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21 aprile 2012
VINCE LO CHENOIS TRA MOLTE POLEMICHE
I ticinesi hanno giocato da metà del secondo game sotto protesto. Sul
parquet del Palamondo di Cadempino si è imposto lo Chênois per 3-1;
dalla decisione che uscirà dalle stanze della commissione arbitrale di
Swissvolley, potrebbe aver vinto il Lugano. Il risultato di gara-3 della
sfida di finale tra ticinesi e ginevrini passerà infatti tra le forche
caudine di un regolamento che deve prevedere almeno e sempre un
giocatore svizzero in campo ad ogni scambio. A metà del secondo gioco,
quando i Dragoni si trovavano in vantaggio (19-16), la panchina dei
ginevrini chiedeva un cambio: esciva il centrale svizzero Abramov ed
entrava l’allenatore-giocatore albanese Dritan Cuko. L’innesto di
quest’ultimo, unito ai già presenti Kovar (ceco), Mathews
(statunitense), Guerra e Meyer (messicani) e Schaller (francese),
portava a sei il numero di stranieri presenti sul parquet per la squadra
ospite. Cosa assolutamente vietata dal regolamento. Immediata la
reazione dei ticinesi, che da quel momento in poi hanno giocato sotto
protesto. Il collegio arbitrale decideva di far proseguire l’incontro,
che sanciva la sconfitta dei bianconeri. Lo Chênois, grazie a questo
successo si ritrova ora sul 2-1 nella serie al meglio delle cinque
partite, con la possibilità di poter conquistare il titolo mercoledì in
casa.
Indipendentemente dalla decisione che prenderà Swissvolley, lo Chênois
si è sicuramente meritato la vittoria sportiva. Entrambe le squadre
hanno commesso una marea di errori, i ginevrini hanno solo saputo
sfruttare maggiormente i regali fatti dai Dragoni. Alla scarsissima vena
dell’italo-brasiliano dei ticinesi Dante Trevisan, alle difficoltà
registrate in ricezione dal libero italiano Nico Poncia e al palese
assenteismo dei due cubani Salas e Dominico hanno fatto da contraltare
le buone, buonissime, prestazioni di Nema Savic, in primis, e di Kleist
e De Prà, i quali hanno cantato e portato la croce in molti frangenti.
Ma non è bastato. Dall’altra parte, come già era accaduto in gara-2
mercoledì, i ginevrini sono apparsi più determinati ed “affamati” di
vittoria. Grande stratega dell’operazione, l’attaccante svizzero
Sébastien Steigmeier, che era ovunque, nel bene e nel male. Seppur abbia
creato qualche grattacapo ai suoi sbagliando servizi e facendosi trovare
impreparato qualche volta in ricezione, il 23.enne nazionale elvetico ha
suonato la carica e toccato una quantità industriale di palloni. Il
tutto, unito all’ottima qualità in fase di ricezione del libero ceco
Kovar, alla tranquillità del palleggiatore Mathews e ad alcune belle
giocate dei messicani Guerra e Meyer ha fatto la differenza nei
confronti dei luganesi, apparsi a tratti confusi e allo sbando.
Emblematica l’immagine dell’allenatore olandese Johann Verstappen che ad
un certo punto, sul finire della quarta frazione, quando i bianconeri si
trovavano ancora sul 22-20 e con la possibilità di sfruttare l’occasione
per portare a casa il game, accortosi che nessuno stava più ad
ascoltarlo, si è seduto sulla sedia e con gesto eloquente ha detto “… e
allora fate come volete…”
Ora, dopo che il Lugano avrà inoltrato il suo protesto, Swissvolley
dovrà prendere entro martedì una decisione in merito al forfait, che
darebbe il successo, e di conseguenza il vantaggio nella serie,
ai ticinesi. Il che ovviamente cambierebbe i connotati della
sfida per la conquista del titolo nazionale 2012.
Lugano - Chênois 3-1 (25-27, 25-23, 25-27, 24-26)
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