18 febbraio 2012

HOCKEY GHIACCIO: IL FRIBORGO PASSA ALLA RESEGA

 

STECCATE DA PRIMA PROVA D’ORCHESTRA

 

                                          

  

 

Il Lugano stecca maldestramente la prima delle tre prove d’orchestra che il campionato, una volta conferitogli il diritto a partecipare al gran ballo delle finaliste, gli propone prima degli esami di maturità di fine stagione. Opposto ad un Friborgo grintoso, quanto desideroso di cancellare l’inopinata sconfitta interna del giorno precedente con il Bienne, la truppa di Huras sbaglia nuovamente l’entrata in materia, mettendo, in pochi istanti di non gioco, sul piatto degli avversari un succulento doppio vantaggio, garanzia di rendita sino al termine della contesa.

Il successo ottenuto nel derby della Valascia, con la matematica certezza di aver raggiunto il primo obiettivo stagionale, non sembra giovare più tanto alle motivazioni dei padroni di casa, scesi sul ghiaccio con l’intenzione di evitare possibili ferimenti, prima ancora che per onorare il contratto. I burgundi se ne accorgono ben presto e favoriti dall’assenza di ardore agonistico dei padroni di casa, lesti ad evitare contrasti e contatti ravvicinati con gli avversari, impongono alla partita un ritmo superiore a quello dei bianconeri. In un simile contesto, l’orchestra bianconera stenta logicamente a trovare i dovuti accordi per interpretare lo spartito.

L’ouverture lascia alquanto a desiderare, con il primo violino bianconero incapace di accordarsi con gli strumenti a fiato, mentre i percussionisti latitano. Ne scaturisce un’aria flebile, che porta inevitabilmente alla prima stecca, generata da una difesa imbambolata e freddata dall’opportunismo di Vauclairino, motivato dal fatto di giostrare sul ghiaccio dei suoi ex-compagni. Lo stesso peperino, di cui non ricordiamo grandi imprese in bianconero, raddoppia pochi istanti dopo, in modo del tutto fortunoso, finendo in gabbia con il disco, senza manco accorgersi di quanto sta combinando. Mentre tutti si attendono l’entrata in scena del solista, oppure un acuto da parte della bacchetta del direttore, il concerto va avanti come se nulla fosse. La musica stonata non infastidisce più di tanto lo scarso pubblico presente, tanto, è non è Carnevale?

La musica non cambia, nonostante la bellezza dello spartito, anche nel secondo atto, abbruttita dalla terza rete, siglata dal giocatore più antipatico ed indisponente dell’intero torneo, che chiude con largo anticipo ogni desiderio di rinascita bianconera. Manca ancora mezzo spartito, ma a tutti i presenti sembra ormai evidente che neppure il coro, la cui entrata in scena è prevista per allietare il finale, potrà cambiare la patetica sinfonia sino a quel momento proposta. Proprio per questa ragione il resto della contesa glissa via inosservata, anche quando al colmo della disperazione, nel finalino sottotono, Huras gioca per oltre un minuto con tre uomini di movimento in più, senza alcun risultato tangibile. Adesso, il calendario prevede una nuova prova d’orchestra casalinga, venerdì prossimo con il Berna, con un ultimo test esterno il giorno successivo a Zugo. Un buon aperitivo, prima dell’inizio del ballo di gala di fine stagione.

 

Lugano – Friborgo 0:3 (0:2;0:1;0:0)

Reti: 5’06 T. Vauclair (Botter) 0:1; 8’50 T. Vauclair (Cadieux) 0:2; 33’01 Heins (Afanasenkov) 0:3;

Lugano: Conz; J. Vauclair, Ulmer, Murray, B.McLean, Steiner; Schlumpf, Nummelin, Sannitz, Romy, Bednar; Hendry, Kienzle, Domenichelli, Kamber, Profico; Nodari, Blatter, Jörg, Conne, Simion.

 Friborgo: Huet; Heins, Collenberg, Hasani, Dubé, Gamache; Ngoy, Birbaum, Plüss, Bykov, Sprunger; Lüssy, Loeffel, Afanasenkov, Jeannin, Knöpfli; T. Vauclair, Botter, Cadieux.

 Note: Resega, 3219 spettatori. Arbitri: Popovic; Mauron-Tscherrig. Penalità: 2x2’ Lugano; 5x2’ Friborgo. Lugano senza Niedermayer, Reuille, Hirschi, Kostner, Burki e Rintanen (infortunati). Friborgo privo di Rosa, Barinka, Abplanalp, L. Gerber (feriti). Lugano senza portiere dal 39’20 al 40’ e dal 56’40 al 57’28. Time out Lugano al 56’40.