|
Con la cronometro di Besançon si è conclusa la prima fase del Tour de France 2012. Come sempre è stata una fase eccitante ed eccitata: cronoprologo spettacolare a Liegi, volate mozzafiato, cadute per…tutti i gusti, le prime salite, la prima “cronometrona”. Meglio di così… Quali responsi? Il Fabian Nazionale ha dominato il prologo a cronometro vestendo la prima maglia gialla, simbolo del primato, che ha poi tenuto per parecchi giorni. Ma, a noi Cancellara è piaciuto soprattutto nella prima tappa in linea, sempre in Belgio: ha approfittato degli strappetti finali per evadere dal gruppo. Operazione riuscita solo a metà, perché lo slovacco Sagan gli è restato attaccato con lo sputo, non ha tirato un metro per poi saltare il Nostro sul traguardo. Manovra poco sportiva, ma tant’è! Sagan, peraltro, ha confermato di essere un gran finisseur: le numerose vittorie di tappa al California ed al Giro della Svizzera non erano arrivate per caso! Cavendish ha vinto due tappe ed in altre due è finito a terra proprio durante lo sprint, permettendo a Greipel di conquistare due frazioni e l’effimero titolo di “ miglior velocista” a parte Cavendish. Le prime salite hanno messo in mostra una specie di “nouvelle vague” francese, sintetizzata nell’appena 22.enne Thibaud Pinot, ma anche e soprattutto la brillante presenza dei quasi-gemelli inglesi dello squadrone Sky Procycling Wiggins e Froome, fortissimi anche a cronometro. Prima di commentare la prova contro il tempo di lunedì ci sembra infatti doveroso parlare anche degli sfortunati, che hanno dovuto lasciare il Tour per caduta. Qui la mannaia è andata giù pesante con gli spagnoli. Infatti, “fuera” Freire, Samuel Sanchez, Luis Leon Sanchez, Rojas, Valverde, … Quali iberici difenderanno a Londra la vittoria di Samuel quattro anni fa a Pechino? Ma la maxi caduta nella tappa piatta di Metz a 25 km dall’arrivo (ricordiamo che ha coinvolto 140 corridori) ha costretto al ritiro altri importanti corridori: Danielsson, Astarloza, Poels, Viganò. Ha tolto dalla vittoria al Tour il vincitore del Giro Hesjedal, Vandevelde, Millar, Westra, Scarponi, Brajkovic, Franck Schleck, Mollema, Valverde, Gesink, Voeckler,… Il comunicato medico dopo quella tappa è stato un vero e proprio bollettino di guerra, con corridori sparpagliati negli ospedali di Metz e Nancy, regioni che la Seconda Guerra Mondiale l’hanno veramente vissuta, eccome! Ma, questo, Signori, è il Tour de France. Una gara stressante anche dal punto di vista psichico, perché bisogna correre…con gli olii santi nella tasca della maglietta. E’ la straordinaria atmosfera che porta a ciò, atmosfera creata anche da un pubblico immane ed immenso. Perché vincere una tappa al Tour ti consacra per tutta la vita. Vero Rubens? Peccato che tu, la tua tappa l’abbia vinta troppo all’inizio della carriera senza – purtroppo – un più consistente seguito. Arriviamo, dunque, ai 42 km individuali di Besançon e dintorni. Ha vinto con una prestazione lunare Bradley Wiggins, davanti al quasi-gemello Christopher Froome: la sua è stata “solo” una prestazione stellare. Soltanto terzo Fabian Cancellara, fino a qualche tempo fa dominatore assoluto del firmamento contro il tempo. Un po’ indietro l’australiano di Stabio, Cadel Evans e l’italiano di Lugano Vincenzo Nibali. Wiggins, Froome, Evans: tre anglosassoni che probabilmente saranno sul podio di Parigi domenica 22 luglio. Cadel sappiamo tutti chi sia. Di Wiggins i più sanno che è stato un grande pistard. Che ha già vinto quest’anno la Parigi-Nizza, il Tour de Romandie, il Delfinato. E senza il forzato ritiro per caduta al Tour 2011… Froome è il più…sconosciuto dei tre. Ma Chris avrebbe senz’altro battuto Cobo nella Vuelta 2011 se non avesse dovuto aspettare più di una volta il suo capitano Wiggins (ricordiamo il podio della Vuelta 2011: 1. Cobo; 2. Froome a 13”; 3. Wiggins a 1’39). Ma la crono di Besançon non ha giocato solo un importante ruolo nell’economia di questo Tour. Ha lanciato in prospettiva la prova olimpica di Londra: 1° agosto, ore 14.15 e, sempre restando nella corsa contro l’orologio, la prova mondiale di Valkenburg alle ore 12.00 di mercoledì 19 settembre. Negli anni scorsi, in questa particolare disciplina, dominatore assoluto della scena è stato Fabian Cancellara, ma a dire il vero la concorrenza era un po’ scarsa. Già nel 2011, Fabian, in non perfette condizioni fisiche, ha dovuto cedere il trono al germanico Tony Martin. Come avrete ben capito, quest’anno la cosa dovrebbe essere ben diversa, soprattutto per la prova olimpica. Essendo la corsa su strada priva di difficoltà, i non- velocisti hanno poche possibilità di vincere. Dunque saranno in parecchi a concentrarsi maggiormente sulla corsa a cronometro. Non sappiamo se Martin farà in tempo a rimettersi completamente dalla rottura dello scafoide rimediata in Francia. Accanto a diversi outsiders fra i quali mettiamo anche Evans (scusate se è poco!) ci sarà la tremenda battaglia tra tre autentici specialisti: Wiggins, Froome e Cancellara. Certi propendono per i due inglesi: hanno battuto Fabian a Besançon, dopo aver fatto la corsa anche nei giorni precedenti, quando Cancellara – fuori classifica – ha potuto correre al risparmio. Giusto, ma essendo il Nostro più massiccio, più pesante dei due sudditi di Sua Maestà la Regina, potrebbe addirittura essersi stancato di più in salita. Eppoi: un conto è una cronometro durante un grande giro, un altro conto è una cronometro presa come prova singola. Inoltre: Cancellara resterà al Tour sino a Parigi? Ha già messo le mani in avanti: tra poco sua moglie dovrà mettere al mondo un bambino e Fabian è già stato categorico: quando le verranno le doglie, correrà da lei. Una soluzione diplomatica per concentrarsi sulla crono olimpica. Eppoi: conosciamo bene Fabian, da quando era Esordiente. Ha sempre avuto lo stesso carattere: le sconfitte lo hanno sempre enormemente motivato. Un altro eppoi: la prova olimpica si corre il 1° agosto ed il Fabian Nazionale è un…nazionalista per antonomasia. Capiti ci siamo, vero?
|