10 marzo 2012

HOCKEY GHIACCIO: LUGANO ALLE STRETTE

 

LA DIFFERENZA DEGLI UOMINI DI ESPERIENZA

 

                    

<FotoLory>

 

Il Friborgo sfrutta, per la prima volta nella serie, il fattore-pista, superando fin troppo agevolmente il proprio avversario, grazie ad un cinico opportunismo, generato da una decina di minuti di obnubilazione collettiva bianconera nel periodo centrale e mette una serie ipoteca sulla propria presenza nelle semifinali.

Anche in questa occasione, come nelle due precedenti esibizioni sulla pista burgunda, il Lugano riesce a sorprendere in avvio di partita il proprio antagonista, sbilanciatosi fin troppo in avanti sin dal fischio d’avvio. Un violento tiro dalla blù di Profico, deviato dal pattino di un difensore locale, mette fuori causa Huet, alimentando i dubbi dei padroni di casa, messi nella condizione di non impostare il proprio gioco da parte di un Lugano disciplinato e lesto nei rilanci. Il Friborgo subisce l’intraprendenza degli ospiti durante l’intero primo periodo, durante il quale si fa notare solo nelle battute conclusive, mettendo in ambasce la retroguardia bianconera.

Il campanello d’allarme, offuscato dalla prima sirena, non viene recepito dagli ospiti e nel periodo centrale la musica (pardon, la partita) cambia notevolmente di intensità e ritmo. Mentre il Lugano cerca disperatamente di salvaguardare il punticino di vantaggio, sul palco principale entra in scena il gruppo di tenori locali, capace di deliziare il folto pubblico presente, con acuti che lasciano il segno. Con un primo violino ceco (leggi Rosa) ad accordare l’orchestra per la sinfonia, il Gottéron pareggia (fortunosamente) i conti, per poi approfittare di una banale ingenuità ospite (sei uomini di movimento sul ghiaccio) per  ribaltare il risultato con Dubé in superiorità numerica. Assordato dal canto dei tenori locali Jeannin, Hasani, Dubé e Gamache, il Lugano va in bambola, con Hendry incapace di bloccare Gamache a due passi da Conz e con Rosa che si porta a spasso l’intera retroguardia bianconera, prima di “sviolinare” una rete da antologia dell’hockey, per mettere in ginocchio una quarta volta l’incolpevole Conz. Per il Lugano la sinfonia è patetica, mentre la melodia dei padroni di casa invita Hasani al più classico degli assolo, con la difesa luganese colpevolmente assente e spiazzata. Per completare il secondo atto dell’Opera Caporetto manca solo il tanto atteso acuto di Sprunger, che giunge puntualmente prima della seconda sirena. Con il risultato ampiamente acquisito, il terzo atto mette in scena i “comprimari” Tobler e Rytz, chiamato il primo a sostituire il malcapitato Conz, mentre il secondo, per un fatto del tutto inusuale ed al limite del comprensibile, prende il posto del mito Huet. In un simile contesto, per onore di cronaca, si segnala il secondo punto personale di Profico ed una serie di scazzottature in grado di alimentare il taccuino delle penalità, sino a quel momento assai scarno.

Adesso, il Lugano è alle strette. Martedì alla Resega non può più permettersi di sbagliare, pena un repentino passaggio alle vacanze. Può certamente riequilibrare le sorti della serie e costringere il suo avversario all’ultima gara d’appello, perché il “non mollare mai” da tempo è inscritto nel suo DNA, ma per riuscire nell’intento dovrà assolutamente ritrovare l’appoggio dei vari Bednar, Nummelin, Romy, Domenichelli, ancora troppo assenti dai tabellini dei marcatori in questo momento topico della stagione. Non a caso, Friborgo, Zurigo, Berna e Zugo, tanto per fare degli esempi significativi, marciano a vele spiegate grazie all’apporto tangibile di stranieri e svizzeri di peso, mentre Davos e Kloten sono già in vacanza. Questo Lugano, per andare avanti, non può continuare a fare affidamento unicamente sulle estemporanee e belle marcature dei Profico e degli Ulmer di turno. Ha bisogno di ritrovare gli acuti dei suoi uomini di maggiore classe ed esperienza, capaci, come ieri per il Friborgo, di fare la differenza.

 

Friborgo – Lugano 6:2 (0:1;6:0;0:1)

 

Reti: 5’28 Profico (Nummelin) 0:1; 22’45 Jeannin (Rosa) 1:1; 24’31 Dubé (Jeannin, in 5c4, esp. Bednar) 2:1; 27’27 Gamache (Hasani) 3:1; 31’44 Rosa (T.Vauclair) 4:1; 32’41 Hasani 5:1(Jeannin); 38’12 Sprunger (Bykov) 6:1; 45’28 Profico (Murray) 6:2

 

Friborgo: Huet (53’ Rytz); Heins, Birbaum, Hasani, Dubé, Gamache; Ngoy, Collenberg, Sprunger, Bykov, Plüss; Barinka, Loeffel; Rosa, Jeannin, Knöpfli; Gerber, Abplanalp, Cadieux, Brügger, T. Vauclair

 

Lugano: Conz (41’Tobler); Schlumpf, Hendry, Murray, McLean, Domenichelli; J. Vauclair, Ulmer, Bednar, Romy, Sannitz; Blatter, Nummelin, Steiner, Conne, Reuille; Kienzle; Jörg, Kamber, Profico; Simion.