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Ginevra – Si ferma contro il Servette la serie di vittorie del
Lugano, mentre i padroni di casa – dopo quello ottenuto domenica
ad Ambrì – conquistano il secondo shutout consecutivo, grazie ad
uno Stephan che sembra aver ritrovato le sensazioni migliori. E
in casa bianconera torna, invece, lo spettro del gol, quello non
realizzato. Moltissime, infatti, sono state le occasioni create
dagli uomini di Fischer, che in molti frangenti avrebbero
meritato miglior fortuna. In particolare avrebbero meritato di
chiudere almeno in pareggio il primo tempo, nel quale avevano
condotto le danze. Ma a segnare la rete del provvisorio 1:0 ci
ha pensato - contro l’andamento del gioco - Cody Almond, facendo
un regalo insperato ai suoi. Probabilmente con l’equilibrio del
risultato dopo i primi 20’, l’andamento della partita avrebbe
potuto essere diverso. Ma visto che con i se e con i ma si
potrebbe mettere Parigi in bottiglia, è inutile fare
speculazioni. La realtà ci dice che, pur senza realizzare una
sola rete, il Lugano non ha mai ceduto alla delusione,
continuando a lottare sino in fondo. Dopo una prima frazione in
cui il bel gioco l’ha fatta da padrone, premiando come detto
oltre misura i padroni di casa che sino alla rete di Almond e
anche dopo non si sono resi molto pericolosi, nella seconda le
troppe penalità hanno interrotto troppo spesso le manovre
bianconere con il conseguente – inutile – dispendio d’energie.
Ai quali si sono aggiunte l’imperizia di alcuni elementi e la
mancanza di freddezza sotto porta di altri. La stanchezza per la
partita disputata la sera prima, anche se non è un alibi, ha
forse portato ad una mancanza di lucidità nel seguire le
consegne dell’allenatore. In troppi frangenti, infatti, la
squadra si è fatta trovare sbilanciata in avanti. Nel terzo
tempo, recuperate le forze nello spogliatoio, i bianconeri hanno
continuato a spingere, alla ricerca di quella rete che avrebbe
riaperto il confronto. Nonostante l’assedio verso la porta di
Stephan, nessuno degli attaccanti luganesi è riuscito a cavare
il classico ragno dal buco. Anzi, con una ripartenza immeritata,
è stato il Ginevra a colpire con Jacquemet a cinque minuti
dall’inizio della terza frazione. La successiva insistenza dei
ticinesi non è poi stata ripagata dal frutto di tanto lavoro,
visto che – al termine di una serie di penalità decretate dalla
coppia arbitrale Bjork/Eichmann in cui sulla panchina del
penalizzati si sono trovati in metà di mille… - è stato facile
per Lombardi trovare la rete del 3:0 in power-play. Power-play
che, ad onore del vero, in considerazione delle numerose
penalità inflitte sia a una parte che all’altra, è stato
decisamente deficitario da entrambe le parti.I punti in
classifica restano 20, come il Bienne, che però ha una partita
in meno, e con un punto di vantaggio sul Losanna, che di partite
in meno ne ha due. E martedì i bianconeri si recheranno in
Leventina: ad attenderli il derby contro un Ambrì in piena
forma.
Ginevra Servette–Lugano 3:0 (1:0; 0:0; 2:0)
Reti: 14’43’ Almond (Simek) 1:0, 45’01 Jacquemet 2:0, 55’09
Lombardi (Hollenstein, 5c4) 3:0.
Ginevra: Stephan; Bezina, Antonietti; Hollenstein, Remy,
Jacquemet; Iglesias, Mercier; Picard, Almond, Simek; Martin,
Vukovic; Daugavins, Lombardi, Petrell; Savary, Rod, Gerber.
Lugano: Manzato; Hirschi, Kparghai; Kostner, B. McLean, Reuille;
Heikkinen, Kienzle; Simion, Sannitz, Walker; Ulmer, Schlumpf;
Walsky, Metropolit, Micflikier; Dal Pian, Balmelli, Fazzini.
Note: Patinoire des Vernets, 6‘639 spettatori. Arbitri: Bjork (Sve),
Eichmann; Abegglen, Espinoza.
Penalità: 11x2’ Ginevra, 11x2’ Lugano. Lugano privo di Vauclair,
B. Murray, J. Murray, Conne, Rüfenacht, D. Fritsche (inf.),
Flückiger, Blatter (ammalati). |