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La „morte
improvvisa“ colpisce un Lugano volonteroso, disciplinato ed
ordinato, proprio mentre si appresta a completare con orgoglio
un impegno sulla carta assai proibitivo, tenuto conto delle
premesse della vigilia e di un fine settimana assai burrascoso.
Tuttavia, anche in questa occasione, il Lugano ci mette del suo,
perché la rete che lo condanna alla sconfitta, giunge nel tempo
supplementare al termine di una superiorità numerica non
concretizzata e mal gestita al suo scadere.
Per affrontare
l’unica squadra capace entro le mura amiche di fermare la marcia
trionfale della capolista Davos, prima di superare pure il Berna
e tutte le altre antagoniste ospitate (seppure nei tempi
supplementari, ad eccezione del Rappi!) Fischer può, dopo sei
giornate, schierare nuovamente il portiere Manzato, mentre
Merzlikins si accomoda in panchina. Sul ghiaccio torna a
schierare la formazione che aveva chiuso il periodo centrale con
il Friborgo, con Metropolit affiancato da Micflicker e Walsky.
Kienzle giostra in attacco con Balmelli e Dal Pian, mentre le
coppie difensive, in assenza di Vauclair, restano immutate.
Il pubblico, che
spinge i „seeländer“ non riesce ad assaporare il gusto della
parata di ex-giocatori sull’uno e sull’altro fronte, perché le
due compagini seguono strettamente dettami tecnici, che li
costringono a maggiore prudenza difensiva, più che non a
razionali puntate offensive, con possibili sbilanciamenti. La
squadra ospite mantiene una sterile superiorità in pista ed ai
tiri, ma i due portieri hanno buon gioco nel fermare le
prevedibili conclusioni degli avversari, perché ben coperti.
Per oltre due
tempi l’equilibrio al punteggio non si schioda, neppure quando
Kamber finisce sulla panchina dei cattivi, per l’unica penalità
dei primi due terzi. Nel terzo periodo i padroni di casa
sembrano poter riuscire a sferrare l’attacco decisivo, ma in una
manciata di secondi il Lugano annulla il vantaggio di Spylo,
grazie ad una deviazione di McLean, su bordata di Heikkinen.
Prima dell’inizio del tempo supplementare, Kellenberger si fa
espellere ed i bianconeri potrebbero approfittare dell’occasione,
giocando quasi un minuto con l’uomo in più. Fischer chiama a
raccolta i suoi uomini migliori, con il tempo morto, ma i suoi
suggerimenti restano parole al vento, Anzi, i suoi pupilli sanno
fare di peggio. Dimenticano il penalizzato, che al suo rientro,
su invito dell’ex-Kamber s’invola a battere, seppure con molta
fortuna, il povero Manzato, per la più classica delle beffe, con
il disco che colpisce il palo, prima di rimbalzargli sul gambale
per finire oltre la linea rossa.
Bienne – Lugano
2:1d.p. (0:0;0:0;1:1;1:0)
Reti: 52’13 Spylo
(Peter) 1:0; 52’26 McLean (Heikkinen) 1:1; 61’11 Kellenberger (Kamber)
2:1
Bienne: Meili;
Bell, Jecker, Wieser, Kellenberger, Tschantré; Truttmann,
Gossweiler, Spylo, Peter, McMurchy; Cadonau, Gloor, M. Ulmer,
Kamber, Herburger; Untersander, Moser, Sutter, Ehresberger,
Flücklister
Lugano:
Manzato; Hirschi, Kparghai, Walsky, Metropolit, Micflicker;
Heikkinen, Blatter, Kostner, McLean, Walker, S. Ulmer, Schlumpf,
Simion, Sannitz, Reuille; Dal Pian, Balmelli, Kienzle; Fazzini.
Note:
Eisstadion, 4155 spettatori. Arbitri: Eichmann-Küng. Espinoza/Arm.
Penalità: 2x2’ Bienne; 1x2’ Lugano. Bienne privo di Haas, Fetzel,
Frei (feriti), Rouillier (sovr.); Lugano senza B. Murray, J.
Murray, J. Vauclair, Conne, Fritsche, Rüfenacht infortunati).
Campoli (sovr.), Flückiger (malato), Domenichelli (sospeso).
Palo: 50’ Bell. 59’03 Time-out Lugano. |