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30 ottobre 2012 HOCKEY GHIACCIO: SUPERATO IN CASA DAL GINEVRA
IL LUGANO SI FERISCE CON LE PROPRIE MANI
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Prima o poi doveva pur arrivare anche la prima sconfitta piena entro le mura amiche. Nulla di male, se ciò avviene contro la capolista, ma se si pensa che a poco meno di tre minuti dall’ultima sirena conduci con una rete di vantaggio ed hai per due minuti il vantaggio numerico sul ghiaccio, forse potresti lasciare la pista un po’ meno amareggiato, di quanto non l’abbia fatto l’intera compagine bianconera, apparsa per oltre due terzi del confronto assai superiore al proprio avversario. Per la gara contro la capolista, che sino a questo momento del torneo non sembra avere problemi di sorta, visto la marcia quasi inarrestabile in vetta alla graduatoria, Huras recupera il capitano Vauclair e l’attaccante canadese Bergeron, immolando sull’altare della tribuna a fare (nuovamente) da spettatore Petteri Nummelin (convocato unitamente ad Heikkinen, Kostner ed Ulmer nelle selezione nazionale del proprio Paese). Il Ginevra inizia con il pattino giusto il confronto e passa in vantaggio a mo’ di Fantozzi, con una rete (convalidata quasi due minuti più tardi dalla visione del video) messa a segno dall’ex-Reuille, capace di spegnere l’ardore iniziale dei bianconeri. Il vantaggio favorisce il gioco di rimessa degli ospiti, ordinati e disciplinati in retrovia, a legittima dimostrazione del tragitto sinora percorso ed in grado di mantenere inviolata la propria gabbia per i primi venti minuti. Il Lugano deve così aspettare l’inizio del secondo periodo per ritrovare omogeneità nella propria manovra, piuttosto confusa nel periodo iniziale. Un siluro di Morant dalla linea blù, imbeccato con un passaggio alla coda dell’occhio di Bergeron, rimette le squadre in parità, con i padroni di casa in netta crescita. La forza d’urto dei bianconeri s’infrange contro un arbitro, capace di leggere l’incontro in maniera molto discutibile. Una doppia penalità contemporanea sul conto di Nodari e Murray permette agli ospiti, dopo oltre un minuto e mezzo di doppia superiorità di riportarsi in vantaggio, svegliando la giusta verve agonistica di un Lugano che proprio non intende mollare la preda della capolista così facilmente. Un macroscopico errore della retroguardia ginevrina permette a “falco” Bergeron, in superiorità numerica sul ghiaccio per precedenti troppi uomini ospiti sul ghiaccio, di riacciuffare la volpe in fuga, mentre tale Popovic, non pago di quanto espresso sino a quel momento, insiste nel voler fare il protagonista (negativo) della serata. Il Ginevra torna ad essere quella squadra antipatica delle passate stagioni e si lascia andare a scorrettezze oltre il limite del regolamento, per la maggior parte, naturalmente impunite. Il pubblico si spazientisce, favorito anche dall’atteggiamento (inconsapevolmente) provocatorio del giudice di gara, che ha ormai perso il pallino del confronto. Poco prima della seconda sirena, con il secondo plexiglas sostituito dagli addetti ai lavori, il Lugano passa in vantaggio, grazie ad una “bomba” di Sbisa, capace di far esplodere la Resega, prima che Popovic, assecondato da Mc Sorley non riesca a sedare i focosi animi dei contendenti. I giocatori ritrovano la via degli spogliatoi, mentre il tavolo ed i giornalisti riempiono i loro taccuini, per annotare gli espulsi dell’ultimo minuto, con una bagarre che coinvolge in un match di pugilato pure i due portieri (puntualmente penalizzati). Il terzo periodo inizia come si era concluso quello precedente con il Lugano a fare gioco ed il Ginevra che sembra, in più di un’occasione alla canna del gas. In due superiorità, i padroni di casa creano spettacolo ed emozioni, senza scardinare il baluardo eretto da Stephan, emulato, nelle rare occasioni in cui è chiamato a farlo da un Manzato degno dei migliori elogi. Il minimo vantaggio obbliga i padroni del ghiaccio alla massima prudenza, perché cosciente del fatto che l’avversario ha uomini di esperienza e carattere in grado di rifare superficie. Non per nulla, mentre con l’uomo in più a pochi minuti dalla fine il Lugano dovrebbe gestire con calma il gioco, si lascia sfuggire l’ex-Romy, che pareggia nuovamente il conto, proprio mentre la Resega stava per festeggiare con i canti di rito. Non pago, il Ginevra affonda il coltello nel burro, ritrovata la parità degli effettivi in pista, con la più classica rete di rapina, realizzata da Simek, quando ormai non vi è più il tempo per porvi rimedio. Ma questo, signori, è proprio ciò che rende il disco su ghiaccio una disciplina piacevolmente spettacolare.
Lugano – Ginevra: 3:4 (0:1;3:1;0:2)
Reti: 4’14 Romy 0:1; 24’57 Morant (Bergeron) 1:1; 28’35 Couture (Y. Weber, in 5c3, esp. Nodari, J. Murray) 1:2; 30’12 Bergeron ( Reuille, in 5c4, esp. Rivera) 2:2; 39’37 Sbisa (Bergeron) 3:2; 56’57 Romy (Benzina, in 4c5! esp. Rivera) 3:3; 59’17 Simek (Couture) 4:3
Lugano: Manzato; J. Vauclair, Ulmer, Reuille, Metropolit, Begeron; Heikkinen, Schlumpf, J. Murray, B. McLean, Kostner; Sbisa, Morant, Fazzini, Kamber, Steiner; Nodari; Profico, Conne, Simion
Ginevra: Stephan; Bezina, Vukovic, Couture, Romy, D. Fritsche; Mercier, Hecquefeuille, Fata, Almond, Keller; Gautschi, Y.Weber, Rivera, Walker, Simek, Antonietti, J. Fritsche, Friedli, Randegger, Gerber
Note: Resega, 4366 spettatori. Arbitri: Popovic; Espinoza/Kohler. Penalità: 8x2’ + 1x10’ (Kamber) Lugano, 12x2’ Ginevra. Lugano senza Hirschi, B. Murray, Blatter, Domenichelli, Rüfenacht, Kienzle, Bednar (feriti), Nummelin (sovr.). Ginevra privo di Walski, Savary, (infortunati), Picard (sovr.). 59’17 Time-out Lugano, poi senza portiere sino al 60’
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