25 settembre 2012

HOCKEY GHIACCIO: A BIENNE

 

BRUTTO TONFO DELL’AMBRÌ

 

  

<FotoLory>

 

La terza sconfitta consecutiva, rimediata ieri sera allo Stade de Glace di Bienne, è indubbiamente la più grave della mini-serie negativa dell’Ambrì. Sì, perché se contro Servette e Zugo i biancoblù non avevano demeritato, pagando oltremisura alcuni blackout difensivi ed una certa imperizia davanti alla gabbia avversaria, ieri sera nulla, ma proprio nulla, è funzionato. All’immagine del terribile uno-due, incassato nel breve volgere di 59 secondi, a cavallo dell’11’ e del 12’ del primo periodo. Due autentici schiaffoni (il secondo in inferiorità numerica), scaturiti da altrettante, imperdonabili indecisioni (la prima di Schaefer e Noreau dietro la gabbia,  la seconda dell’intero pacchetto difensivo con ciliegina finale del portiere, lungo e disteso sul ghiaccio ed incapace di bloccare il disco). E pensare che all’inguardabile  primo periodo (il  peggiore mostrato dai leventinesi in questo primo scorcio di campionato), la squadra di Constantine aveva contrapposto un discreto inizio di terzo centrale, coronato dalla bella rete di Noreau, abile, al 23’15, a superare Berra con un polsino scagliato poco entro la linea blù. Partita riaperta soltanto per 1’45, visto che al 25’05, Marc Wieser, servito prontamente da Peter davanti alla gabbia con un perfetto “taglia fuori”, ha fatto secco il povero Schaefer. Partita praticamente chiusa, ancor prima del giro di boa di metà confronto e poi, di fatto, al 34’35, in seguito al goal di Kellenberger, lanciato tutto solo verso la gabbia leventinese da Tschantré, direttamente dopo l’ingaggio offensivo con la difesa biancoblù completamente imbambolata. Nel terzo periodo, con l’Ambrì confusamente in avanti, Duca, involatosi sulla destra, ha colpito un palo interno da posizione decentrata. Ma c’è da giurare, visto l’approssimazione e la pochezza del gioco mostrate ieri sera, che se anche il capitano avesse dimezzato le distanze, non sarebbe cambiato molto fino al 60’. Sì, perché l’Ambrì visto ieri sera a Bienne non era lontanamente parente di quello ammirato al debutto stagionale contro lo Zugo. In effetti, certi errori in fase di uscita dal terzo e di impostazione del gioco difensivo ed offensivo da parte dei vari Noreau, Kutlak e Park non possono essere più tollerati, altrimenti anche questa stagione potrebbe presto trasformarsi (ad immagine delle ultime due) nell’ennesimo calvario. Ai giocatori ma pure allo staff tecnico, il dovere di uscire tutti insieme da questo momento negativo. Nella speranza, poi, che la la luce di Max Pacioretty, stella offensiva dei prestigiosi Montreal Canadiens, possa illuminare il cielo sopra (ma soprattutto dentro) la volta della Valascia. Possibilmente, già a partire da venerdì, quando a sud del Gottardo scenderà il Friborgo.

 

Bienne-Ambrì Piotta 4:1 (2:0,  2:1,  0:0)

 

Reti: 11’21 Peter 1:0, 12’20 Wetzel (Kellenberger, esp. Trunz) 2:0, 23’15 Noreau (Park) 2:1, 25’05         M. Wieser (Peter) 3:1, 34’35 Kellenberger (Tschantré) 4:1,

 

Bienne: Berra; D. Meier, Huguenin; Gossweiler, Kparghai; Untersander, Wellinger; Truttmann; Spylo, Pouliot, Beaudoin; Ehrensperger, Gloor, Haas; Micflikier, Peter, M. Wieser; Tschantré, Kellenberger, Lauper; Wetzel.

 

Ambrì: Schaefer; Trunz, Kutlak; Schulthess, Casserini; Bonnet, Noreau; Sidler; Botta, Park, Williams; D. Grassi, Schlagenhauf, E. Bianchi; Pestoni, Miéville, Reichert; Duca, T. Weber, Raffainer.

 

Note: Stade de Glace. 4’363 spettatori. Arbitri: Rochette, Müller, Zosso. Penalità: 3x2’ Bienne; 3x2’ Ambrì. Bienne privo di M. Streit (inf.), Untersander, Ehrensperger (sovr.); Ambrì senza Casserini, Dotti, Kobach, P. Müller (inf.), M. Bianchi, Lakhmatov (sovr.), Donati in prestito al Visp). Pali: 52’ Duca. Timeout: