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07 dicembre 2012 HOCKEY GHIACCIO: LUGANO UMILIATO A DAVOS
COME ANDARE A FINIRE SOTTO LA RIGA
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Clamoroso, ma non troppo! Alla Vaillant Arena di Davos, teatro tra alcune settimane della mitica kermesse legata alla Coppa Spengler, il Lugano trascorre una serata da incubi, incassando la peggiore sconfitta della stagione, per poi finire sotto la fatidica riga, che separa le elette dalle bocciate del massimo campionato. Una sconfitta che, per il modo in cui si è sviluppata, alimenta molti dubbi, sin qui mai affiorati, sul modo di gestire il collettivo da parte della commissione tecnica della squadra. Per questa uscita sulla pista di un tradizionale rivale storico, Huras deve rinunciare ai servizi di Nummelin, costretto a marcare visita per malattia. Di punto in bianco, il tecnico bianconero si (ri)trova costretto a far scendere in pista una squadra con soli tre stranieri, quando solo poche settimane or sono, ne aveva ben due in esubero, mentre tra i pali ripropone colui che era partito con i galloni di titolare, ovvero Manzato. Nei primi minuti di gioco il Davos imperversa, mentre i suoi pupilli dimostrano qualche problema di carburazione. Proprio nel momento in cui la partita sembra rimettersi sui toni di un certo equilibrio, i grigionesi mettono a segno due reti, nel breve volgere di mezzo minuto, obbligando gli ospiti a sostituire il portiere. Alla prima superiorità numerica, il Lugano colpisce con Bergeron e tutto lascerebbe presagire un pronto ristabilimento della situazione di squilibrio per gli ospiti. Invece, una doppia penalità, sul conto di Reuille dapprima e di Ulmer, solo 50 secondi dopo quella del compagno, permettono ai padroni di casa di ristabilire il doppio comodo vantaggio, aumentato nel minuto successivo dal quarto punto locale siglato da Hofmann. L’incontro, a senso unico, produce ancora una soddisfazione per i padroni di casa, anticipando la prima sirena. Con Steiner sulla panchina dei cattivi per un colpo di bastone, Reto von Arx chiude con largo anticipo ogni discorso di successo sul confronto, realizzando il quinto punto locale. Al rientro dagli spogliatoi, Huras prova a dare nuovi impulsi alla propria squadra (fuori Steiner?) ma, ormai, non c’è più partita. Il Lugano è in balia del proprio avversario, che in taluni frangenti lo sbeffeggia, sino ad umiliarlo con altre tre reti, nel breve volgere di altrettanti minuti, a cavallo di metà incontro, una addirittura quando giostra con l’uomo in meno (sic!) sul ghiaccio. Fuori dal tempio grigionese fa molto freddo ed il cappotto confezionato agli ospiti sembra accontentare i padroni di casa, che allentano la morsa. Nel periodo conclusivo, i due allenatori danno spazio ai portieri di riserva, ma le due squadre non hanno più nulla da offrire e tirano a campare sino al suono della terza sirena, che invita chi di dovere a profonde meditazioni.
Davos – Lugano 8:1 (5:1;3:0;0:0)
Reti: 8’17 Sieber (Ramholt) 1:0; 8’34 Bürgler (Wieser) 2:0; 10’57 Bergeron (Rüfenacht, in 5c4, esp. R.von Arx) 2:1; 13’47 Bürgler (Thornton, in 5c3,esp. Reuille, Ulmer) 3:1; 15’04 Hofmann (Steinmann) 4:1; 19’22 R.von Arx (Bürgler, in 5c4,esp. Steiner) 5:1; 34’05 Eriksson (Sykora) 6:1; 35’35 Thornton (Sykora, in 4c5! esp. Sciaroni) 7:1; 36’49 Hofmann (Sciaroni) 8:1
Davos: Genoni (40’ Schwendener); Guerra, Forster, Bürgler, R.von Arx, D. Wieser; Mahra, Grossmann, Sykora, Thornton, Eriksson; Schneeberger, Back, Sciaroni, Steinmann, Hofmann; Ramholt, Alatalo, Ryser, Corvi, Sieber
Lugano: Manzato (40’ Flückiger); Kienzle, Sbisa, Bergeron, Metropolit, Steiner; Ulmer, J. Vauclair, Kostner, McLean, J. Murray; Schlumpf, Nodari, Di Pietro, Kamber, Rüfenacht; Profico; Simion, Conne, Reuille.
Note: Vaillant Arena, 4074 spettatori. Arbitri: Kurmann-Wehrli; Abegglen/Rohrer. Penalità: 5x2’ Davos; 5x2’ Lugano: Davos senza Taticek, Nash, Rizzi, Guggisber, J.von Arx, C. camichel, Rysen (infortunati). Lugano privo di Nummelin (ammalato), Hirschi, Blatter, Morant, Heikkinen, Domenichelli, B. Murray, Fazzini (feriti). Pali: 0’53’ Wieser, 44’ Ramholt.
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