|
Con una prestazione
decisamente soddisfacente sotto molti aspetti, il Lugano sembra
mettersi alle spalle un settembre nero e riguadagna fiducia nei
propri mezzi, espugnando la Kolping Arena di Kloten, dove i
padroni di casa ambivano, con un successo, ad avvicinarsi alla
capolista Davos. Invece, la rivoluzione di inizio ottobre,
voluta dal tecnico Fischer, capace di stravolgere il proprio
schieramento, a seguito dei nuovi annunci della propria
infermeria, rovina le uova nel paniere degli aviatori e riesce a
regalare al Lugano ed ai suoi numerosi tifosi, la soddisfazione
del primo successo pieno in trasferta.
I forfait dichiarati
da Campoli e Schlumpf nel corso dell’ultima settimana di intensi
allenamenti, convincono lo staff tecnico bianconero a presentare
ai nastri di partenza dell’incontro anche Kparghai, il cui
debutto ufficiale viene però rimandato all’incontro odierno con
lo Zugo. Blatter fa coppia con Hirschi, Kienzle riprende il
proprio ruolo al fianco di Heikkinen, ma le vere sorprese
giungono dai terzetti offensivi, con i giovani Fazzini e Simion,
promossi nelle linee di McLean-Domenichelli e Fritsche-Reuille,
con il trio di sbarbatelli Dal Pian, Balmelli, Kostner chiamati
a completare la quarta linea e pronti a dar fastidio agli
aviatori.
Gli effetti di una
simile rivoluzione non tardano a mostrarsi. Nel primo periodo il
Lugano domina a piacimento lo sviluppo del gioco e poco prima
del termine della prima superiorità numerica, con un gioco assai
elaborato, passa in vantaggio con il proprio capitano. Non pago
di quanto fatto, detta il ritmo della contesa, per conquistare
il meritato secondo punto, con Heikkinen, quando l’orologio ha
da poco superato la metà del primo terzo di gara. Una ingenuità
del rientrante Blatter permette ai padroni di casa di iniziare
il tempo centrale con l’uomo in più. Stancescu non si fa pregare
e con opportunismo supera l’incolpevole Mezlikins, gettato
nuovamente nella mischia da Fischer, dopo la positiva
prestazione di Losanna. Il Lugano reagisce, anche se il punto
galvanizza Jenni e compagni, fermati abbastanza agevolmente da
un sistema difensivo ospite in serata di grazia. Metropolit,
solo davanti a Gerber, a metà partita, si mangia una grossa
occasione per legittimare meglio il vantaggio dei bianconeri.
Nel periodo
conclusivo, il Lugano riprende saldamente in mano il confronto e
non permette agli aviatori alcuna replica degna di tale nome. In
superiorità numerica, il trio delle meraviglie
Metropolit-Rüfenacht-Walker confeziona il più classico dei “game-winning-goal”,
frustrando sul nascere ogni velleità degli zurighesi di
rientrare in partita. Il nazionale mette a segno il suo secondo
punto in maglia bianconera, costringendo nel finale di gara,
alla mossa della disperazione Felix Hollenstein, preceduta dal
tempo morto, per chiarire le idee dei suoi protetti. Ulmer,
servito da Rüfenacht, a porta vuota sigilla con il quarto punto
una vittoria strameritata e mai messa in discussione, neppure
quando sotto di una rete pareva che il Kloten potesse
recuperare. In definitiva, una bella boccata d’ossigeno per una
squadra attesa questa sera alla conferma contro lo Zugo.
Kloten – Lugano
1:4 (0:2;1:0;0:2)
Reti: 5’42
Hirschi (Heikkinen, in 5c4, esp.
Liniger) 0:1; 12’19 Heikkinen (Fritsche) 0:2; 21’12 Stancescu
(Du Bois, in 5c4, esp. Blatter) 1:2; 54’31 Walker (Rüfenacht, in
5c4, esp. Schelling) 1:3; 59’39 Ulmer (a porta vuota) 1:4
Kloten:
Gerber; Blum, Dupont, Müller, Santala, Bieber; Du Bois, Von
Gunten, Leone, Liniger, Stancescu; Vandermeer, Stoop, R. Lemm,
Jenni, A. Lemm; Frick, G.A. Randegger, Schelling, Steinmann,
Hoffmann
Lugano:
Mezlikins; Vauclair, Ulmer, Domenichelli, McLean, Fazzini;
Heikkinen, Kienzle, Rüfenacht, Metropolit, Walker; Hirschi,
Blatter, Reuille, Fritsche, Simion; Dal Pian, Balmelli, Kostner
Note: Kolping
Arena, 5230 spettatori. Arbitri: Massy-Mollard; Espinoza/Kohler.
Penalità: 4x2’ Kloten; 4x2’ Lugano. Kloten privo di Bodenmann,
Bühler (feriti). Lugano senza J. Murray, B.Murray, Campoli,
Conne, Sannitz, Walsky, Schlumpf (infortunati). 58’50: time-out
Kloten, senza portiere sino al 59’39.
|