14 marzo 2013

HOCKEY GHIACCIO: LUGANO ANCORA IN GIOCO

 

QUESTO E’ L’ORGOGLIO BIANCONERO

 

 

   

<FotoLory>

 

 

Il Lugano cala dal mazzo il tre di briscola e davanti al proprio meraviglioso pubblico, al termine di una partita incandescente (come lo erano state le cinque precedenti nella serie) conquista il diritto di tornare a Zugo per giocarsi all’ultimo respiro la qualificazione alle semifinali.

Le qualità e le capacità di un allenatore si leggono anche dal suo “modus operandi”. In una stagione caratterizzata da alti e bassi di rendimento della propria squadra e con una gestione del parco giocatori a sua disposizione, Larry Huras non si smentisce pure in gara-6, per la quale, forse unico al mondo, riesce a mandare sul ghiaccio una compagine rimodellata per la sesta volta. Fuori, dunque, senza troppe sorprese della vigilia, Steiner (qualcuno, forse ne dubitava?) e Rosa riecco Linglet a fare da spalla a Metropolit e Fazzini promosso in seconda linea al fianco di McLean e Domenichelli. La mossa si rivela subito azzeccata, perché la fortuna aiuta gli audaci ed il Lugano al primo affondo passa a condurre le danze, proprio grazie ad un’astuzia del fido McLean. Lo Zugo, invece, non avendo pressioni di sorta si presenta alla Resega con i quattro stranieri di movimento ed il portiere Zurkirchen a difesa dei pali, al posto di Markkanen. La differenza tecnico-tattica tra i due tecnici delle transenne risulta lampante, anche se, secondo logica, è il Lugano a dettare i ritmi della contesa, con gli ospiti chiusi a riccio in difesa e pronti a ficcanti contropattini. Il saliscendi continuo sui due fronti alimenta l’interesse della contesa, con i due portieri capaci di annichilire ogni tentativo avversario di spolverare le ragnatele sulle reti alle loro spalle.

Nel periodo centrale la musica non cambia. Il Lugano insiste alla ricerca del punto del raddoppio e lo Zugo lo attende a metà pista, pronto a non perdonargli ogni minima titubanza. La lotta si fa dura ed i due arbitri lasciano correre un po’ troppo il gioco, che si mantiene ai limiti del rispetto reciproco, con qualche maldestro colpetto nell’uno contro uno. I bianconeri hanno il pregio di crederci e poco prima del trentesimo trovano il punto del raddoppio con Domenichelli, lesto ad insaccare un disco fornitogli dalle assi di fondo pista da un indomito McLean. Gli ospiti reagiscono veemente, ma la loro verve offensiva s’infrange contro un Flückiger all’altezza della situazione.

Con l’incontro ancora tutto da giocare, nel terzo periodo gli animi si surriscaldano e lo Zugo, more solito, prova ad andare oltre il Regolamento, con la complicità arbitrale, finché pure gli zebrati mettono mano al taccuino delle penalità, che non mutano la sostanza del confronto. Lo Zugo, però, trova il punto del rilancio con Sutter, lasciato colpevolmente incustodito dalle parti di Flückiger, con un pregevole “back-hand” volante. Gli ultimi minuti sono resi incandescenti da un’assurda penalità fischiata ai danni di Metropolit e da un finale di gara con lo Zugo senza portiere asserragliato nel terzo difensivo locale. Muscoli, polmoni e tanto cuore aiutano il Lugano a conquistare con pieno merito il diritto di giocarsi l’accesso alle semifinali nell’ultima partita: quella senza appello.

 

Lugano – Zugo 2:1 (1:0;1:0;0:1)

 

Reti: 3’38 McLean (Nodari) 1:0; 29’32 Domenichelli (McLean) 2:0; 50’37 Sutter (Martschini) 2:1;

  

Lugano: Flückiger; J. Vauclair, Nodari, Rüfenacht, Metropolit, Linglet; Hirschi, Ulmer, Domenichelli, McLean, Simion; Heikkinen, Schlumpf, Reuille, Kamber, Fazzini; Kienzle; J. Murray, Conne, Kostner

 

Zugo: Zurkirchen; Wozniewski, Chiesa, Casutt, Holden, Suri; P. fischer, Helbling, Omark, Pittis, Martschini; Erni, Furrer, Lindemann, Sutter, Schnyder; Schefer, Schnewly; Lammer, Diem, Lüthi.

 

Note: Resega, 5213 spettatori. Arbitri: Koch-Kurmann; Espinoza/Kohler. Penalità: 3x2’ Lugano; 3x2’ +1x5+pdp (Helbling) Zugo. Lugano privo di B. Murray, Blatter, Manzato, Pivron (feriti). Nummelin, Rosa, (sovr.). Zugo senza B. Christen, Blaser, Markkanen (sovr.)