26 gennaio 2013

HOCKEY GHIACCIO: CONTRO IL DAVOS

 

PROVA D’ORCHESTRA RIUSCITA

 

 

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Prova d’orchestra pienamente riuscita per il Lugano, che dopo il Berna rispedisce al mittente battuto pure il lanciato Davos, rialzando notevolmente le proprie quotazioni alla borsa del campionato svizzero, nel momento più propizio della lunga stagione.

Nelle ultime giornate, complice la fine del famigerato sciopero NHL, la classifica generale si è notevolmente ristretta. Le due contendenti odierne, separate da due minuscoli punticini, hanno avvicinato formazioni che sembravano posizionate a distanze siderali e possono ancora ambire ad un posto tra le migliori quattro del torneo, con gli indubbi vantaggi ad essa correlata. Il Lugano, desideroso di cancellare agli occhi dei propri tifosi quello sconcertante 8:1, subito in terra grigionese nel terzo incontro, parte alla grande. Al primo cambio linea, Metropolit semina il panico dalle parti di Genoni, prima di freddarlo, quando l’orologio non ha ancora battuto i cento secondi di gara. Nodari, subito dopo, fornisce a Kamber il disco d’oro per il raddoppio, ma il centro del terzo blocco locale, manca l’appuntamento decisivo. Con il Davos rimaneggiato negli effettivi e con due soli stranieri (Marha, Taticek) per i bianconeri sembrerebbe prospettarsi una passeggiata, invece, gli uomini di Del Curto reagiscono prontamente e gradualmente rifanno terreno sino al pareggio di Bürgler. Le penalità sui due fronti alimentano le qualità del “box-play” delle due contendenti sino alla prima sirena.

Se nel periodo centrale il Lugano si ricorda di essere la squadra con il miglior bottino di reti e punti dell’intero campionato, per l’avversario di turno non vi è proprio nulla da fare. Se ne accorge pure la squadra di Del Curto, che temeva, a giusta ragione, lo scatenarsi della reale potenza esplosiva bianconera di metà partita. Metropolit sale in cattedra e con la bacchetta magica (scusateci: il bastone) si mette a dirigere un’orchestra, capace di suonare lo spartito a memoria. Rosa giostra il ruolo di primo violino, mentre a Rüfenacht spetta il non facile compito del solista. In sette minuti, a cavallo di metà incontro, il trio delle meraviglie appena citato, mette a segno tre reti di pregevole fattura (uno in superiorità numerica, per non perdere le buone abitudini), con doppietta del solista ed altrettanti punti per il casco giallo bianconero. Il Davos reagisce veemente, perché anche con l’uomo in più, per due volte, s’infrange contro la solidità difensiva dei padroni di casa, il cui strapotere impedisce pure al suo tecnico di chiamare il tempo morto.

In un simile contesto l’ultimo periodo viene giocato sui livelli accademici tipici dei confronti di preparazione. Il Lugano domina a piacimento il proprio avversario e Metropolit scodella su di un piatto d’argento per Nodari il quinto punto dei padroni di casa, in grado di mettere fine ad ogni possibile desiderio ospite di risalire la china. Con il pensiero rivolto alla partita di Bienne, i bianconeri si divertono a perfezionare le intese tra i vari compagni di linea, permettendo alla Curva di intonare la marcia trionfale con largo anticipo.

 

Lugano – Davos 5:1 (1:1;3:0;1:0)

 

Reti: 1’24 Metropolit 1:0; 10’28 Bürgler (Alatalo) 1:1; 26’26 Rüfenacht (Rosa) 2:1; 30’24 Rüfenacht (McLean, in 5c4, esp. R.von Arx) 3:1; 33’29 Metropolit (Rüfenacht) 4:1; 47’37 Nodari (Metropolit) 5:1

  

Lugano: Manzato; J. Vauclair, Schlumpf, J. Murray, McLean, Kostner; Hirschi, Ulmer, Rüfenacht, Metropolit, Rosa; Heikkinen, Nodari, Reuille, Kamber, Steiner; Profico, Kienzle; Simion, Conne, Pivron

 

Davos: Genoni; Forster, Joggi, Sieber, R.von Arx, Sciaroni; Ranov, Guerra, Hofmann, Marha, Sykora; Back, Schneeberger, Steinmann, Corvi, Bürgler; Ramholt, Alatalo, Neuenschwander, S. Rizzi, Ryser

 

Note: Resega, 4824 spettatori. Arbitri: Kurmann-Popovic; Fluri/Müller. Penalità: 5x2’ Lugano; 3x2’ Davos. Lugano privo di Blatter, Morant, Domenichelli, Fazzini, B. Murray (feriti); Linglet, Nummelin (inf.-sovr.). Davos senza Taticek, D.Wieser, Schommer, Camichel, J. von Arx, Grossmann, Guggisberg (infortunati).