16 marzo 2013

HOCKEY GHIACCIO: LUGANO ELIMINATO

 

LO ZUGO PESCA IL SETTEBELLO

 

 

   

<FotoLory>

 

 

Lo Zugo trova nel mazzo il sette bello, impatta gli ori, conquista primavera e mazzo, prima di spedire, senza appelli di sorta, il Lugano in vacanza.

La lotta per la sopravvivenza inizia con qualche novità (attesa) sul fronte casalingo, dove riappaiono il portiere Markkanen e Christen, tenuti prudenzialmente a riposo a Lugano, mentre la difesa ospite ripresenta Morant, capace di superare gli esami del “warm-up” mattutino. Con Holden schierato al fianco di Omark e Suri e con Pittis a fare da chiocciola a Martschini nella seconda linea d’attacco lo Zugo parte alla grande, ma subisce il primo reale pericolo, quando Conne con una fucilita dalla linea blù colpisce il palo. La prima, evitabile penalità, fischiata a Murray è destinata a mutare l’equilibrio iniziale del confronto, con i padroni di casa in grado di aprire le marcature con il rientrante Christen. Sulle ali dell’entusiasmo lo Zugo pareggia i conti dei pali, con Suri, mentre non riesce a sfruttare una doppia penalità (quasi completa) con Steiner e Vauclair sulla panchina dei cattivi. Il Lugano si rianima  e riprende in mano il pallino della situazione, senza Fazzini, costretto a cedere il posto a Steiner, schierato regolarmente da Huras.

La prima penalità in favore del Lugano ad inizio ripresa non produce effetti, anche se Markkanen è costretto agli straordinari. Il gioco degli ospiti sale d’intensità e trova il giusto premio a metà del periodo centrale, quando McLean e Linglet infilano la retroguardia locale, con un “contre” d’antologia, vanificato qualche istante più tardi da una penalità (discutibile) inflitta a Morant in grado di pesare sui destini dell’intera serie. La fortuna, infatti, aiuta e non poco, lo Zugo che in soli dieci secondi con l’uomo in più ritrova il vantaggio, grazie a quella vecchia volpe di Pittis che si fa trovare al posto giusto nel momento giusto, quando un rimbalzo dalle assi di fondo pista gli consegna il disco da spingere alle spalle dell’incolpevole Flückiger. Un dettaglio non da poco, quello che appunto crea la differenza, anche perché lo Zugo sfrutta per la seconda volta una superiorità numerica, mentre il Lugano nelle poche opportunità con l’uomo in più non riesce a graffiare. Il nuovo vantaggio aiuta i padroni di casa a gestire il resto del confronto, perché costringe gli ospiti ad aprirsi ai fianchi, nel tentativo di recuperare.

Nel periodo conclusivo, una fortuita deviazione di Vauclair su tiro di Suri, spegna sul nascere le velleità dei bianconeri di rientrare in partita. Lo Zugo chiude bene gli spazi e si rende impermeabile nel proprio settore difensivo. La frustrazione non aiuta il Lugano ad essere lucido quanto potrebbe e facilita il gioco di rimessa dei padroni di casa, che nel finale di gara arrotondano il punteggio con lo stesso Suri a porta sguarnita. La terza sirena manda lo Zugo in semifinale ed il Lugano in vacanza.

 

Zugo – Lugano 4:1 (1:0;1:1;2:0)

 

Reti: 6’13 Christen (Lammer, in 5c4,esp. J.Murray) 1:0; 29’20 Linglet (McLean) 1:1; 32’08 Pittis (Lammer, in 5c4,esp. Morant) 2:1; 42’48 Suri (Fischer) 3:1; 58’50 Suri (Holden, a porta vuota) 4:1

  

Zugo: Markkanen, Furrer, Chiesa, Omark, Holden, Suri; P. Fischer, Helbling, Lindemann, Pittis, Martschini; Erni, Schefer, Schnyder, Sutter, Christen; Schnewly, Blaser, Lammer, Diem, Lüthi

 

Lugano: Flückiger; J. Vauclair, Morant, Rüfenacht, Metropolit, Linglet; Hirschi, Ulmer, Domenichelli, McLean, Simion, Heikkinen, Schlumpf, Reuille, Kamber, Fazzini; Nodari; J. Murray, Conne, Kostner; Steiner;

 

Note: Bossard Arena, 7015 spettatori. Arbitri: Prugger-Reiber; Kaderli/Wüst. Penalità: 4x2’ Zugo; 5x2’ Lugano. Zugo senza Wozniewski (sovr.). Lugano privo di B. Murray, Blatter, Pivron, Manzato (infortunati). Nummelin e Rosa (sovr.) 57’44 time-out Zugo. Lugano senza portiere dal 57’44 al 58’50.