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03 marzo 2013 HOCKEY GHIACCIO: ALLO ZUGO IL PRIMO ROUND
L’ ESTEMPORANEO GUIZZO DI LUETHI
![]() <FotoLory>
La fortuna aiuta gli audaci e lo Zugo, per superare il Lugano nella prima sfida dei quarti di finale, in una partita equilibrata dall’ingaggio iniziale alla sirena finale, si veste proprio dell’audacia necessaria per limare quei particolari che in simili circostanze fanno la differenza con l’avversario. Rispetto all’ultima partita, giocata tra le due squadre solamente quindici giorni or sono alla Resega, lo Zugo recupera Björn Christen (lontano dal ghiaccio per infortunio), mentre il Lugano deve rinunciare all’apporto (non indifferente) dell’ex-Rüfenacht e del portiere Manzato, aggiuntisi nel frattempo agli assenti di lunga data. Lo Zugo non muta sostanzialmente il proprio schieramento, con i due temibili terzetti offensivi riconfermati ai quali Huras oppone Steiner ad assistere Metropolit, affiancato da Domenichelli, con Linglet chiamato a spalleggiare McLean e Kostner. Sin dall’ingaggio iniziale si capisce che non è il Lugano degli ultimi incontri della stagione regolare, ma una squadra prontamente determinata a giocarsi le proprie carte nel momento più importante dell’anno. Le due squadre, che si conoscono a memoria, per essersi affrontate ben sei volte dallo scorso settembre, giocano a viso aperto, senza dimenticare di coprire opportunamente il proprio portiere. Gli ospiti riescono a superare indenni le prime due penalità, prima di colpire a freddo, con una fucilata dalla blù di Vauclair, il costato ospite. I padroni di casa, subita la rete, non si smontano ed una ubriacante discesa di Holden permette a Suri di pareggiare il conto, con i difensori ospiti a giocare l’incomodo ruolo delle statuine. All’inizio del periodo centrale il Lugano prende in mano le redini del confronto, con una sterile pressione offensiva, facilmente, ma non troppo, contenuta da Markkanen e compagni. Anche la prima penalità in favore del Lugano non produce effetto, per la scarsa intesa del trio bianconero d’attacco e lo Zugo riprende gradatamente terreno. Lüthi, quasi contro l’andamento del gioco e senza troppa convinzione, riesce a sorprendere Flückiger, per cambiare l’inerzia del confronto. Nel periodo conclusivo Metropolit e compagni devono rompere gli indugi, per cercare di rimettere il campanile al centro del villaggio, favorendo il gioco di rimessa della squadra della Svizzera Centrale. Flückiger non vede praticamente disco, ma il Lugano gioca poco sul portiere avversario, che ha buon gioco nel difendere la propria gabbia. I cardini dell’equilibrio restano intatti anche in occasione dell’unica superiorità numerica a favore del Lugano, mentre nel concitato finale, Fazzini sgambetta un avversario, aiutando Holden e compagni a chiudere il confronto a proprio favore. Per togliere l’estremo difensore al Lugano resta solo una manciata di secondi (25 per l’esattezza). Pochi, veramente troppo pochi, per costringere lo Zugo al tempo supplementare. I ragazzi di Shedden si portano in vantaggio nella serie. Il disco passa ora nel campo dei bianconeri, per una serie che potrebbe protrarsi a lungo, sempre ammesso che i ragazzi di Huras riescano a far valere, come ha fatto lo Zugo, il fattore-pista.
Zugo – Lugano 2:1 (1:1;1:0;0:1)
Reti: 16’56 J. Vauclair (Metropolit) 0:1; 19’10 Suri (Holden) 1:1; 38’ Lüthi 2:1
Zugo: Markkanen; Wozniewski, Chiesa, Casutt, Holden, Suri; Fischer, Helbling, Omark, Sutter, Martschini; Furrer, Erni, Lindemann, Diem, F. Schnyder; Lüthi; Lammer, Schneuwly, B. Christen.
Lugano: Flückiger; Vauclair, Morant; Steiner, Metropolit, Domenichelli; Hirschi, Ulmer; Kostner, McLean, Linglet; Heikkinen, Schlumpf, Simion, Kamber, Reuille; Pivron, Conne, J. Murray; Profico; Fazzini.
Note: Bossard Arena, 7015 spettatori. Arbitri: Mandioni-Massy; Bürgi/Kehrli. Penalità: 3x2’ Zugo; 4x2’ Lugano. Zugo senza Zubler, Rossi, Blaser (inf.); Pittis (sovr.) Lugano senza Manzato, Rüfenacht, B. Murray, Blatter, (feriti), Kienzle (ammalato) Nummelin, Rosa (sovr.)
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