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Nulla da fare, neppure in questa circostanza. Contro la
penultima della classe il Lugano non riesce a sfatare il tabù
della propria pista e riesce nella inimitabile esperienza di
collezionare la quinta sconfitta (piena) consecutiva sul
ghiaccio amico.
In casa bianconera piove sul bagnato. La sequela di infortuni
che ha letteralmente falcidiato da inizio stagione la squadra
luganese non cessa di mietere vittime. Durante l’allenamento di
lunedì, Fritsche si è aggiunto al nutrito gruppo di compagni
(ben sette!) che riempie l’infermeria, costringendo, una volta
di più il tecnico Fischer a rivoluzionare il proprio
schieramento. Contro il Bienne, in difficoltà di rodaggio, dopo
le numerose e significative partenze (il portiere Berra su
tutti) volute da un mercato assai discutibile, il Lugano fa
ruotare i giovani a sua disposizione, con Simion promosso in
prima linea al fianco di McLean e Domenichelli, con Fazzini e
Dal Pian inseriti in quarta a far da spalla a Kienzle,
reinventato attaccante.
Proprio da questa linea giunge l’inerzia iniziale di una squadra
che gioca con diligenza sparagnina, centellinando le energie, al
fine di evitare inutili sprechi, come è stato il caso
dell’incontro frustrantemente perso con lo Zugo. Una bella
combinazione tra questo terzetto, mette Fazzini in grado di
dialogare con un disco che il successore di Berra può solo
raccogliere alle sue spalle. Poi la partita continua sui binari
poco eccelsi di un classico incontro di inizio stagione, anche
se siamo già alla conclusione del primo quarto di campionato.
Nel periodo centrale il Lugano allenta la presa e favorisce il
gioco di rimessa del proprio antagonista. L’ex-di turno Kamber,
motivato di fronte al pubblico che lo ha osannato per due
stagioni, prima di lasciarlo maldestramente partire verso il
canton Berna, prepara ad arte, per il compagno di linea,
l’austriaco Herburger, il disco del pareggio, sul quale
Merzlikins nulla può. Punti nell’orgoglio, Metropolit e compagni
abbozzano una timida reazione, solleticando Meili, senza
impensierirlo più di tanto, mentre ogni qualvolta i “seeländer”
mettono il naso nel settore difensivo locale, il pubblico corre
brividi freddi. Il raddoppio ospite è nell’aria e giunge in modo
fantozziano, quasi a voler beffare le buone intenzioni dei
bianconeri, pochi istanti prima della seconda sirena. Per lo
sbigottito pubblico della Resega vi è ancora il tempo per
assistere all’ennesimo infortunio di uno dei propri pupilli.
Rüfenacht, colpito duro da un avversario esce claudicante,
accompagnato negli spogliatoi da un Vauclair, costretto ad
abdicare anzitempo.
Il conto dell’infermeria, portiere di riserva compreso, ammonta
a due interi blocchi di giocatori titolari (sic!) e con un
simile fardello i bianconeri giocano il terzo periodo con una
formazione trascinata dagli juniores. Il Bienne ne approfitta
per mettere a segno il terzo punto con Peter e chiudere con
anticipo il destino del confronto. Il Lugano, a giusta ragione,
continua ad onorare il contratto e prova a portare il disco in
zona offensiva, dove non riesce a cavare il classico ragno dal
buco, anche nel minuto conclusivo giocato senza portiere, ma
senza subire l’onta del quarto punto ospite. Poi, tutti a
meditare per preparare il doppio confronto con il Friborgo,
rilanciato dal successo esterno di Berna.
Lugano – Bienne 1:3 (1:0; 0:2;0:1)
Reti: 8’17 Fazzini (Dal Pian) 1:0; 26’25 Herburger (Kamber) 1:1;
38’30 Kellenberger (Tschantré) 1:2; 45’16 Peter (Spylo) 1:3;
Lugano: Merzlikins; Vauclair, S. Ulmer, Domenichelli, McLean,
Simion; Kparghai, Hirschi, Rüfenacht, Metropolit, Walker;
Blatter, Heikkinen, Reuille, Balmelli, Kostner; Kienzle, Dal
Pian, Fazzini; Schlumpf.
Bienne: Meili; Gloor, Cadonau, Herburger, Kamber, M. Ulmer;
Trutmann, Gossweiler, MacMurchy, Peter, Spylo; Bell, Jecker,
Tschantré, Kellenberger, M. Wieser; Rouiller, Moser, Wetzel,
Ehrensperger, Sutter
Note: Resega, 4216 spettatori. Arbitri: Koch-Rochette; Raderli/Mauron.
Penalità: 2x2’ Lugano; 2x2’ Bienne. Lugano privo di J. Murray,
B.Murray, Conne, Campoli, Walsky, Sannitz, Fritsche
(infortunati); Flückiger (ammalato). Bienne senza Fey,
Untersander, Füglister (feriti). Lugano senza Vauclair e
Rüfenacht dal 40’ e senza portiere dal 59’08 al 60’.Time-out
Bienne al 59’25.
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