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Il Lugano vince il
derby delle infermerie, espugna con pieno merito la pista
(sempre ostica) della BernArena e conquista per la prima volta
in questo campionato la posta piena nel doppio turno di fine
settimana. Nonostante il corroborante successo in casa ed ai
danni dei campioni svizzeri resta ancora sotto la fatidica
linea, ma con questi sei punti accorcia notevolmente le distanze
dalle dirette antagoniste, rilanciando le proprie quotazioni
alla borsa di un campionato nazionale iniziato all’insegna di
molte incognite.
La vittoria interna
ai danni dell’ultima della classe, con il marchio dei propri
stranieri, ha creato all’interno del gruppo bianconero
un’atmosfera decisamente più rilassata, rispetto a quella della
settimana che l’aveva preceduta. Anche se alcuni meccanismi
sono ancora lungi dall’essere usciti dalla fase di rodaggio, in
quell’incontro si erano notati alcuni segni di miglioramento nel
gioco collettivo ed una maggiore presenza e personalità da parte
degli uomini di maggiore prestigio della squadra. Anche a Berna,
nel corso del primo tempo, contro una squadra reduce da due
sconfitte consecutive (la quarta in cinque giornate) il gruppo
bianconero ha subito dimostrato umiltà e carattere. I quintetti
schierati da Fischer-Andersson non si sono lasciati
impressionare dagli orsi ed all’insegna del motto dei
moschettieri, con un Manzato sugli scudi, hanno saputo tenere
testa alle sfuriate di Kinrade e compagni.
Superato indenne il
primo periodo, nel tempo centrale il Lugano è uscito allo
scoperto. Ha colpito subito, con una rete di rapina sottoporta
di Walsky (primo punto stagionale!) ed ha saputo ergere le
giuste barricate nei momenti giocati in inferiorità numerica,
per le espulsioni di Kparghai e Micflickier, mentre con l’uomo
in più ha cercato di tenere il disco, onde evitare di commettere
gli stessi errori, che nelle partite precedenti avevano messo
gli avversari in condizione di ferirlo. Ancora prima della
seconda sirena, McLean, che ci prende gusto a segnare contro gli
ex-compagni, ha saputo deviare perfidamente uno “slap” non
troppo convinto dalla blù ad opera di Blatter (inserito sul
foglio-partita come settimo difensore, poi schierato
regolarmente dall’inizio del tempo centrale!), per andare al
riposo su di un confortevole doppio vantaggio.
Il terzo periodo non
ha più avuto molto da dire, con i ragazzi di Fischer uniti e
convinti di poter compiere l’impresa. Nel concitato finale, il
Berna, rinunciando per quasi due minuti al proprio portiere, non
è mai riuscito ad insediare la porta di un Manzato, che ha
potuto festeggiare il primo shutout stagionale. I campioni
svizzeri, ora sotto la riga con un sol punto di margine sui
bianconeri, dopo la terza sconfitta consecutiva hanno lasciato
il ghiaccio coperti da un’assordante schiera di fischi. Nessuno
ha però il coraggio di gridare allo scandalo ed il suo d.s. Marc
Lüthi non prende (ancora) in considerazione l’idea di mettere in
discussione il suo allenatore.
Berna – Lugano 0:2
(0:0;0:2;0:0)
Reti: 21’33 Walsky (Micflickier)
0:1; 37’47 McLean (Blatter) 0:2
Berna: Büher; Kreis,
B. Gerber; P. Berger, Ritschie, Dostoinov; Kinrade, Wellinger,
Lehtonen, Vermin, Scherwey; Krüger, F. Randegger, Loichat,
Bertschy, Rüthemann; Müller, Rubin, Hischier; Hänni.
Lugano: Manzato;
Kparghai, Hirschi; Reuille, McLean, Kostner; Heikkinen, Kienzle,
Micflickier, Metropolit, Walsky; Schlumpf, Ulmer, Simion,
Sannitz, Walker; Blatter; Dal Pian, Balmelli, Fazzini.
Note: BernArena,
15980 spettatori. Arbitri: Stricker-Wiegand; Bürgi/Wüst.
Penalità: 3x2’ Berna; 4x2’ Lugano. Berna privo di Domenichelli
(non autorizzato!); A. Berger, Gardner, Furrer, Jobin, M. Plüss,
Roche (feriti). Lugano senza J. Vauclair, B. Murray, J. Murray,
Conne, Rüfenacht, Fritsche (infortunati); Flückiger (malato).
Campoli (sovr.). Time-out: 56’38 Lugano; 57’58 Berna, senza
portiere dal 57’58 al 58’16 e dal 58’36 al 60’.
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