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20 gennaio 2013 HOCKEY GHIACCIO: BATTUTO DALLO ZURIGO
LUGANO A BOCCA ASCIUTTA
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La marcia del Lugano si ferma sulla pista dei campioni svizzeri, dove al termine di un incontro giocato in pieno clima da playoffs, la squadra diretta da Crawford s’impone, con un punteggio calcistico, sfruttando bene quei dettagli, che in caso di incontri equilibrati, riescono a fare la differenza. Gli infortuni, si sa, sono come gli esami: non finiscono mai e le tossine dell’incontro vinto con il Ginevra riempiono ulteriormente l’infermeria bianconera, con Nummelin (risentimento muscolare) e Nodari (toccato duro da un ginevrino, senza alcuna sanzione arbitrale!) a marcare visita. Huras butta subito nella mischia l’ultimo arrivato sulle rive del Ceresio, il canadese con passaporto bielorusso Linglet, schierato al centro della terza linea, con Kamber spostato all’ala. In difesa, per sostituire il numero undici, richiama Kienzle, in coppia con Hirschi, mentre Profico si accomoda in panchina, pronto alla bisogna. Le due squadre, reduci da tre successi consecutivi, con otto punti conquistati contro avversari di grosso calibro, si affrontano subito a viso aperto, ma i due portieri e la rigorosa disciplina difensiva di entrambe le contendenti, impediscono alle rispettive tifoserie di gioire, neppure quando una delle due antagoniste giostra con l’uomo in più sul ghiaccio (fuori Ulmer, dapprima e sul finire di terzo Lashoff). Sui binari del reciproco equilibrio, con occasioni distribuite equamente, ma con il Lugano a presentare le migliori trame offensive, si giunge a metà partita, sempre sul risultato ad occhiali, con gli ospiti capaci di superare indenni anche la seconda situazione d’inferiorità. Una geniale invenzione di Metropolit, con assist al bacio per Steiner, con palombella da dietro la porta di Flüeler, genera una piccola bagarre, con Stricker che punisce il bianconero per bastone alto (sic!!!). Alla terza opportunità con l’uomo in più, i campioni svizzeri passano in vantaggio con Ambühl, con deviazione di pattino (evidente) considerata involontaria da Stricker. La reazione dei bianconeri non si fa attendere, ma la gran mole di gioco offerta, pecca di concretezza all’atto della conclusione, anche perché lo Zurigo si difende a denti stretti e dove non ci arriva Flüeler, ci pensano a turno i vari Seger, Lashoff e Blindenbacher. Nel convulso finale, con espulso Monnet, per sgambetto ai danni di Conne, il Lugano toglie pure il portiere, senza esito alcuno, nonostante due minuti in sei contro quattro e mezzo minuto con l’uomo in più. In fondo, nulla di drammatico, perché i campioni in carica non hanno fatto altro che legittimare il loro titolo, mettendo il bavaglio al miglior attacco della Lega, come lo dimostra in maniera assai eloquente il punteggio.
Zurigo – Lugano 0:2 (0:0;1:0;1:0)
Reti: 32’32 Ambühl (Cunti, in 5c4,esp. Steiner) 1:0; 55’06 Bühler (Baltisberger) 2:0
Zurigo: Flüeler; Geering, Seger, Zangger, Bärtschi, Shannon; Lashoff, Stoffel, Wick, Bastl, Monnet; Blindenbacher, Maurer, Trachsler, Ambühl, Cunti; Schnyder; Kenins, Baltisberger, Bühler; Schäppi.
Lugano: Flückiger; J. Vauclair, Ulmer, Rüfenacht, Metropolit, Steiner; Hirschi, Kienzle, J. Murray, McLean, Kostner; Heikkinen, Schlumpf, Kamber, Linglet, Simion; Reuille, Conne, Pivron; Profico.
Note: Hallenstadion, 9408 spettatori. Arbitro: Stricker; Fluri, Müller. Penalità: 3x2’ Zurigo; 3x2’ Lugano. Zurigo al completo (senza Lethonen, non qual.) Lugano senza B. Murray, Morant, Fazzini, Blatter, Domenichelli, Nodari, Nummelin (infortunati). Rosa (sovr.). Dal 57’31 sino al 60’ Lugano senza portiere.
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