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18 MAGGIO 2012 BASKET: LUGANO CAMPIONE SVIZZERO
BEETHOVEN PER IL SECONDO TRIPLETE
![]() <FotoLory>
Lugano non stecca la quinta, evitando a Beethoven di rivoltarsi nella tomba, e conquista il three-peat impresa che solo ai grandi è concessa. Onore ai bianconeri, ma onore anche al Ginevra che è andato vicino a riportare il titolo nella città di Calvino, titolo che manca dalla stagione 1987/88 quando a laurearsi campione svizzero fu lo Champel. Dopo l’Inno Svizzero e un minuto di raccoglimento in memoria di Marco Koludrovic, giovane promessa del basket nazionale, recentemente scomparso, la partita entra subito nel vivo. In un ambiente a dir poco eccezionale per partecipazione emotiva, condita da accompagnamento musicale e dalla partecipazione di un gruppo di Cheerleaders, i Tigers fanno capire di esserci con corpo e testa, e ci mancherebbe altro, e in un amen sono 5 a 0. Ginevra i primi punti li ottiene dalla lunetta dopo 3’ e dopo aver fallito le prime sei conclusioni dal campo. Abukar è quello delle grandi occasioni e scava il primo piccolo break 12-6 al 4’. Lazarevic toglie Buscaglia e schiera Dunn, al rientro da un infortunio, presentando un quintetto composto da soli stranieri e riesce così a mantenere il contatto, fino a quando Brown infila 5 punti consecutivi che siglano il 23 a 18 alla prima mini pausa. Dessarzin schiera George per sfruttare la sua esplosività sotto le plance, ma Ginevra con un gioco da 3 punti di Dunn, una bomba di Buscaglia inframmezzate da due liberi di George, si riporta ad un punticino di ritardo ( 25-24 al 13’). Lugano, finalmente, trova punti anche da Draughan e Mladjan ma i Lions non mollano e con Dunn e Bing si riportano a -2 al 15’. A questo punto Dessarzin rimette Abukar e la partita subisce il primo vero scossone. I Tigers, anche con l’aiuto di Rokocevic e Mladjan, firmano un parziale, negli ultimi 3 minuti di gioco, di 9 a 2 che manda le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 47-37. Il terzo quarto, quello più temuto dai bianconeri, si rivela invece quello decisivo ai fini della vittoria. Si parte con una bomba di Draughan poi, dopo la risposta del solito Dunn e Tourè, inizia l’Abukar show. L’esterno dei Tigers infila 13 punti, senza errori al tiro, e porta la propria squadra avanti di 18 punti sul 63-45. Quando sembra che debba arrivare la mazzata finale i Tigers hanno un momento di black out. Dimenticato Abukar, gli altri componenti del quintetto iniziano a sparacchiare da tutte le posizioni ed il risultato è un contro-break di 11 a 2 firmato dal solito Dunn con la collaborazione di Aw che fissa il punteggio sul 65 a 56 all’ultima mini pausa. Ma il Lugano c’è, e subito riprende l’inerzia della partita con un 5 a 0 iniziale che rimette un divario di tutta sicurezza. Ginevra accusa la fatica anche perché attaccare la difesa del Lugano, questa sera, esige un grande dispendio d’energie. Ogni tentativo ospite trova pronta risposta vuoi da Abukar ma anche da Rakocevic e Brown, e solo negli ultimi scampoli d’incontro, quando gli allenatori hanno tolto le star per l’applauso di rito, e grazie ad alcuni canestri assai fortunosi il divario si fa più contenuto. Si finisce sul 92 a 81 in tripudio incredibile, un’atmosfera che mi ha riportato alla famosa finale di Mezzovico, tempi di grande basket e di grande coinvolgimento di pubblico e soprattutto mediatico, due componenti che i Tigers ma non solo loro, mettiamoci pure tutto il basket cantonale, meritano senza ombra di dubbio.
LUGANO - GINEVRA 92-81 (23-18,47-37,65-56)
Lugano: Stockalper 5, Pantic 2, Mladjan M., Draughan 11, Lo Leggio, Mladjan D. 12, Brown 13, Abukar 31, Rakocevic 14, George 4. All. Dessarzin
Ginevra: Jaunin 2, Brown 5, Dunn 18, Buscaglia 8, Maruotto 3, Steinmann 3, Deforel, Aw12, Tourè 6, Bing 16, Barnette 8. All. Lazarevic
Note: Palestra Istituto Elvetico. Spettatori: 1160 tutto esaurito. Arbitri: Bertrand, Pizio, Clivaz. Uscito per li mite di falli Mladjan D. al 39’16”.Premiati come migliori giocatori dell’incontro Bing e Abukar.
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