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Il Lugano cala un
vero e proprio tris d’assi e chiude la quintina di partite
consecutive in trasferta andando ad espugnare con brio, vivacità
ed autorità la pista della capolista Davos. Alzi la mano chi,
durante e subito dopo la partita interna con il Rapperswil,
avrebbe scommesso sulla capacità della squadra diretta da
Fischer di imporsi, con successi pieni, sulle piste di Berna,
Zurigo e Davos. Eppure, anche le più spietate chimere sono state
messe a tacere da una squadra che, nonostante le difficoltà
realizzative emerse a Ginevra e nel derby, ha saputo estrarre i
suoi migliori attributi, nonostante le avversità che lo hanno
accompagnato su questo lungo e tortuoso percorso.
Per il secondo
impegno consecutivo sulla pista di una squadra capolista, il
Lugano si presenta modificato nello schieramento, con il
portiere Manzato lasciato a casa (!) per scelta tecnica e con
terzetti offensivi inusuali. Il giovane lettone Merzlikins
ritrova la fiducia del suo tecnico, mentre in panchina si rivede
Flückiger e la squadra bianconera scende sul ghiaccio
immediatamente con quel sacro furore agonistico, sprigionato
dalla frustrante rabbia, emersa dallo sciagurato epilogo
dell’incontro di campanile. Se ne accorge ben presto anche il
Davos, che al primo affondo di Metropolit, deve raccogliere il
primo disco, scagliato da Hirschi, in fondo al proprio sacco. I
bianconeri insistono e si ritrovano abili maestri nel gioco di
rottura, con la capolista incapace di imporre il proprio solito
dinamismo, frutto di una sola sconfitta interna patita nei
precedenti incontri. Kparghai e compagni chiudono bene i varchi
verso il proprio portiere, sempre presente nei momenti in cui
viene sollecitato.
Dopo la prima pausa,
il Lugano potrebbe aumentare il proprio vantaggio, ma in
superiorità numerica riesce a mostrare l’altra faccia della
propria medaglia, subendo una rete evitabilissima, opera di
Lindgren, abile e fortunato nel sorprendere Merzlikins, in
seguito ad una disattenzione di Heikkinen. Il difensore
finlandese nel desiderio di farsi perdonare l’errore, poco dopo,
in superiorità numerica esplode un siluro che mette fuori
condizione Paulsson, colpito ad una mano. L’uscita di scena del
“top-scorer” grigionese, con i gialloblù già privati di
Koistinen, mette in crisi la capolista, priva del suo leader
carismatico sul ghiaccio. Il Lugano sale in cattedra e detta il
ritmo delle operazioni, ritrovando il vantaggio grazie ad una
bordata di Kostner, che il portiere Noronen coperto dal traffico
in zona neppure vede partire. Il ritrovato vantaggio degli
ospiti incute loro maggiore sicurezza e qualche istante dopo il
superamento del 30.mo i bianconeri infilano ancora due volte lo
spento Noronen, nel breve volgere di una manciata di secondi.
Dapprima Walsky - con Kostner e Micflicker, tra i più
intraprendenti nelle fila degli ospiti – “fredda” la platea
locale con una rete da opportunista e successivamente Micflicker,
in superiorità, portano il Lugano a tre lunghezze dai padroni di
casa, mettendo una seria ipoteca sul risultato finale.
Nel periodo
conclusivo, Hoffmann lasciato bellamente indisturbato dalle
parti di Merzlikins prova a ridare speranze ai propri colori, ma
l’illusione dura pochi minuti. Fazzini rimette il campanile al
centro del villaggio, superando per la quinta volta il portiere
Noronen, che deve aver visto con una sera di ritardo le streghe
di halloween. Proprio mentre Arno del Curto si appresta
sostituire il proprio estremo difensore, Micflicker trova pure
il modo di beffarlo con il sesto punto, prima che la
sostituzione abbia luogo. La mossa, più che scuotere l’ambiente,
rappresenta il classico lancio della spugna dall’angolo del ring
di un pugile suonato, che cerca di raggiungere il gong finale
senza subire ulteriori colpi. Anche il Lugano se ne accorge e,
conscio del fatto di dover nuovamente scendere sul ghiaccio
sabato sera contro il Losanna, riduce il resto dell’incontro a
semplice formalità.
Davos – Lugano 2:6
(0:1;1:3;1:2)
Reti: 2’26
Hirschi (Metropolit) 0:1; 20’29 Lingren (Paulsson, in 4c5! esp.
Forster) 1:1;
26’35 Kostner (Micflicker) 1:2; 33’07 Walsky (Heikkinen, in 4c4,
esp. Simion, Grossmann) 1:3; 33’55 Micflicker (McLean, in 5c4,
esp. Grossmann) 1:4; 41’48 Hoffmann (Sieber) 2:4; 45’21 Fazzini
(Kienzle) 2:5; 48’35 Micflicker 2:6
Davos: Noronen
(49’ Schwendener); Rizzi, Forster, Bürgler, Ambühl, D. Wieser;
Back, Koistinen, Hoffmann, Lindgren, Paulsson; J.von Arx,
Grossmann, Ryser, R.von Arx, Profico; Schneeberger, Guerra,
Corvi, S. Walser, Sieber.
Lugano:
Merzlikins; Hirschi, Kparghai, Simion, Sannitz, Balmelli; Ulmer,
Schlumpf, Kostner, McLean, Micflicker; Heikkinen, Kienzle,
Walsky, Walker, Fazzini; Dal Pian, Metropolit, Reuille.
Note: Vaillant
Arena, 5231 spettatori. Arbitri: Boman (Fin)-Reiber; Bürgi/Wüst.
Penalità: 6x2’ Davos; 3x2’ Lugano. Davos senza Genoni, Schommer,
Sciaroni, Guggisberg (feriti), O’ Connor (sovr.). Lugano privo
di Rüfenacht, J. Vauclair, B. Murray, Conne, Fritsche
(infortunati). Davos privato dal 4’ di Koistinen (ferimento alla
spalla), dal 23’ di Paulsson (inf. Alla mano). Asta: 28’
Micflicker. |