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L’Ambrì ha confermato la propria supremazia nei derbies del 2013
aggiudicandosi anche il quarto scontro diretto (il secondo
stagionale) contro i rivali bianconeri. Sfida nervosissima,
contraddistinta da ben quattro (due a testa) reti annullate e
decisa al 53’42, da una zampata di Park, avventatosi come un
falco su un puck scagliato da Giroux e respinto in avanti da
Manzato. Disco infilatosi imparabilmente nel “sette”, alla
sinistra del portiere luganese. Una prodezza del piccolo
attaccante di origine sudcoreane, autore della solita ottima
prestazione, in un confronto condizionato da un’eccessiva dose
di fiscalità (sportiva) mostrata dalla coppia Rochette-Wiegand.
Come imposto dal copione, i leventinesi, sorpresi in entrata di
gara dalla vivacità dei bianconeri, hanno velocemente assunto il
comando delle operazioni sfiorando il vantaggio con l’ex Steiner
(2’) e Pedretti (3’) trovandolo effettivamente all’11’02, con
una prodezza balistica di Miéville, bravo ad “arpionare” il puck
sfarfalleggiante ed a battere Manzato da due passi. Gioia di
breve durata poiché la prova-video ha poi evidenziato la
posizione del bastone di Miéville sopra le spalle al momento del
tocco decisivo. Prova-video decisiva anche al 19’53, allorché
una magia balistica del giovane Dal Pian, è stata giudicata
irregolare (anche in questo caso bastone sopra le spalle) da
parte dei direttori di gara. Al ritorno sul ghiaccio, dopo
un’ottima opportunità in break, sciupata da Elias Bianchi a tu
per tu con Manzato, è stata nuovamente la moviola, al 24’19, ad
ergersi ad autentica protagonista sul bel goal di capitan Duca,
imbeccato nello slot da un passaggio da dietro la gabbia di
Pedretti. Punto annullato, in seguito allo spostamento della
gabbia da parte dell’estremo difensore bianconero, poi
penalizzato con due minuti, comunque non sfruttati dalla squadra
di Pelletier. E non sfruttato a dovere, è risultato, tre minuti
più tardi, anche lo svarione difensivo di Chavaillaz nei pressi
della gabbia di Schaefer, poi letteralmente graziato da Fazzini.
Ed un minuto più tardi, Walsky si è visto negare a due riprese
la rete da due grandi interventi di Schaefer. Poi, dopo tre
ottime occasioni biancoblù sciupate nell’ordine da Reichert,
Giroux ed Elias Bianchi, si è giunti, a soli 34 secondi dalla
seconda sirena, al quarto caso da moviola della serata. Questa
volta, la causa dell’annullamento, è stata l’invasione di porta
commessa da Micflikier sulla conclusione a mezz’altezza di
Schlumpf, con Schaefer lungo e disteso sul ghiaccio, dopo il
precedente impatto con lo stesso Micflikier. Quindi, nel
nervosissimo terzo periodo, contraddistinto dalle opportunità
sciupate da Reichert (43’) e Miéville (44’), ci ha pensato Park,
sempre più determinante in questo rinato Ambrì, a sbloccare la
partita. Per il Lugano un brutto colpo, che Patrick Fischer ha
dimostrato di mal assimilare con un evitabile gesto di stizza
che gli è costato la penalità di partita e la relativa
inferiorità numerica scontata dallo sfortunato Dal Pian, finito
così, per la terza volta sulla panchina dei cattivi. Lugano
affidato totalmente all’assistente Andersson e bravo a resistere
per la nona volta in serata al miglior (prima della partita di
ieri sera) powerplay del campionato, anche perché Daniele
Grassi, imbeccato davanti a Manzato da Elias Bianchi, ha visto
la propria conclusione a colpo sicuro, finire nel guantone del
portiere bianconero, autore di un vero e proprio miracolo in
tuffo. Scampato il pericolo del possibile KO e chiamato il
logico timeout, Hirschi e compagni hanno preso d’assalto la
gabbia di Schaefer, bravo a sventare l’ultimo, disperato
tentativo di Metropolit a 6 contro 4 (espulsione di Park e
rinuncia a Manzato, richiamato in panchina da Andersson). Per l’Ambrì,
nuova mini-serie (3 vittorie piene consecutive) aperta e
leadership (in coabitazione con il solo Davos) preservata. Per
il Lugano, seconda battuta d’arresto consecutiva ed ottavo posto
(attualmente occupato dal Berna) che rimane comunque a portata
di mano, ad una sola lunghezza. Il tutto, in attesa di sapere se
il club bianconero darà seguito (come da regolamento, entro le
prossime 36 ore) al protesto inoltrato durante la partita, sulla
sopracitata rete annullata a Schlumpf.
Ambrì Piotta-Lugano 1:0 (0:0, 0:0, 1:0)
Reti: 53’42 Park (Giroux) 1:0.
Ambrì: Schaefer; El Assaoui, Nordlund; Trunz, Sidler; Noreau,
Chavaillaz; Bonnet, Grieder; Pestoni, Park, Giroux; Steiner,
Miéville, Reichert; D. Grassi, Schlagenhauf, E. Bianchi; Duca,
F. Lüthi, Pedretti.
Lugano: Manzato; Hirschi, Kparghai; Heikkinen, Kienzle; Ulmer,
Schlumpf; Blatter; Kostner, B. McLean, Reuille; Walker,
Metropolit, Micflikier; Simion, Sannitz, Walsky; Dal Pian,
Balmelli, Fazzini.
Note: Pista della Valascia. 6'500 (tutto esaurito) spettatori.
Arbitri: Rochette, Wiegand; Ambrosetti, Kaderli. Penalità:
8x2’ Ambrì, 9x2’ Penalità partita (P. Fischer) Lugano. Ambrì
privo di I. Dotti, Gautschi, Kobach, Williams (inf.), Lhotak
(sovr.); Lugano senza J. Vauclair, Conne, D. Fritsche, B.
Murray, J. Murray, Rüfenacht (inf.). Timeout: 58’14 Lugano. Reti
annullate: 11’02 Miéville (bastone alto), 19’53 Dal Pian
(bastone alto), 24’19 Duca (gabbia spostata da Manzato), 39’26
Schlumpf (invasione di porta di Micflikier). |