16 novembre 2012

HOCKEY GHIACCIO: RIVINCITA DELLO ZUGO

 

I DETTAGLI CREANO LA DIFFERENZA

 

   

<FotoLory>

 

Nel bel mezzo del cammino del campionato, stagione regolare, il Lugano non riesce ancora a trovare la giusta strada che porta al successo in trasferta e torna in Ticino anche dall’unica pista sulla quale aveva conquistato sinora l’unica posta piena con un nulla di fatto.

Contro i campioni della prima fase stagionale dello scorso campionato, i bianconeri devono fare a meno, oltre che agli infortunati di lungo corso, ai febbricitanti Conne e Ulmer, obbligando Huras a ridisegnare la composizione delle “checker-lines”, subito impiegate per la prima inferiorità numerica, fischiata ai danni di Metropolit. La riconferma di Flückiger tra i pali permette agli ospiti di contenere la verve offensiva del super-blocco locale, con Zetterberg, Holden, Omark e Brunner incapaci di trovare il modo per scardinare la disciplinata organizzazione difensiva ospite. Lo stesso discorso si ripropone anche a metà del primo terzo (fuori Nodari), ma il risultato ad occhiali non si sblocca, anche quando sul finire del periodo è il Lugano ad operare con l’uomo in più.

Nel periodo centrale lo Zugo preme sull’acceleratore. Morant si fa espellere ingenuamente per aver rifilato un pugno a gioco fermo ad un avversario ed i padroni di casa, al terzo tentativo, passano in vantaggio con Holden, lestissimo nel superare l’estremo difensore bianconero su invito del compagno di linea di sempre Rafael Diaz. La reazione della truppa di Huras non si fa attendere e rimette tutto in equilibrio con un tiro “sporcato” di Heikkinen, che s’infila nell’angolino basso, alla sinistra dell’incolpevole Markkanen, ritornato alle competizioni solo dopo la pausa della Nazionale.

Lo spettacolo generato dalle due squadre continua ad entusiasmare la platea della Bossard Arena, anche  nel periodo conclusivo, durante il quale i maggiori impulsi vengono dettati, secondo logica dai padroni di casa, decisamente più convinti degli ospiti. La seconda penalità di giornata ai danni di Metropolit, fischiata in modo del tutto fiscale da Didier Massy, è all’origine del “game-winnig goal”, costruito in maniera impeccabile dalla parade-sturm degli svizzero centrali. Holden, ancora lui, chiude prematuramente ogni discorso sul successo della partita, con il punto del raddoppio, anche se al termine manca ancora più di un quarto d’ora. I bianconeri, infatti, sembrano avere le polveri bagnate, con la difesa locale capace di annientare sul nascere le iniziative dei terzetti diretti da McLean e Metropolit, incapaci pure di concretizzare le situazioni con l’uomo in più sul ghiaccio.

In un simile contesto, evidenziato pure nel recente derby, andato in bianco per ben nove volte, lo Zugo ha buon gioco nel gestire il risicato vantaggio, prima di chiudere definitivamente la contesa con il proprio giocatore-chiave Brunner, a segno su iniziativa personale, con un “coast to coast” che non lascia scampo a Flückiger.

Alla fine, quindi, in una partita tutto sommato molto equilibrata, durante la quale il Lugano ha avuto le sue buone opportunità non sfruttate, la differenza è giunta dai più classici dettagli, (leggi anche situazioni di superiorità) che lasciano un po’ di amaro in bocca, senza cancellare la quota dieci nelle statistiche delle sconfitte esterne bianconere.

 

Zugo – Lugano 3:1 (0:0; 1:1;2:0)

 

Reti: 25’02 Holden (Diaz, in 5c4, esp. Morant) 1:0; 33’11 Heikkinen (Schlumpf) 1:1; 43’50 Holden (Zetterberg, in 5c4,esp. Metropolit) 2:1; 53’19 Brunner 3:1

 

Zugo: Markkanen; P. Fischer, Diaz, Brunner, Zetterberg, Omark; Furrer, Chiesa, Christen, Holden, Casutt, Helbling, Zuber, Schnyder, Suri, Sutter; Martschini, Lüthi, Lammer; S. Lindemann

 

Lugano: Flückiger; Morant, J. Vauclair, Kostner, McLean, J.Murray; Schlumpf, Heikkinen, Bergeron, Metropolit, Reuille; Nodari, Sbisa, Steiner, Kamber, Fazzini; Steiner, Di Pietro, Fazzini

 

Note:Bossard Arena, 6710 spettatori. Arbitri: Massy; Bürgi-Kehrli. Penalità: 4x2’ Zugo; 5x2’ Lugano. Zugo senza Blaser (squal.), Woznievski, Zurkirchen, Erni (feriti); Lugano privo di Hirschi, Blatter, Kienzle, Bednar, Domenichelli, Rüfenacht, B. Murray (infortunati); Ulmer, Conne (malati). Palo: 29’ Omark