27 settembre 2013

HOCKEY GHIACCIO: DAVOS PASSA ALLA RESEGA

 

LUGANO AI PIEDI DELLA SALITA

 

 

 

FotoLory>

 

Al Lugano non basta un arrembante finale, con rientro in partita, dopo un clamoroso naufragio collettivo, che lo vedeva costretto a rincorrere tre lunghezze di vantaggio, meritatamente acquisite dal Davos. Alla lunga, il precario stato di forma del quartetto di stranieri e l’abulia di qualche giocatore indigeno, confrontati ad un avversario più robusto e smaliziato nei suoi giocatori di spessore, fa la differenza tra due squadre, capaci di onorare il contratto con una lotta senza quartiere su ogni disco, in grado di soddisfare il palato della tifoseria della Resega.

L’ultimo infortunio, subito da Raffaele Sannitz, in grado di accentuare il grado di occupazione dell’infermeria, obbliga il tandem alla transenna bianconera a rimescolare nuovamente le carte. Domenichelli torna a fiancheggiare Metropolit, mentre Rüfenacht prende il suo posto in seconda con McLean e Fazzini. Sul ghiaccio amico della Resega, in quarta linea fa il suo esordio stagionale Balzelli, unica nota lieta di un inizio partita traumatizzante. Il Davos pattina molto di più dei luganesi ed in poche battute di gara passa a condurre con il suo “casco giallo”. Oltre al pattinaggio, gli ospiti mettono in mostra anche un trio di stranieri (Koistinen/Paulsson autore del punto d’apertura ed il centro della sua linea Lindgren) capace di trascinare i grigionesi all’immediato raddoppio, anche se ottenuto in modo rocambolesco. Un violento tiro di Lindgren colpisce l’asta, prima di rimbalzare sulla spalla di Kienzle e terminare nella gabbia dietro l’incolpevole Manzato. La reazione dei padroni di casa non ottiene i frutti sperati in superiorità numerica, ma con l’uomo in meno McLean rilancia l’interesse dell’incontro.

Nel periodo centrale il Davos addormenta la partita e punge con ficcanti ripartenze. Il Lugano cade nella trappola e non riesce a replicare. Si avvicina spesso dalle parti di Genoni, ma al momento della conclusione, nessuno si assume il compito o la responsabilità del tiro. In questo modo facilita il gioco di un avversario astuto più di una volpe. La coppia Walser-Sciaroni confeziona il perfetto e meritato 1:3, mentre con le belle statuine bianconere imbambolate ad osservare i gialloblù in azione, Bürgler sembra chiudere prematuramente il destino del confronto, siglando il quarto punto.

Negli spogliatoi, Fischer ritorna sui suoi passi e ripropone il trio delle merende con Metro nuovamente spalleggiato dal fido Rüfi e Domenichelli, mentre anche Reuille ritrova McLean e Kostener, per un attacco già rodato nelle partite di preparazione. La reazione non tarda a venire ed in dieci minuti i bianconeri tornano a ridosso dei grigionesi, grazie ai punti di Schlumpf e del nazionale Walker, al primo goal in maglia bianconera. Del Curto emula Fischer e chiama il tempo morto, in grado di tranquillizzare i propri pupilli, sino al concitato finale, quando con l’uomo in più per aver richiamato in panchina Manzato, Genoni nega a Rüfenacht la gioia del possibile (meritato) pareggio.

 

Lugano – Davos 3:4 (1:2; 0:2; 2:0)

 

Reti: 5’49 Paulsson (Koistinen) 0:1; 7’25 Lindgren 0:2; 10’26 McLean 1:2; 27’52 Sciaroni (Walser) 1:3; 31’32 Bürgler (J. von Arx) 1:4; 41’33 Schlumpf (Metropolit) 2:4; 49’25 Walker (Campoli, in 5c4, esp. Guerra) 3:4

 

Lugano: Manzato; Campoli, Hirschi, Domenichelli, Metropolit, Fritsche; Vauclair, Ulmer, Rüfenacht, McLean, Fazzini ; Kienzle, Heikkinen, Reuille, Walker, Simion; J. Murray, Balmelli, Kostner; Schlumpf.

 

Davos: Genoni; Guerra, J.vonArx, Schommer, Ambühl, S.Ryser; Koistinen, Back, Paulsson, Lindgren, Guggisberg; Forster, Rizzi, Corvi, R. von Arx, Bürgler; Profico, Schneeberger, Hofmann, Walser, Sciaroni

 

Note: Resega, 4351 spettatori. Arbitri: Eichmann-Reiber. Espinoza/Müller. Penalità: 5x2’ Lugano; 6x2’ Davos. Lugano privo di Walsky, B. Murray, Conne, Kparghai, Blatter, Dal Pian, Sannitz (infortunati). Davos senza O’ Condor, Sieber, Grossmann (feriti). Time-out: 7’25 Lugano. 49’25 Davos. Lugano senza portiere dal 58’40 al 60’