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21 settembre 2013 HOCKEY GHIACCIO: LUGANO IN SECCA A ZURIGO
BOCCHE DA FUOCO CON POLVERI BAGNATE
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Il Lugano esce a mani vuote dalla bolgia dell’Hallenstadion, nonostante una gara generosa ed un atteggiamento difensivo mal ripagato dal risultato finale. I bianconeri possono recriminare per alcune decisioni arbitrali discutibili (Prügger) ma, in fin dei conti lo zero nella casellina delle reti realizzate mal si coniuga con l’alibi di un arbitraggio sfavorevole. Dopo la poco entusiasmante partita interna, persa con il Ginevra, Fischer rivoluziona il suo assetto offensivo. Promuove in prima linea il giovane Simion, al fianco di McLean e Domenichelli, per spalleggiare Metropolit e Rüfenacht (sbarbato), mentre lascia invariate le coppie di difesa. Lo Zurigo, invece,scende in pista con due soli stranieri, con Bergeron al fianco di Seger e Shannon a fare da chiocciola ad un reparto offensivo abbastanza solido e smaliziato. La mossa del tecnico ospite sembra avere la meglio su quella dei locali, perché lungo tutto il primo periodo i bianconeri propongono azioni migliori di quelle dei padroni di casa, senza riuscire ad impensierire più di tanto il portiere Flüeler. A pochi istanti dalla prima sirena, lo zebrato Prügger manda in panchina, per un fallo inesistente McLean, mentre aveva sorvolato qualche istante prima su di una macroscopico colpo di bastone ai danni di Metropolit, con tanto di ferimento (e sangue) per il numero 50 bianconero. Al rientro dagli spogliatoi, con l’uomo in più sul ghiaccio i leoni zurighesi confezionano il primo punto, grazie a Wick, lesto ad insaccare una brillante invenzione del compagno di merende Shannon. Il Lugano accusa il colpo e resta in partita sino a metà dell’incontro, quando Seger e compagnia salgono in cattedra e dettano i ritmi delle operazioni, imbambolando i ticinesi, poco freddi nel terzo difensivo dei “Lions”. Un altro grandissimo fallo ai danni di un bianconero alle assi dietro la porta di Flüeler rimane bellamente impunito e sull’immediata ripartenza Wick lancia Keller, al quale non par vero di trovare un’autostrada senza traffico per raggiungere Manzato. Un bel tiro, dal basso verso l’alto, nel sette dietro il portiere bianconero e la partita è praticamente finita, anche se restano ancora venti minuti da giocare. Nel periodo conclusivo, lo Zurigo ha gioco facile nel contenere un Lugano, le cui “bocche di fuoco” sembrano avere le polveri bagnate. Nel finale, la solita mossa della disperazione, con Manzato chiamato anzitempo in panchina, frutta solamente 100 secondi di un abbozzo di power-play, prima che Bastl riesca ad arrotondare il punteggio. Tutto sommato, lo Zurigo vince con merito, anche se per conquistare la posta piena non deve forzare il proprio potenziale. Il Lugano, invece, deve incominciare a chiedersi se le difficoltà dell’attacco sono legate ad un’eccessiva protezione difensiva. Il tabellino delle ultime tre partite, in tal senso, rappresenta un serio indizio, anche se il livellamento dei valori attuali del campionato non deve creare eccessivi, inutili, allarmi.
Zurigo – Lugano 3:0 (0:0;2:0;1:0)
Reti: 20’38 Wick (Shannon, in 5c4,esp. McLean) 1:0; 38’31 Keller (Wick) 2:0; 59’44 Bastl (Trachsler, a porta vuota) 3:0
Zurigo: Flüeler, Bergeron, Seger, Schäppi, Cunti, Kenins; Geering, Blindenbacher, Wick, Shannon, Keller; Maurer, Schnyder, Künzle, Trachsler, Bärtschi; Stoffel; Bastl, Zangger, Baltisberger
Lugano: Manzato; Hirschi, Heikkinen, Domenichelli, McLean, Simion; Vauclair, Ulmer, Rüfenacht, Metropolit, Fritsche; Campoli, Schlumpf, Reuille, Walker, J. Kostner; Kienzle; Dal Pian, Sannitz, J. Murray
Note: Hallenstadion, 8402 spettatori. Arbitri: Prugger-Wehrli; Dumoulin/Wüst. Penalità: 6x2’ Zurigo; 4x2’ Lugano. Zurigo senza Nilsson, Mc Carty (feriti); Lugano privo di B. Murray, Conne, Kparghai, Walsky, Blatter (infortunati)
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