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28 aprile 2012
CHÊNOIS CAMPIONE SVIZZERO
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Si è conclusa con la quarta sconfitta consecutiva nella serie di finale la stagione della PV Lugano. Al Palamondo di Cadempino, al termine di una partita intensa ed entusiasmante, lo Chênois ha conquistato il titolo nazionale, imponendosi per 3-2 (20-25, 19-25, 25-12, 25-20-21, 11-15) al tie-break. Si presume che a questo punto i dirigenti della società ticinese ritireranno il ricorso interposto in forma cautelativa dopo la decisione presa mercoledì pomeriggio da Swissvolley sulla non entrata in materia in merito al protesto inoltrato al termine di gara-3, quando i ginevrini avevano giostrato con sei giocatori stranieri per un cambio a metà della seconda frazione. Ieri sera, però, la squadra di Johann Verstappen ha dimostrato un’altra volta che, seppur più forte sotto certi aspetti, la formazione ginevrina era alla sua portata. Nonostante le polemiche è stata un bella serie di finale. Entrambe le squadre hanno lottato con generosità, hanno alternato un gioco brioso ad uno più stucchevole; entrambe hanno avuto fasi altalenanti e cali di tensione, con gli uomini-chiave che nei momenti topici spesso non hanno saputo centrare l’obiettivo. Per i Dragoni si tratta di un risultato finale che va oltre le attese e che li porterà in Europa la prossima stagione. Lo Chênois conquista il titolo che gli mancava dal 2006, al terzo tentativo dopo due fallimenti nell’ultimo biennio (contro Amriswil e Näfels) e questo nel 40. anniversario di fondazione. Davvero un bel regalo per il presidente Georgiou, che ha investito molto negli ultimi anni, rischiando anche il collasso, ma che ora può guardare al futuro con malcelato ottimismo. In casa-Lugano, si può essere soddisfatti, anche se resta un po’ di amaro in bocca per la mancata conquista di un titolo che era a portata di mano. I Dragoni hanno pagato l’inesperienza nel giocare a questi livelli, che ha portato ad una mancanza di lucidità e freddezza nei momenti salienti delle partite della serie di finale. Risaliti un po’ nella sorpresa generale dal quinto posto della stagione regolare alla leadership del torneo dei playoff, i bianconeri non sono stati in grado di proseguire sull’onda di un entusiasmo che ha portato al Palamondo il pubblico delle grandi occasioni. Forse appagati da quanto sin lì ottenuto, gli uomini di Verstappen – dopo essersi imposti agevolmente in gara-1 con un perentorio 3-0 – hanno magari pensato che la strada fosse ulteriormente in discesa. Lo Chênois li ha risvegliati dal sogno già a partire da gara-2, persa altrettanto perentoriamente con lo stesso risultato di cinque giorni prima. E una volta che i ginevrini hanno preso le misure ai luganesi, non c’è più stato nulla da fare, nonostante l’ingenuo errore di gara-3 che ha portato il discorso su binari extra-sportivi. Per i Dragoni è comunque stata una stagione da incorniciare. Lo Chênois ha conquistato il sesto alloro. Tra i migliori, nelle fila della squadra ticinese, il giovane Nemanja Savic, cresciuto nel vivaio bianconero, il brasiliano Kleist e l’ultimo arrivato Caio De Prà, che gioca sempre col coltello tra i denti. Nello Chênois invece da segnalare le ottime prestazioni dello svizzero Steigmeier, che ha cantato e portato la croce, del messicano Carlos Guerra, cattivo quel tanto che basta e del libero Kovar, molto mobile e ricettivo.
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