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21 dicembre 2012 HOCKEY GHIACCIO: SECONDA SCONFITTA CONSECUTIVA
IL LUGANO NON RIESCE PIU’ A SEGNARE
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Il Lugano incassa la seconda consecutiva sconfitta, ad opera di uno Zugo non trascendentale, seppure superiore tecnicamente e maggiormente a proprio agio nell’interpretare i metri di valutazione degli arbitri della serata. Reduce dalla trasferta infruttuosa di Berna, Huras getta nella mischia (in quarta linea) il neo-acquisto Pivron (del tutto impalpabile e mai propriamente in partita!) e lascia ancora a forzato riposo i difensori Nummelin, Rodari. Dal canto suo Shedden propone il trio delle meraviglie, con un secondo blocco di prim’ordine, in grado di fare la differenza, nel caso s’inceppassero le sue bocche da fuoco ordinarie. Le schermaglie iniziali non producono nulla di buono. L’incontro stenta a decollare e nei primi minuti anche i giudizi arbitrali lasciano a desiderare, con quattro penalità (due per parte) che non permettono ai due allenatori di far giostrare i quintetti naturali. Mentre il Lugano non riesce ad orchestrare il proprio gioco in superiorità, per lo scarso tempo a disposizione (nella prima gioco circa un minuto in cinque contro quattro, nella seconda poco meno di venti secondi!) lo Zugo riesce a passare in vantaggio, mentre Conne si trova sulla panchina dei puniti, grazie ad un’abile deviazione volante del solito Holden, su tiro di Diaz. Poi, sul ghiaccio si assiste diverse volte al festival degli orrori (su ambo i fronti), con passaggi fuori misura e con scarsa convinzione nei propri mezzi da parte degli attori in pista. Il secondo periodo si apre con la confezione di un pacco regalo ad opera di Flückiger, uscito a farfalle dietro la propria gabbia, per permettere all’incredulo Casutt di raddoppiare, favorito anche dalla respinta del palo, colto a porta vuota dal compagno Schnyder. Il Lugano accusa il colpo e non riesce ad organizzare una manovra degna di tale nome ed è pure sfortunato quando una conclusione di Metropolit, che Markkanen neppure vede partire, si stampa sulla trasversale. In compenso riesce però ad arginare l’offensiva dei padroni di casa, favoriti da un arbitraggio a senso unico, incapace di vedere anche un brutto colpo di bastone, inferto da Holden a McLean. Con una sola rete segnata in cento minuti (quella di Kostner a Berna) e sotto di due reti in casa di una delle migliori formazioni del torneo, nel terzo tempo il Lugano deve avere il coraggio di osare, anche se è costretto per dieci minuti a fare a meno di capitan Hirschi (sacrosanta civile discussione con un direttore di gara, condita, forse, da una parolina di troppo). Rüfenacht accende subito le speranze bianconere, il cui sterile forcing verso Markkanen non produce alcun effetto per tutto il resto del confronto, anche perché i giocatori del terzo e quarto blocco bianconeri latitano. In graduatoria, complice la sconfitta del Davos ed il turno di riposo del Bienne, il Lugano rimane ancora sopra la linea. Sabato sera, però, alla Resega arriva di slancio la capolista Friborgo, per una partita che si preannuncia delicatissima per gli equilibri interni di una formazione che sembra essersi smarrita.
Zugo - Lugano 2:1 (1:0;1:0;0:1)
Reti: 9’32 Holden (Diaz, in 5c4, esp. Conne) 1:0; 21’31 Casutt (Schnyder) 2:0; 41’21 Rüfenacht (Metropolit) 2:1
Zugo: Markkanen; Diaz, Furrer, Brunner, Zetterberg, Omark; Helbling, Fischer, Suri, Holden, Lammer; Chiesa, Sutter, Schnyder, Casutt, Lüthi, Schnewly, Lindemann
Lugano: Flückiger; J. Vauclair, Ulmer, Bergeron, Metropolit, Rüfenacht; Hirschi, Morant, Kostner, McLean, J. Murray; Sbisa, Heikkinen, Di Pietro, Kamber, Steiner; Schlumpf, Kienzle, Pivron, Conne, Reuille;
Note: Bossard Arena, 6436 spettatori. Arbitri: Eichmann-Rochette; Bürgi/Rohrer. Penalità: 4x2’ Zugo; 7x2’ +1x10’ (Hirschi) Lugano. Zugo privo di Christen, Rossi, Blaser, Erni (feriti), Wozniewski (sovr.), Martschini (U20); Lugano senza Simion (U20), Nummelin e Nodari (sovr.), Domenichelli, B. Murray, Blatter, Fazzini (infortunati). 29’ asta (Metropolit). 59’38 time out Lugano, senza portiere dal 58’50 sino al 60’.
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