|
HOCKEY GHIACCIO: ECHI DAL DERBY/1
IL LUGANO HA FATTO QUINTINA
FotoLory
Il Lugano ha fatto quintina ed al termine di un derby emozionante, capace di tenere alta la tensione sugli spalti sino alla sua conclusione, ha conquistato la posta piena, scacciando fantasmi ed incubi, che cominciavano ad aleggiare sotto la cupola di una Resega, vestita a festa per le grandi occasioni. Maggiormente freschi fisicamente, rispetto agli antagonisti, i bianconeri hanno subito provato a mettere fieno in cascina, spingendo sul pedale del gas sin dal primo ingaggio. I biancoblù non si sono spaventati ed hanno continuato ad applicare alla lettera i parametri tecnici difensivi, già sperimentati con discreto successo la sera precedente alla valascia, quando erano stati capaci di costringere il Friborgo all’appendice dei tiri da rigore. L’ardore dei padroni di casa ha subito trovato conforto nell’immediato punto del vantaggio, messo a segno dall’ultimo giocatore giunto in riva al Ceresio, quel McLean fortemente voluto da Huras, dopo essere stato l’artefice dell’ultimo titolo conquistato con il Berna. Il vantaggio del Lugano non ha scalfito il morale dell’Ambrì, capace di continuare ad applicare in modo elegante, quanto diligente, il delicato schema difensivo orchestrato da Constantine in sede di preparazione al doppio confronto del fine settimana. La partita, già incanalata sui binari direttivi abilmente predisposti dai bianconeri, non è mai scaduta d’intensità agonistica, anche se sul fronte dei portieri, Conz ha vissuto un primo tempo da villeggiante, mentre Bäumle si è visto costretto, suo malgarado, agli straordinari, per permettere ai suoi compagni di squadra di rimanere in partita. Nel periodo centrale, gli ospiti hanno provato ad alzare il baricentro difensivo, esponendosi pericolosamente alle folate offensive dei luganesi, sempre più padroni del ghiaccio, sino alla rete del raddoppio, giunta assai presto, grazie ad un calibratissimo tiro dalla blù di Nummelin, in superiorità numerica. Il secondo punto luganese ha avuto il pregio di togliere gli indugi della formazione leventinese, in grado, da quel momento, di farsi maggiormente presente dalle parti di Conz, dove, in talune circostanze, il panico l’ha fatta da padrone, invertendo, in maniera quasi del tutto clamorosa, i ruoli della contesa. Nonostante diverse opportunità, createsi con il vantaggio numerico sul ghiaccio, l’Ambrì non è però riuscito a concretizzare l’enorme mole di gioco offerto ed alla seconda pausa, si è ritrovato sotto di due lunghezze. Nel periodo conclusivo, il Lugano ha subito capito che il suo antagonista di giornata era giunto al limite delle proprie energie, provato anche dalle fatiche del supplemento di lavoro (inutile) del giorno precedente. Sornione, seppure impacciato in alcuni momenti topici, ha saputo leggere bene le coordinate del momento, andando a cogliere nella più classica azione in short-hand, con McLean la rete che ha sigillato l’incontro. Nei momenti di accademico finale, allontanato lo spauracchio Ginevra, ha poi avuto modo di gioire con il simbolico abbraccio del proprio pubblico. |