05 marzo 2013

HOCKEY: GARA-DUE AL LUGANO

 

PRIMA CHIMERA ALLONTANATA

 

 

   

<FotoLory>

 

Il Lugano pareggia il conto, superando in casa lo Zugo, con lo stesso risultato della prima partita di questa sfida, rimette il campanile al centro del villaggio e manda un chiaro segnale di presenza a tutte le chimere che lo volevano prematuramente in vacanza.

Nella fase più calda dell’intero torneo non c’è più tempo per tatticismi di sorta. Bisogna avere il coraggio di osare, o ancor meglio, di cambiare. I due tecnici, navigati da anni di esperienza a questi livelli, non si fanno intimorire e presentano sul ghiaccio alcune mutazioni non indifferenti, rispetto a gara-uno. Il Lugano torna ad antichi splendori, togliendo dalla naftalina Rosa, in prima linea al fianco di Metro, con la piena riconferma del secondo blocco, guidato dal fedelissimo di Huras, McLean. Ai comprimari Reuille, Conne e compagnia briscola viene affidato il non facile compito da “rumpaball” in terza quarta linea, dove non figura Fazzini. Lo Zugo, dal canto suo, ripropone al fianco di Omark la “vecchia volpe” Domenico Pittis, che alternato, di tanto in tanto con Holden, sembra intendersi a memoria con compagni che ha imparato a conoscere da pochi giorni.

Nelle prime scorribande sui due lati della pista le contendenti dimostrano di interpretare nel migliore dei modi lo spirito dei giochi che contano, anche se la disciplina difensiva riesce ad avere la meglio sulla foga agonistica offensiva. Giusto, quindi, per quanto visto nei primi venti minuti il risultato ad occhiali, con Markkanen in serata di grazia a parare ogni singolo moscerino che ruota dalle sue parti.

Le prime penalità della serata non modificano il risultato, prima che il Lugano ad inizio ripresa riesca a portarsi in vantaggio, grazie ad un’astuta giocata di Metropolit da corta distanza. Lo Zugo reagisce veemente, ma nel momento di maggior pressione dei bianconeri viene maldestramente aiutato dagli zebrati, manifestamente incapaci di punire il gioco oltremodo maschio ed irregolare degli ospiti Tra una cattiveria e l’altra, rimasta impunita e con colpi a destra e a manca senza rispetto di uomini e regolamento, lo Zugo perviene al pareggio, pochi istanti prima della seconda sirena, grazie ad una rete di rapina, frutto dell’opportunismo di Corsin Casutt.

Rimesso ordine nelle proprie idee, dagli spogliatoi esce un Lugano dirompente, capace di riprendersi il maltolto con Ulmer, lesto ad agguantare un disco lasciato incustodito nello slot dal portiere Markkanen. Lo Zugo, deve nuovamente rincorrere l’avversario e scopre inevitabilmente il fianco ad un Lugano, capace di orchestrare due spettacolari power-play, anche se con poca fortuna. Poi, nel concitato finale, con Murray in panchina, Heikkinen libera un disco oltre le transenne ed il conseguente ritardo di gioco obbliga i bianconeri a chiudere in doppia inferiorità gli ultimi due roventi minuti. Shedden chiama pure il tempo morto, ma tra urla e fischi i suoi non riescono a concretizzare. Giovedì, alla Bossard Arena si ricomincia dal nulla, come se otto partite tra le due contendenti fossero state solo frutto della mera fantasia.

 

Lugano – Zugo 2:1 (0:0;1:1;1:0)

 

Reti: 22’38 Metropolit (Rosa) 1:0; 39’15 Casutt (Lindemann) 1:1; 42’14 Ulmer (Reuille) 2:1.

 

Lugano: Flückiger; J. Vauclair, Morant, Domenichelli, Metropolit, Rosa; Hirschi, Ulmer, J. Murray, McLean, Kostner; Heikkinen, Schlumpf, Reuille, Kamber, Steiner; Nodari, Profico; Kienzle, Conne, Simion

 

Zugo: Markkanen; Furrer, Chiesa, Casutt, Holden, Suri; P. fischer, Helbling, Omark, Pittis, Maraschini; Erni, Blaser, Lindemann, Diem, Schnyder; Schefer, Zubler; Lammer, Lüthi, B. Christen.

 

Note: Resega, 5081 spettatori. Arbitri: Eichmann-Stricker; Abegglen/Rohrer. Penalità: 5x2’ Lugano; 6x2’ Zugo. Lugano privo di Rüfenacht, B. Murray, Blatter, Manzato, Pivron (feriti). Nummelin, Linglet, Fazzini (sovr.). Zugo senza Setter (infortunato); Wozniewski (sovr.). time-out Zugo al 57’48