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06 aprile 2013 PALLAVOLO: SUCCESSO IN GARA-1
IL PRIMO PASSO DEL DRAGONE
![]() <FotoLory>
Doveva essere una partita tra le prime due della classe? Lo è stata. Doveva essere una partita vibrante? Lo è stata. Doveva essere uno scontro tra le forze straniere in campo? Lo è stato. Gara-1 della finalissima per l’assegnazione del titolo nazionale è stata tutto questo e anche di più. Alla fine ha vinto il Lugano, ma se si fosse imposto l’Amriswil nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Fatto sta che la sfida è stata entusiasmante, una vera prova di forza tra titani, di alto livello e soprattutto degna di un atto finale di campionato. I pronostici della vigilia sono stati tutti rispettati. Ci si attendeva ad uno scontro duro ed è stata per entrambe le squadre una vera faticaccia, nel senso buono del termine; ci si attendeva un Amriswil trasformato rispetto la partita di Coppa svizzera e rispetto l’ultimo – ininfluente – incontro di playoff ed effettivamente il team turgoviese ha cambiato volto; ci si attendeva che la battuta sarebbe stata la chiave di volta del confronto e in effetti ha pesato parecchio sull’economia del gioco e della prestazione. Confermando, forse, che la serie potrebbe essere più lunga del previsto e minando in questo senso l’illusione di molti tifosi bianconeri che si auguravano di chiudere il discorso in sole tre partite. Intanto, però, gli uomini di Bettello sono già costretti a rincorrere il risultato e mercoledì al Tellenfeld dovranno imperativamente vincere se vorranno mantenere accesa la fiammella della speranza. I centoventiquattro minuti che sono serviti al Lugano per avere la meglio sull’Amriswil sono stati pieni di sofferenza, durante i quali si sono visti ottime manovre e molti scampoli di bel gioco. L’agonismo l’ha indubbiamente fatta da padrone e nessuna delle due squadre voleva perdere. Il quid pluris che ha portato i Dragoni alla vittoria al tie break è stato da un lato quel pizzico di fortuna che non guasta mai, dall’altro lato il carattere battagliero degli uomini di Motta, ma soprattutto quella capacità di saper approfittare degli errori dell’avversario. Per gentile concessione dell’Amriswil, infatti, il brasiliano del Lugano Felipe Banderò ha potuto sigillare l’esito della prima sfida in favore dei bianconeri, dopo che Mariano aveva conquistato il prezioso punto del 14-13. In precedenza l’incontro era vissuto sulle ali dell’equilibrio, con le due formazioni a rubarsi la scena a suon di schiacchiate spettacolari, errori forzati alla battuta e qualche giocata raffinata che da sola valeva, come si suol dire, il prezzo del biglietto. Con il finlandese Lehtonen ancora a mezzo servizio per i postumi dei dolori all’anca, il tecnico brianzolo dei luganesi Mario Motta ha nuovamente optato per far giostrare Tomas Aguilera sin dall’inizio al centro. Il messicano ha ripagato la fiducia dell’allenatore fornendo un’altra prestazione maiuscola. Ad uscire alla distanza, in casa-luganese, è stato ancora una volta lo spirito di squadra. Uno spirito che sarà importantissimo e non dovrà venire meno nemmeno al Tellenfeld mercoledì. Di nuovo la battaglia sarà rude, si lotterà per ogni punto. Ma i Dragoni hanno sicuramente nel loro bagaglio quell’esperienza che sino ad ora è stata determinante per raggiungere gl’importanti obiettivi conquistati.
Lugano – Amriswil 3-2 (25-22, 19-25, 25-21, 22-25, 15-13) Lugano: Valera (palleggiatore), Manassero, Hübner, Banderò, Mariano, Aguilera, Gelasio (Libero); Lehtonen, Jockovic, Sauss, Savic. Amriswil: Herrera (palleggiatore), Walzer, Trevisan, Ljubicic, Schläpfer, Alvarez, Benoit (Libero); Adrian Heidrich, Brühwiler, Kriech, Perler. Note: Palamondo, 400 spettatori. Arbitri: Grieder e Wolf.
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