22 luglio 2012

CICLISMO: LA GRANDE BOUCLE PARLA INGLESE

 

WIGGINS VINCITORE DESIGNATO E MERITATO

 

<FotoLory>

 

 

Coppi-Bartali, Beheyt- Van Looy, Roche-Visentini. Tre famose coppie di corridori ciclisti iscritti a qualche Sei Giorni o a qualche riunione in pista? Nossignori. Sono coppie che nella storia del ciclismo hanno lasciato un ricordo anche per via di un tradimento. Nel 1940 l’esordiente Coppi partì quale affermato gregario del già affermato Bartali. Ma, Fausto andò assai più forte del suo capitano; non sentì…le radioline e vinse alla grande. Campionati del Mondo 1963: nella squadra belga il gregario Beheyt avrebbe dovuto tirare la volata al suo compagno Van Looy. Ma la tirò… così forte che Rik finì alle sue spalle! E al Giro del 1987 Roche attaccò il suo capitano Visentin e gli scippò la maglia Rosa!

Ora, tanto per riempire i giornali, parecchi giornalisti affermano che Wiggins ha vinto perché i tecnici della loro squadra hanno fermato Froome. Un istante! Al momento di allestire una squadra ciclistica delle proporzioni della Sky si stabiliscono delle gerarchie, si tracciano dei programmi. E’ dall’inizio dell’anno che Wiggins porta in giro con successo la maglia della Sky: Parigi-Nizza, Giro di Romandia, Delfinato… E’ chiaro che sin dall’inizio fosse stato lui il numero uno, posizione rafforzata anche dopo la prima lunga cronometro. Spesso, nel finale di tappa, abbiamo visto Wiggins – più che Froome – tirare la volata ai propri velocisti. Scusate se è poco! Ecco, nella seconda tappa pirenaica, quando Wiggins ebbe un cedimento, la vittoria di tappa l’avrebbe meritata Froome. Ma non sempre si può avere tutto…Anche l’anno scorso Froome avrebbe vinto la Vuelta se non avesse aspettato Wiggins. Ricordiamo che fu battuto da Cobo per una manciata di secondi. Anche lì storie di gerarchia, stipendi, compensi, ritorni pubblicitari, ecc. Del resto anche nel calcio non sempre vince la squadra che gioca meglio…La maxi-crono finale ha poi messo a posto tutto. Froome ha cinque anni in meno di Wiggins; ha tutto il tempo di cercare degli sponsors e farsi costruire una formazione attorno a sé. Però, attenzione, perché un conto è partire da leader che deve vincere a tutti i costi, un altro conto è trovarsi lì in testa, quasi per caso!

Purtroppo, una gara di tre settimane difficilmente finisce pari-merito. Comunque i due britannici sono andati molto forte: sia sul passo (a cronometro), che in salita. Qualche “giornalista” è apparso stupito, perché non sono “esili e veloci scalatori”. A parte il fatto che per andare forti in salita non bisogna necessariamente essere come Robic: Indurain, Merckx, gli stessi Coppi e Bartali insegnano. Ma avete visto che fisico tirato sia Wiggins che Froome? Che agilità di pedalata?

Qualche considerazione finale, ora.

Pur senza avere un Tour trascendentale, è stato un buon Tour, sicuramente superiore al Giro d’Italia. Altro che noia! Considerate la velocità espressa ogni giorno durante la prima ora di corsa per tirar fuori la fuga; contate i finali arrembanti con scatti e controscatti tra gli uomini in fuga per conquistare una vittoria di tappa, per non parlare dell’enorme gioia espressa dallo straboccante pubblico e ne avrete la conferma. Anche alla TV si è goduto, soprattutto da parte di chi sa come sono i grandi giri moderni, duranti i quali ogni giorno ci sono due corse nella corsa!

Qualche apprezzamento sui singoli.

Nibali ci ha sorpreso in bene, anche se ancora una volta ha denotato qualche lacuna tecnica. Vincenzo, nella prima tappa pirenaica, perché attaccare sulla penultima salita? Stai lì tranquillo ed attacca ai meno due dall’ultimo scollina mento; ti butti nella discesa con un paio di cento metri di vantaggio ed all’arrivo ha i recuperato un minuto. Comunque insufficiente per battere i due alfieri della Sky, squadra nettamente superiore alla Liquigas. Buono Van den Broek, buonissimo il giovane Van Garderen. Anche lui ha perso tempo per aspettare il suo capitano Evans che – purtroppo – è andato troppo presto e troppo spesso “fuori giri”. Comunque, anche nella sconfitta, Cadel è stato grande! Eccezionale finisseur Peter Sagan, eccezionale sprinter Cavendish, eccezionale combattente Voeckler. Molti dei corridori messisi in luce in questo Tour de France sono giovani, ragione per cui l’avvenire della più grande corsa del mondo è sicuramente…assicurato.

Ah, dimenticavamo: che nuova grande delusione da parte di Franck Schleck e della Radioshack in generale!