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08 marzo 2012 HOCKEY GHIACCIO: LUGANO BATTUTO ALLA RESEGA
IL FRIBORGO RESTITUISCE LA SCORTESIA
Il Lugano si fa del male da sé. Fallisce la ghiotta opportunità di allungare il passo, aiutando i propri avversari nel pareggiare i conti, al termine di una partita combattuta nella giusta ottica del playoff, con le logiche emozioni e frustrazioni in esso implicate e con i classici dettagli capaci di generare la differenza tra le due contendenti. L’atmosfera delle grandi occasioni infiamma la Resega, ancora prima del fischio d’inizio, anche se la pista luganese non appare interamente gremita. Huras ripresenta sul ghiaccio capitan Hirschi al fianco del cnadese Hendry, mentre sul fronte offensivo per avere maggiore propulsione sposta Domenichelli nel terzetto completato da McLean e Murray. Steiner, suo malgrado si accomoda in quarta linea con Kamber e Profico, mentre sul fronte avverso il rientro del ceco Rosa completa il primo blocco offensivo, ritrovando il “feeling” con i temuti e terribili Gamache e Dubé. Si gioca subito con la dovuta intensità, con il Lugano a proporre le azioni migliori e gli ospiti chiusi a riccio davanti ad un intrattabile Huet, pronti a ficcanti ripartenze. Le prime penalità del confronto non sbloccano la situazione e la partita resta inchiodata sul risultato ad occhiali sino a pochi istanti dal primo riposo, quando una palese scorrettezza burgunda alle assi offensive, rimasta impunita dall’insufficiente tandem arbitrale, favorisce la rete del vantaggio siglata da Gamache. Arrabbiato e frustrato quanto basta, il Lugano in apertura del periodo centrale prova subito a pareggiare il conto, ma si sbilancia e viene immediatamente punito da una involontaria deviazione di pattino di un suo difensore, che mette Rosa nella condizione di affrontare Conz, quasi si trattasse di un rigore. Il ceco non si fa pregare più di tanto per raddoppiare, superando magistralmente l’incolpevole portiere luganese. La reazione dei padroni di casa costringe gli ospiti ad esagerare, anche se il Lugano non riesce a concretizzare una trentina di secondi in doppia superiorità numerica. La legge del playoff è implacabile e se non riesci ad approfittare delle situazioni speciali, tutto diventa terribilmente più difficile, soprattutto nel finale di tempo, quando una discutibile decisione di Kurmann mette il Lugano nella situazione opposta, per oltre un minuto e mezzo. La corazzata bianconera barcolla, ma non molla e nel periodo conclusivo, Huras modifica nuovamente il suo schieramento con Reuille promosso in prima linea al posto di Sannitz e Conne al fianco di Steiner e Kamber. Il Friborgo, però, aiutato da un Huet in serata di grazia non si fa sorprendere, favorito anche dalla totale abulia di Bednar e Nummelin irriconoscibili. Come nelle partite precedenti, il finale si gioca al cardiopalma, con un estremo difensore chiamato in panchina anzitempo, senza che si riesca a trovare il bandolo della matassa. Il Friborgo ringrazia arbitri e comprimari: l’accesso alle semifinali si deciderà nelle prossime due o tre partite.
Lugano – Friborgo : 0:2 (0:1;0:1:0:0)
Reti: 18’05 Gamache (Hasani) 0:1; 22’25 Rosa (Collemberg) 0:2;
Lugano: Conz; J. Vauclair, Ulmer, Sannitz, Romy, Bednar; Hendry, Hirschi, Domenichelli, McLean, Murray; Blatter, Nummelin, Reuille, Conne, Jörg; Kienzle, Schlumpf, Profico, Kamber, Steiner
Friborgo: Huet; Birbaum, Heins, Gamache, Dubé, Rosa; Abplanalp, Ngoy, Plüss, Bykov, Sprunger; Barinka, Loeffel, Knöpfli, Jeannin, Hasani; Collenberg, Gerber; T. Vauclair, Brügger, Cadieux
Note: Resega, 5358 spettatori. Arbitri: Kurmann-Koch; Raderli, Wüst. Penalità: 2x2’ Lugano; 4x2’ Friborgo. Lugano privo di Kostner, Simion, Niedermayer (feriti), Rintanen (sovr.). Friborgo senza Botter (inf.)
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