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04 novembre 2012 CALCIO: LUGANO ANCORA BATTUTO
SMARRITA LA STRADA DEL SUCCESSO
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Il Lugano non sa più a che Santo votarsi e sembra aver smarrito decisamente la strada maestra verso quel successo, che gli manca ormai dal lontanissimo 19 agosto, quando in casa superò il Wohlen, per 4:1. Da allora, nelle successive nove giornate, compresa quella odierna, non ha più vinto, collezionando quattro pareggi a fronte di cinque sconfitte, che mettono chiaramente in discussione la posizione del tecnico Morandi, ora assai ben più precaria, rispetto a quella del momento in cui lui stesso si era messo in discussione. Anche nel Principato, contro una squadra per nulla trascendentale, sono riemersi dubbi ed incertezze collettive, di una squadra incapace di imporre un proprio gioco, poco lucida in fase di impostazione, fragile in retrovia e superata spesso in velocità dagli attaccanti avversari, in una partita sostanzialmente equilibrata. Nel primo quarto d’ora i padroni di casa hanno mostrato una sterile supremazia territoriale, prima di incrociare il crescente agonismo degli ospiti, in grado di mettere un po’ di pepe alla contesa, grazie a Cincotta il cui invitante servizio non veniva saggiamente sfruttato da Aegerter in ottima posizione. Era questa, l’unica grossa emozione di un primo tempo, caratterizzato da scarsi argomenti tecnici, con due squadre occupate più a neutralizzarsi, che non a ferirsi. Dopo la pausa, nel tentativo di forzare il risultato, Morandi operava la prima sostituzione, togliendo Menezes per Kehl, alla quale rispondeva prontamente Orie, tecnico dei locali, criticato per aver tenuto in panchina sin dall’avvio il ticinese Maccoppi. Al posto dell’ex-Locarno, l’allenatore della squadra del Principato inseriva, a sorpresa, Matthias Baron, fresco reduce da una pausa forzata di sei mesi legata ad infortunio, potenziando il settore offensivo, pochi minuti dopo, con David Hasler per la punta Tripodi. La doppia mossa si rivelava quasi subito vincente, con Baron imbeccato proprio da questo Hasler a presentarsi solo davanti a Russo, prima di insaccare il pallone sotto la traversa, per il punto del vantaggio. La disperazione degli ospiti, quando mancava ancora un buon quarto d’ora alla fine del confronto, portava ad un spigoloso finale, durante il quale l’arbitro Wermelinger aveva modo di estrarre per tre volte il cartellino giallo, in una partita estremamente corretta, senza che gli attori in campo riuscissero a modificare concretamente il risultato. Il Lugano usciva a capo chino dallo stadio, dove gli spettatori avevano modo di festeggiare un successo atteso da cinque anni. La classifica dei bianconeri non piange ancora, ma questa sconfitta non contribuisce certamente a lanciare nel migliore dei modi il confronto interno di sabato prossimo a Cornaredo, dove per la Coppa Svizzera sarà di scena il blasonato Thun, formazione di categoria superiore. Un possibile successo potrebbe però contribuire a riacquistare fiducia nei propri mezzi e rilanciare le proprie quotazioni, oggi brutalmente al ribasso, alla borsa del calcio stagionale.
Vaduz – Lugano 1:0 (0:0)
Rete: 74’ Baron
Vaduz: Klaus; Milosevic, Cvetinovic, Bader, Gétaz, Sara, Afonso, Burgmeier, Hassel (80’ N. Hasler), Cecchin (63’Baron), Tripodi (70’ D. Hasler)
Lugano: Russo, Witschi, Urbano (81’ Orlando), De Pierro, Menezes, (60’ Kehl); Basic, Aegerter, Cincotta, Rey (86’ Sabbatini), Sadiku, Shalaj
Note: Rheinpark Stadion, 1224 spettatori. Arbitro: Wermelinger; Jedelhauser/Barner. Ammoniti: 79’ Sadiku (Lu), 81’ Hassel (Va), 88’ Kehl (Lu). Vaduz privo di Zarkovic (ferito), Oehri (ammalato), Lugano senza Bottani. (squal.)
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