19 ottobre 2013

CALCIO: LUGANO BATTUTO DAI  “LEONI”

 

TANTA FATICA PER NULLA

 

 

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Il Lugano non riesce a sfatare il tabù della “fossa dei leoni” ed al termine di una gara ad inseguimento esce (nuovamente) sconfitto dalla Schützenwiese, dove avrebbe meritato almeno il pareggio. Contro una squadra che, nonostante le aspettative della vigilia, ha sin qui proposto un ruolino di marcia analogo a quello dei bianconeri, (in classifica a – 3 dagli zurighesi) i ragazzi del presidente Renzetti hanno giocato al gatto contro il topo, facendo la fine del ratto che soccombe alla furbizia del felino.

Le buone intenzioni muoiono all’alba. Bordoli, a seguito delle assenze, schiera da subito Markaj in retrovia, ma non ha neppure il tempo di sincronizzare i movimenti in campo dei suoi giocatori, che i “leoni” passano a condurre. La prima incursione locale in area ospite trova la difesa luganese impreparata, con Aratore lesto a sorprenderla. La timida reazione di Sadiku e compagni non porta nulla di buono e la situazione, già delicata, precipita poco dopo su calcio di punizione. I bianconeri restano fermi sui propri piedi, mentre il terzino Sereinig svetta su tutti, per insaccare il raddoppio, quando non sono passati che dieci minuti dal fischio iniziale. Colpito duro nel morale, il Lugano abbozza una timida ripresa, ma non riesce a costruire nulla di buono, perché la propria manovra, oltre che prevedibile appare assai lenta. Finito il difficile rodaggio e sotto di due reti gli ospiti riescono ad affacciarsi dalle parti di Leite con maggiore frequenza, anche se l’estremo difensore locale è ben coperto da suoi difensori, abili a fermare in angolo il risveglio (tardivo) del proprio antagonista. Il giusto premio per tanta operosità, dopo un infernale avvio di partita, giunge alla mezz’ora, quando un tiro di Sadiku respinto da Leite, trova pronto Sabbatini, che non si lascia sfuggire l’opportunità per riaprire i destini del confronto. Le altalenanti emozioni di questa prima parte di contesa inducono i giocatori a maggiori cautele ed il primo tempo si chiude con relativo equilibrio sui due fronti.

Al rientro dagli spogliatoi i temi tattici del confronto mutano in maniera essenziale. Il Lugano si butta in avanti nel tentativo di pareggiare, mentre i “leoni” badano piuttosto a difendersi, non lesinando ficcante ripartenze. A più riprese gli ospiti riescono a fare breccia nella difesa dei padroni di casa, senza concretizzare. L’interesse per il confronto si ravviva verso il ventesimo, quando succede l’inverosimile. Dapprima il Lugano riesce a pareggiare meritatamente con Sadiku, con una rete di rapina su errore del portiere Leite. Poi sul ribaltamento di fronte, dopo aver messo la palla al centro, il Winterthur torna immediatamente in vantaggio, sorprendendo, ancora una volta (sic!) l’imbambolata retroguardia bianconera. Bordoli sembra non credere ai suoi occhi, mentre sul fronte avverso il tecnico Bengondo si complimenta per la pronta reazione dei suoi pupilli. La frustrazione non smorza i tentativi di replica dei bianconeri, consci però del fatto che recuperare due volte lo svantaggio nella gabbia dei leoni appare missione impossibile o quasi. Secondo logica, i reiterati tentativi dell’ultimo quarto d’ora non portano i frutti sperati anche perché Urbano a pochi passi di Leite riesce a sciupare la clamorosa opportunità. Poi, tutti sotto la doccia a meditare su quello che poteva essere e non è stato.

 

Winterthur – Lugano 3:2 (2:1)

 

Reti: 5’ Aratore 1:0; 10’ Sereinig 2:0; 34’ Sabbatini 2:1; 65’ Sadiku 2:2; 66’ Bengondo 3:2;

 

Winterthur: Leite; Sereinig, Freuler, Bengondo, D’Angelo, Grether, Schuler (86’ Pacar), Baumann, Aratore, Marchesano (80’ Simijonovic), Radice 

 

Lugano: Russo; Markaj, Everton, Urbano, Basic, Sabbatini (57’ Shalaj), Aegerter, Tosetti, Da Silva (73’ Dubaijc), Maffi (63’ Guarino), Sadiku

 

Note: Schützenwiese, 2100 spettatori. Arbitro: Schär. Zogaj/Chaillet. Ammoniti: 26’ Sabbatini (Lu), 53’ Markaj (Lu), 64’ Guarino (Lu), 83’ Simijonovic (W), 84’ Urbano (Lu) ; Winterthur senza Exouzidis, Kuzmanovic (feriti), Iten (sospeso); Lugano privo di Bottani, Schlauri, Garçia (inf.); Rey (squalificato).