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L’Ambrì ha sfatato a metà la tradizione avversa nelle trasferte
a Bienne conquistando un punticino, che comunque gli permette di
restare sopra la fatidica linea delle prime otto. Una sconfitta
ai rigori, che avrebbe anche potuto essere un successo all’overtime,
dominato in lungo ed in largo dai leventinesi, che in tre
occasioni, con Park, Pestoni e Giroux, si sono trovati soli
davanti a Meili, uscito sempre vincitore dal tu per tu con i tre
attaccanti. Davvero un buon overtime quello disputato dai
biancoblù, che - di fatto - non cancella affatto i dubbi sorti
ai numerosi tifosi al seguito nei primi due periodi. Dubbi,
legati alle tre copie difensive, che in più di un’occasione,
hanno concesso troppo spazio di manovra agli attaccanti biennesi.
Ed in questo senso, l’assenza di Noreau si è fatta (eccome)
sentire in casa leventinese. Sì, perché Nordlund, discreto (ma
nulla più) a Berna, ha ripetuto la prova negativa casalinga
contro il Kloten. Lento nelle chiusure, raramente presente in
fase offensiva, il lungagnone finnico non si è mai visto al
tiro, esercizio per il quale quale era stato presentato
positivamente da una buona parte della stampa specializzata. E
così, in una serata certamente non brillante della squadra, ci
ha pensato Giroux, non ancora continuo ma meritevole di aver
dapprima acciuffato il pareggio al 15’28 con una stupenda rete
(finta e contro finta sullo sbigottito Meili) e poi, al 28’14,
di aver ridotto lo scarto (2:3) con un pregevole backhand da
media distanza. A completare la rimonta, che vale - perlomeno un
punto - ci ha poi pensato Daniele Grassi, al 50’39, con il più
classico dei goal di rapina. Un sigillo, quello del giovane
attaccante verzaschese, che ha rivitalizzato un Ambrì
(purtroppo) maledettamente sprecone nel sopracitato overtime. Un
Ambrì, talmente inconcludente in powerplay da subire in
shorthand, al 23’07, il 3:1 di Kellenberger (doppietta anche per
lui). Tutto, così rinviato ai rigori, esercizio nel quale la
squadra di Schläpfer si è mostrata leggermente più precisa dei
leventinesi con quattro trasformazioni (l’unico errore del
sempre più contestato Spylo) contro kle tre dei biancoblù
(errori di Park e Williams). Peccato, perché i due punti
avrebbero potuto finire in Leventina. Al non ancora
recuperato Williams (ieri sera ancora deludente) e compagni, il
compito di riscattarsi, sabato sera alla Valascia, contro il
forte Zurigo.
Bienne-Ambrì Piotta 4:3 (1:1, 2:1, 0:1, 0:0, 1:0) D.R.
Reti: 8’44 Kellenberger (Tschantré) 1:0, 15’28 Giroux (Park)
1:1, 20’34 M. Wieser (5c3, esp. Park, Nordlund) 2:1, 23’07
Kellenberger (4c5!, esp.
Peter) 3:1, 28’14 Giroux (Pestoni) 3:2, 50’19 D. Grassi 3:3.
RIGORI TRASFORMATI: MacMurchy, Giroux, O. Kamber, Mieville,
Ulmer, Pestoni, Bell.
Bienne: Meili; Cadonau, Gloor; Fey, Gossweiler; Untersander,
Bell; C. Moser, Truttmann; Spylo, O. Kamber, Herburger;
MacMurchy, Peter, Füglister; M. Wieser, Kellenberger, Tschantré;
Ulmer, Ehrensperger, Wetzel.
Ambrì: Schaefer; El Assaoui; Nordlund; Chavaillaz, Gautschi;
Trunz, Kobach; Grieder; Pestoni, Park, Giroux; D. Steiner,
Mieville, Williams; D. Grassi, Schlagenhauf, E. Grassi; Duca,
Lhotak, Pedretti; F. Lüthi.
Note: Stade de Glace. 4'618 spettatori. Arbitri: Piechaczek (Ger),
Wiegand (Sve); Fluri, Zosso. Penalità: 3x2’ Bienne, 6x2’
Ambrì. Bienne privo di Haas (inf.), Rouiller, Jecker, Sutter (sovr.);
Ambrì senza Noreau, I. Dotti, Reichert (inf.), P. Incir, Z.
Dotti (sovr.). Timeout: 58’ Ambrì. |