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Il Lugano non riesce
a sfatare il tabù della “fossa dei leoni” ed al termine di una
gara ad inseguimento esce (nuovamente) sconfitto dalla
Schützenwiese, dove avrebbe meritato almeno il pareggio. Contro
una squadra che, nonostante le aspettative della vigilia, ha sin
qui proposto un ruolino di marcia analogo a quello dei
bianconeri, (in classifica a – 3 dagli zurighesi) i ragazzi del
presidente Renzetti hanno giocato al gatto contro il topo,
facendo la fine del ratto che soccombe alla furbizia del felino.
Le buone intenzioni
muoiono all’alba. Bordoli, a seguito delle assenze, schiera da
subito Markaj in retrovia, ma non ha neppure il tempo di
sincronizzare i movimenti in campo dei suoi giocatori, che i
“leoni” passano a condurre. La prima incursione locale in area
ospite trova la difesa luganese impreparata, con Aratore lesto a
sorprenderla. La timida reazione di Sadiku e compagni non porta
nulla di buono e la situazione, già delicata, precipita poco
dopo su calcio di punizione. I bianconeri restano fermi sui
propri piedi, mentre il terzino Sereinig svetta su tutti, per
insaccare il raddoppio, quando non sono passati che dieci minuti
dal fischio iniziale. Colpito duro nel morale, il Lugano abbozza
una timida ripresa, ma non riesce a costruire nulla di buono,
perché la propria manovra, oltre che prevedibile appare assai
lenta. Finito il difficile rodaggio e sotto di due reti gli
ospiti riescono ad affacciarsi dalle parti di Leite con maggiore
frequenza, anche se l’estremo difensore locale è ben coperto da
suoi difensori, abili a fermare in angolo il risveglio (tardivo)
del proprio antagonista. Il giusto premio per tanta operosità,
dopo un infernale avvio di partita, giunge alla mezz’ora, quando
un tiro di Sadiku respinto da Leite, trova pronto Sabbatini, che
non si lascia sfuggire l’opportunità per riaprire i destini del
confronto. Le altalenanti emozioni di questa prima parte di
contesa inducono i giocatori a maggiori cautele ed il primo
tempo si chiude con relativo equilibrio sui due fronti.
Al rientro dagli
spogliatoi i temi tattici del confronto mutano in maniera
essenziale. Il Lugano si butta in avanti nel tentativo di
pareggiare, mentre i “leoni” badano piuttosto a difendersi, non
lesinando ficcante ripartenze. A più riprese gli ospiti riescono
a fare breccia nella difesa dei padroni di casa, senza
concretizzare. L’interesse per il confronto si ravviva verso il
ventesimo, quando succede l’inverosimile. Dapprima il Lugano
riesce a pareggiare meritatamente con Sadiku, con una rete di
rapina su errore del portiere Leite. Poi sul ribaltamento di
fronte, dopo aver messo la palla al centro, il Winterthur torna
immediatamente in vantaggio, sorprendendo, ancora una volta
(sic!) l’imbambolata retroguardia bianconera. Bordoli sembra non
credere ai suoi occhi, mentre sul fronte avverso il tecnico
Bengondo si complimenta per la pronta reazione dei suoi pupilli.
La frustrazione non smorza i tentativi di replica dei
bianconeri, consci però del fatto che recuperare due volte lo
svantaggio nella gabbia dei leoni appare missione impossibile o
quasi. Secondo logica, i reiterati tentativi dell’ultimo quarto
d’ora non portano i frutti sperati anche perché Urbano a pochi
passi di Leite riesce a sciupare la clamorosa opportunità. Poi,
tutti sotto la doccia a meditare su quello che poteva essere e
non è stato.
Winterthur –
Lugano 3:2 (2:1)
Reti: 5’ Aratore
1:0; 10’ Sereinig 2:0; 34’ Sabbatini 2:1; 65’ Sadiku 2:2; 66’
Bengondo 3:2;
Winterthur: Leite;
Sereinig, Freuler, Bengondo, D’Angelo, Grether, Schuler (86’
Pacar), Baumann, Aratore, Marchesano (80’ Simijonovic), Radice
Lugano: Russo;
Markaj, Everton, Urbano, Basic, Sabbatini (57’ Shalaj), Aegerter,
Tosetti, Da Silva (73’ Dubaijc), Maffi (63’ Guarino), Sadiku
Note:
Schützenwiese, 2100 spettatori. Arbitro: Schär. Zogaj/Chaillet.
Ammoniti: 26’ Sabbatini (Lu), 53’ Markaj (Lu), 64’ Guarino (Lu),
83’ Simijonovic (W), 84’ Urbano (Lu) ; Winterthur senza
Exouzidis, Kuzmanovic (feriti), Iten (sospeso); Lugano privo di
Bottani, Schlauri, Garçia (inf.); Rey (squalificato).
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