'800 i presenti alla Resega), ha praticamente promosso i bianconeri ai playoff, grazie ad una doppietta del neo-acquisto Brett McLean (la seconda rete realizzata in shorthand) ed al solito diabolico polsino di Nummelin. Tre reti per un derby, che l’Ambrì, reduce dalla bella e sfortunata prestazione della sera prima contro il Friborgo, non ha mai dato l’impressione di poter veramente riaprire. Anche se, sia sull’1-0 luganese sia sul 2-0, si è trovato sui bastoni di Duca e Raffainer dei dischi più facili da spedire in fondo al sacco che a lato. Ma tanté, da qualche stagione il leitmotiv alla Valascia è sempre lo stesso: “la squadra si batte al massimo, crea pure delle buone opportunità, ma le spreca sciaguratamente”. Ma la scarsa precisione dei propri attaccanti non è l’unico problema dei biancoblù, assolutamente inguardabili nelle situazioni di powerplay. Ed a questo proposito, le gravi commozioni cerebrali che hanno messo ko Westrum dapprima e Kariya in seguito, incidono non poco su questo aspetto del gioco leventinese. Problema, comunque, conosciuto da molto tempo dai tecnici e dalla dirigenza biancoblù, ma al quale si è intervenuti con troppa lentezza. Dapprima con l’ingaggio di Joël Perrault dal Langnau, quindi con la recentissima chiamata di Ladislav Kohn, giocatore dal grande passato, liberatosi improvvisamente dal Trinec, club con il quale aveva conquistato il titolo ceco un anno fa. Indubbiamente due buoni elementi, ma probabilmente (almeno per quanto attiene al canadese), ancora una volta delle pedine non “ad hoc” per i problemi della squadra. Sul fronte bianconero, invece, dopo il criticato ingaggio di Hendry, apparso sinora tutt’altro che un leader della difesa, quello di Brett McLean, voluto a tutti i costi da Huras, sembra davvero azzeccatissimo. Bravo e generoso nel supportare anche i compagni di linea difensivi nel prezioso lavoro di copertura, McLean, va spesso e volentieri a cercare la soluzione personale trovandola spoesso, proprio come nel derby di domenica. E come dimostrano le due reti rifilate ai leventinesi, McLean ha subito dimostrato di possedere nel suo indubbio bagaglio tecnico-tattico, precisione (bello il diagonale ravvicinato in occasione dell’1-0), reattività e potenza nel personalissimo break, che ha portato al punto definitivo del 3-0 con l’Ambrì in superiorità numerica. Davvero un acquisto azzeccato, per un Lugano che, tra qualche partita, potrà pensare a scegliersi l’avversario ideale per il primo turno dei playoff. Certo, poter evitare Davos e Friborgo (quest’ultimo, attuale avversario dei bianconeri) sarebbe certamente un bell’affare. Non che Zugo (attuale leader) e Berna siano da sottovalutare, ma entrambe, sembrerebbero più alla portata di Nummelin e compagni. Soprattutto il Berna, sul quale l’effetto Törmänen sembra già svanito, dopo un ottimo inizio. Discorso molto più delicato (anche perché in questo caso si parla di sopravvivenza) per l’Ambrì, il cui avversario attuale nei playout sarebbe il Langnau. E con l’ormai unica variante del Rapperswil, sempre fanalino di coda, ma in costante crescita, per i leventinesi, la strada per la salvezza è legata imprendiscibilmente al pieno recupero di Pestoni, al pieno risveglio di Duca ed all’apporto offensivo di Perrault e Kohn. In queste ultime 6 giornate, la squadra di Constantine, oltre che a migliorare sensibilmente il proprio powerplay dovrà inoltre raccogliere quei punti che gli permettano di tenere a distanza il Langnau (avversario alla Ilfishalle sabato) alfine di poter preservare il vantaggio-pista nel primo turno dei sempre temibilissimi playout. |