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13 novembre 2012 HOCKEY GHIACCIO: NEL TERZO DERBY
IL LUGANO FA TUTTO DA SE’
![]() <FotoLory> Il Lugano restituisce la scortesia ai cugini biancoblù e li rimanda acasa con lo stesso punteggio della partita precedente, vinta dai rivali. Il punteggio, però, rispecchia male quanto emerso dal ghiaccio, dove un Lugano, solo a tratti brillante, ha costruito e distrutto con le proprie mani, un capitale di gioco e reti che avrebbe dovuto far fruttare in maniera differente. Una decina di giorni di pausa dedicati agli incontri internazionali delle squadre nazionali, bastano ed avanzano per rilanciare le quotazioni di un derby, capace di ritrovare antichi splendori, grazie alla ritrovata verve agonistica dei ragazzi della Valle. Il Lugano, macina avversari entro le mura amiche sembra non aspettare migliore occasione per rifarsi un giusto “look” agli occhi dei suoi fedelissimi tifosi. Nei primi minuti gli ospiti sembrano essere in grado di reggere l’ondata d’urto, tipica di un Lugano formato Caterpillar delle ultime partite casalinghe. Ma, basta poco per rendersi conto che si tratta di una mera illusione. Spenti i fuochi d’artificio con polveri bagnate, nei primi dieci minuti, l’Ambrì diventa preda di un avversario scatenato, che in pochi istanti travolge tutto quanto incontra sul proprio terreno. Conne prepara in maniera deliziosa un servizio, che Kostner non si lascia sfuggire, per portare in vantaggio il Lugano. Mezzo minuto più tardi, il cambio linea dei bianconeri mette in pista il terzetto diretto da McLean, protetto dietro dai cecchini Sbisa ed Heikkinen. Ingaggio vinto dal possente numero 53 luganese e pronto siluro, leggermente sporcato nella traiettoria, per il colpo del 2:0. Non pago di quanto proposto, eccovi signori, la più classica delle ciliegine sulla torta, servita da Metropolit per Bergeron, capace di imprimere il proprio marchio registrato sulla storia dei derbys. Con tre reti di vantaggio e gli ospiti sempre più vicini alla canna del gas, la partita sembra finita, anche se non si sente il classico ritornello del…cuccù. Alla prima pausa sembrerebbe non più esserci partita, ma il Lugano non è di questo avviso e concede troppi spazi ed iniziative ad un avversario manifestamente inferiore. Spreconi sino all’inverosimile nelle situazioni di superiorità numerica, i bianconeri permettono ai biancoblù di tornare in partita con la rete di Perdetti, cui risponde subito Kostner, il migliore in assoluto tra i giocatori in pista. Nel periodo conclusivo, complice un Lugano più arruffone che mai, il derby torna ad essere tale ed a sciorinare emozioni, degne della sua lunga tradizione. Il Lugano spreca ancora tre situazioni con il vantaggio numerico e con Pestoni punito con una disciplinare, trova il modo di emulare Penelope, nel fare, ma soprattutto nel disfare quanto di buono presentato in precedenza. Il finale, addirittura impensabile, è da cardiopalma, con l’Ambrì che in inferiorità numerica per ben quattro minuti, riesce ad ottenere un punto in short-hand, per poi giocarsi un finale da brivido, con un rigore parato da Flückiger a Park, che avrebbe reso più incandescente il finale di partita. Invece, per la gioia dei tifosi locali, Metropolit sigilla il punteggio e permette alla Curva di intonare la marcia trionfale, per un successo apparso difficile solamente per l’atteggiamento masochista della squadra di casa, giunta al limite di ripetere la stessa negativa esperienza fatta con il Ginevra.
Lugano – Ambrì Piotta: 5:2 (3:0;1:1;1:1)
Reti: 12’49 Profico (Conne) 1:0; 13’20 Sbisa (McLean) 2:0; 14’39 Bergeron (Metropolit, in 5c4, esp. E.Bianchi) 3:0; 26’21 Pedretti (Miéville) 3:1; 30’27 Kostner (McLean) 4:1; 52’44 Williams (Noreau, in 4c5! esp. Sidler) 4:2; 59’58 Metropolit (a porta vuota) 5:2
Lugano: Flückiger; J. Vauclair, Ulmer, Reuille, Metropolit, Begeron; Heikkinen, Schlumpf, J. Murray, B. McLean, Kostner; Sbisa, Morant, Di Pietro, Kamber, Steiner; Nodari; Profico, Conne, Simion
Ambrì: Schaefer; Noreau, Kobach; Williams, Park, Lakhmatov; Sidler, Kutlak, Pedretti, Mieville, Pestoni, Schulthess, Trunz, Reichert, Schlagenhauf, Duca; Bonnet; E. Bianchi, Weber, Botta
Note: Resega, 6260 spettatori. Arbitri: Eichmann-Rochette. Penalità: 3x2’ Lugano, 12x2’+1x10’ (Pestoni) Ambrì. Lugano senza Hirschi, B. Murray, Blatter, Domenichelli, Rüfenacht, Kienzle, (feriti), Bednar (sovr.). Ambrì privo di Casserini, Raffainer, Höhener, D. Grassi, Dotti, M.Bianchi. 13’20 time-out Ambrì. 57’35 time-out Lugano. 58’57 rigore parato a Park. Ambrì senza portiere dal 58’57 al 59’58.
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