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30 novembre 2012 HOCKEY GHIACCIO: LUGANO BATTUTO IN CASA
DUSTIN BROWN ILLUMINA I CAMPIONI
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Prima o poi, anche in casa doveva pur capitare. Un Lugano spento, privo di idee, carente nel gioco di costruzione, come in quello d’interdizione, incappa nella più classica delle serate nere e si fa mettere sotto da uno Zurigo, per nulla trascendentale, seppure magistralmente diretto da quel Dustin Brown (quattro punti, due reti e due assists) autentica “stella” dei Los Angeles Kings. I due recenti successi, colti in trasferta contro avversarie in lotta per sfuggire al girone infernale, convincono Huras a riconfermare il proprio schieramento, con Nummelin al posto dell’infortunato Heikkinen, con il tandem Metropolit-Bergeron separato, per far giostrare entrambi al centro dei due terzetti offensivi con McLean e Di Pietro sulle ali. I sogni del tecnico bianconero muoiono all’alba ed alla prima superiorità numerica il pubblico intuisce che non sarà una serata di spettacolo. Metropolit perde banalmente il disco e Trachsler se ne va indisturbato a battere Flückiger con un tiro non irresistibile. La reazione, blanda, non frutta, anche perché il Lugano non tira quasi mai verso il portiere avversario e lo Zurigo ha buon gioco quando si avvicina nel terzo difensivo locale. Per questa ragione il raddoppio è ben presto nell’aria e Shannon si beve Sbisa con irrisoria facilità, prima di concretizzare il secondo punto ospite. Poi, pochi istanti prima della pausa, Vauclair conclude a rete l’unica bella azione locale del primo tempo e riapre le sorti della contesa. Nel periodo centrale chi si attende un Lugano arrembante deve ricredersi. I campioni svizzeri spengono sul nascere le velleità dei padroni di casa e chiudono prematuramente, o quasi, ogni discorso sul successo, andando a segno con lo stesso Brown, quando il cronometro non ha ancora raggiunto metà del suo percorso. Neppure il gioco in superiorità numerica aiuta più Bergeron e compagni ad uscire dalla mediocrità e quella che solo un mese fa si rivelava essere un’arma letale, sembra avere le polveri bagnate, con percentuali da capogiro a livello d’inefficenza. Un dato, questo, che deve far riflettere, mentre Brown e compagni ringraziano con il quarto punto, che spegne i lumini di tutte le speranze della serata, anche se c’è ancora modo di assistere ad un errore tecnico della panchina luganese. Nel minuto finale, con Brown sulla panchina dei cattivi ed il doppio vantaggio numerico sul ghiaccio, per aver tolto il portiere, Huras chiama McLean a disputare l’ingaggio offensivo. (per tutta la partita aveva giocato all’ala di Bergeron!) Il canadese lo perde e l’immediato rilancio permette a Trachsler di chiudere l’incontro come l’aveva iniziato. Un risultato pesante, che premia oltre misura i campioni svizzeri, che si sono limitati a controllare (abbastanza facilmente) il proprio avversario, oggi atteso alla prova logica del suo stato di salute contro una capolista in perdita di velocità.
Lugano – Zurigo 1:5 (1:2; 0:1; 0:2)
Reti: 8’24 Trachsler (Brown, in 4c5! esp. Schnyder) 0:1; 16’50 Shannon (Brown) 0:2; 19’56 J. Vauclair (Steiner) 1:2; 24’38 Brown (Cunti) 1:3; 35’08 Brown (Cunti) 1:4; 59’17 Trachsler (Shannon, in 4c6! Esp. Brown, Lugano senza portiere) 1:5
Lugano: Flückiger; J. Vauclair, Ulmer, Di Pietro, Metropolit, J. Murray; Nummelin, Schlumpf, Kostner, Bergeron, McLean; Scisa, Nodari, Reuille, Kamber, Steiner; Kienzle; Simion, Conne, Profico.
Zurigo: Flüeler; Seger, Lashoff, Bärtschi, Ambühl, Monnet; Blindenbacher, Geering, Brown, Shannon, Cunti; Stoffel, Maurer, Baltisberger, Schäppi, Kenins; Schnyder; Zangger, Trachsler, Buhler
Note: Resega, 4407 spettatori. Arbitri: Reiber; Bürgi-Kehrli. Penalità: 3x2’ Lugano; 8x2’ Zurigo. Lugano privo di Heikkinen, Fazzini, Hirschi, Domenichelli, B. Murray, Rüfenacht, Morant, Blatter (feriti). Zurigo senza Wick, Tambellini, Bastl (infortunati). Lugano dal 58’59 al 59’17 senza portiere. Manzato (in panchina) colpito da un disco in testa (leggera commozione).
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