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Si conclude con una
(prevedibile) sconfitta, con il minimo degli scarti a Friborgo,
il primo turno di campionato di un Lugano apparso in netto e
sensibile miglioramento, rispetto a tutte le precedenti
esibizioni. Ancora una volta, in questo scorcio di inizio
stagione, il punteggio penalizza oltre misura l’operato della
squadra in grado di tenere sotto controllo il proprio
avversario, ma ancora in debito di fiducia in fase di
concretizzazione. Infatti, l’esito del confronto appare assai
bugiardo, in rapporto a quanto espresso dai bianconeri sul
ghiaccio durante tutta la partita.
Recuperati Campoli,
Walsky, Jordy Murray e Sannitz, ma costretto a rinunciare
all’apporto di Julien Vauclair, Fischer ha schierato sul
ghiaccio una formazione capace di giocare alla pari, se non
meglio, di un antagonista galvanizzato dal successo esterno,
ottenuto martedì scorso alla BernArena. Anche in questa partita,
l’impulso migliore è giunto dai giovani, con l’intraprendente
Dal Pian che ha messo in difficoltà l’estremo difensore locale
Conz, prima di permettere al compagno di linea Kostner di aprire
le marcature. La reazione dei padroni di casa, neutralizzata
abbastanza agevolmente a centro pista da una formazione
bianconera diligente e disciplinata, ha prodotto la rete del
pareggio, unicamente al termine della prima superiorità
numerica. Espulso Reuille, proprio pochi istanti prima del suo
rientro, il Friborgo è riuscito ad andare in rete con Monnet,
lesto ad insaccare una conclusione di Kwiatkowski. La rete
burgunda ha in parte spento l’iniziale entusiasmo del Lugano,
con i padroni di casa saliti in cabina di regia sino al primo
riposo.
Nel periodo
centrale, mentre sembrava che la partita potesse assumere una
brutta piega per gli ospiti, con la rete a metà incontro di
Plüss, la pronta reattività dei bianconeri ha nuovamente rimesso
il campanile al centro del villaggio. Reuille ha pareggiato il
conto, al termine di una pressione asfissiante dei bianconeri
dallae parti di Conz. Poi, la seconda sirena ha mandato tutti al
riposo con gli uomini di Fischer galvanizzati dalla possibilità
di uscire dalla bolgia della St. Léonard con un risultato
positivo. Invece, l’ennesima leggerezza difensiva, con il
quintetto ospite sbilanciato troppo in avanti, ha permesso ai
burgundi di riportarsi in vantaggio, grazie ad una ripartenza
folgorante sull’asse Pouliot-Maulgin, che ha “freddato”
l’incolpevole Mezklikis, ancora una volta all’altezza delle
aspettative. Il Lugano ha poi tentato in tutti i modi di
riemergere, ma ha riproposto i soliti limiti in fase di
realizzazione. Limiti che, si spera, possano svanire, con
l’innesto dell’acquisto dell’ultima ora, quel Micflicker, che
tanto bene aveva fatto lo scorso anno a Bienne. Intanto, questa
sera, alla Resega, per ironia del calendario, è già tempo di
rivincita.
Friborgo – Lugano
3:2 (1:1;1:1;1:0)
Reti: 2’36
Kostner (Dal Pian) 0:1; 8’36 Monnet (Kwiatkowski, in 5c4, esp.
Reuille) 1:1; 31’37 B. Plüss (Miettinen) 2:1; 34’39 Reuille (Metropolit)
2:2; 41’25 Mauldin (Pouliot) 3:2;
Friborgo: Conz;
Kwiatkowski, Löffel, B. Plüss, Dubé, Miettinen; Birbaum,
Helbling, Monnet, Pouliot, Mauldin; Schilt, Ngoy , Hasani,
Jeannin, Sprunger; Abplanalp, Huguenin, Lauper, Ness, T.
Vauclair,
Lugano:
Merkzlikis; Hirschi, Kpargahi, Reuille, Metropolit, Walker;
Campoli, Ulmer, Walsky, McLean, J. Murray; Schlumpf, Heikkinen,
Dal Pian, Balmelli, Kostner; Blatter; Fazzini; Kienzle, Sannitz,
Simion
Note: BCF Arena,
6439 spettatori. Arbitri: Eichmann-Popovic. Arm/Rohrer.
Penalità: 3x2’ Friborgo; 2x2’ Lugano. Friborgo senza Brügger,
Bikov (infortunati). Lugano privo di J. Vauclair, Rüfenacht,
Conne, B. Murray, Fritsche (feriti); Micflicker (non qual.);
Domenichelli (sospeso). Manzato, Flückiger (ammalati). 58’37
time-out Lugano, senza portiere sino al 60’. Friborgo privo di
Jeannin dall’inizio terzo periodo
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