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25 febbraio 2012 HOCKEY GHIACCIO: ESPUGNATA LA BOSSHARD ARENA
LUGANO PRONTO PER IL BALLO DI GALA
Il Lugano veste i panni del guastafeste di turno. Espugna con una prestazione tutta orgoglio, grinta e disciplina di gruppo la pista dei vincitori della stagione regolare e manda un chiaro messaggio ai suoi tifosi ed a tutti gli addetti ai lavori. Per l’ultimo, decisivo ai fini della graduatoria finale, incontro della lunghissima prima fase stagionale, Larry Huras si trova costretto nuovamente a rivoluzionare una formazione, che per la prima volta dal mese di settembre, non può schierare tutti i quattro titolari stranieri. L’infermeria bianconera, oltre all’infortunato di lungo corso Niedermayer, ben assecondato nelle ultime settimane da Nummelin e Rintanen, si appesantisce improvvisamente con il ceco Bednar, costretto a marcare visita già venerdì sera, per una contrattura muscolare alla coscia. Per nulla intimorito da queste defezioni non certo trascurabili, per una partita di capitale importanza, il tecnico dell’Ontario continua a dare fiducia agli ultimi arrivi sulle rive del Ceresio, con McLean e Sertich chiamati agli straordinari. Fin dalle prime battute di gare gli ospiti dimostrano la giusta attitudine fisica, ma soprattutto mentale, degna dell’impegno richiesto. I padroni di casa, matematicamente certi del primo posto, giocano a briglia sciolte e Shedden concede pure un turno di riposo al portiere Markkanen, per far giostrare i quattro stranieri di movimento sul ghiaccio, resi quasi invisibili dalla corretta disciplina tattica degli ospiti. Con i due portieri in bella evidenza, i primi due periodi si chiudono in bianco, con il Lugano maggiormente presente sul fronte offensivo, capace di sciupare parecchie opportunità, vuoi per imperizia, vuoi per un pizzico di sfortuna nelle conclusioni. Il vero carattere della squadra bianconera viene messo in risalto dai momenti di inferiorità numerica, quando lo Zugo, con i suoi uomini migliori sul ghiaccio, non riesce a fare breccia nelle retrovie luganesi e trova Conz e compagni pronti e determinati a non capitolare. In un simile contesto, con il Lugano sempre più pericoloso, Reuille (maschera vivente sul ghiaccio, dopo la recente plastica facciale con ben trenta punti di sutura!) riesce ad infilare il disco laddove un cammello sarebbe riuscito ancor più facilmente a passare attraverso la cruna di un ago. Il meritato vantaggio manda in Paradiso la classe operaia, che potrebbe anche sigillare il confronto alcuni istanti più tardi. Invece si trova costretta a difendere con i denti sino alla terza sirena il minimo vantaggio, soprattutto nel minuto finale, quando Shedden chiama il tempo morto e toglie il portiere per giocare con il sesto uomo. La fortezza bianconera, nella prova generale playoffs, regge l’urto e conquista la posta piena, confermando i buoni risultati dell’ottimo lavoro di copertura, elaborato, studiato e concretizzato nella settimana di pausa della Nazionale. Infatti, non è certo un caso se la difesa più “ballerina” dell’intero torneo, nelle ultime cinque giornate di campionato ha subito sole sette reti, con due incontri (in trasferta con Zurigo e Zugo!) chiusi senza subire segnature. Un messaggio questo, che unito a quanto osservato alla Bosshard Arena, dovrebbe poter tranquillizzare anche i più scettici, in vista dei giochi che contano. Il Friborgo, in tal senso è già avvisato.
Zugo – Lugano: 0:1 (0:0;0:0;0:1)
Rete: 46’ Reuille (Sannitz)
Zugo: Zurkirchen; Helbling, P. Fischer, Lindemann, Oppliger, Rüfenacht; Chiesa, Wozniewski, Brunner, Metropolit, Casutt; Furrer, Blaser, Schnyder, Holden, Christen; Lüthi, Sutter, Pirnes
Lugano: Conz; Schlumpf, Hendry, Steiner, McLean, Murray; Nodari, Vauclair, Simion, Romy, Sannitz; Ulmer, Blatter, Sertich, Domenichelli, Kamber; Profico, Conne, Jörg; Kienzle; Reuille
Note: BosshardArena, 6627 spettatori. Arbitri: Kämpfer; Bürgi-Kung. Penalità: 3x2’ Zugo; 5x2’ Lugano. Zugo senza Camichel (malato), Erni (ferito), Markkanen (sopr.). Lugano privo di Nummelin, Rintanen, Bednar, Niedermayer, Hirschi, Kostner (infortunati)
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