01 novembre 2013

HOCKEY : BATTUTA LA CAPOLISTA DAVOS

 

IL LUGANO CALA IL TRIS D’ASSI

 

 

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Il Lugano cala un vero e proprio tris d’assi e chiude la quintina di partite consecutive in trasferta andando ad espugnare con brio, vivacità ed autorità la pista della capolista Davos. Alzi la mano chi, durante e subito dopo la partita interna con il Rapperswil, avrebbe scommesso sulla capacità della squadra diretta da Fischer di imporsi, con successi pieni, sulle piste di Berna, Zurigo e Davos. Eppure, anche le più spietate chimere sono state messe a tacere da una squadra che, nonostante le difficoltà realizzative emerse a Ginevra e nel derby, ha saputo estrarre i suoi migliori attributi, nonostante le avversità che lo hanno accompagnato su questo lungo e tortuoso percorso.

Per il secondo impegno consecutivo sulla pista di una squadra capolista, il Lugano si presenta modificato nello schieramento, con il portiere Manzato lasciato a casa (!) per scelta tecnica e con terzetti offensivi inusuali. Il giovane lettone Merzlikins ritrova la fiducia del suo tecnico, mentre in panchina si rivede Flückiger e la squadra bianconera scende sul ghiaccio immediatamente con quel sacro furore agonistico, sprigionato dalla frustrante rabbia, emersa dallo sciagurato epilogo dell’incontro di campanile. Se ne accorge ben presto anche il Davos, che al primo affondo di Metropolit, deve raccogliere il primo disco, scagliato da Hirschi, in fondo al proprio sacco.  I bianconeri insistono e si ritrovano abili maestri nel gioco di rottura, con la capolista incapace di imporre il proprio solito dinamismo, frutto di una sola sconfitta interna patita nei precedenti incontri. Kparghai e compagni chiudono bene i varchi verso il proprio portiere, sempre presente nei momenti in cui viene sollecitato.

Dopo la prima pausa, il Lugano potrebbe aumentare il proprio vantaggio, ma in superiorità numerica riesce a mostrare l’altra faccia della propria medaglia, subendo una rete evitabilissima, opera di Lindgren, abile e fortunato nel sorprendere Merzlikins, in seguito ad una disattenzione di Heikkinen. Il difensore finlandese nel desiderio di farsi perdonare l’errore, poco dopo, in superiorità numerica esplode un siluro che mette fuori condizione Paulsson, colpito ad una mano. L’uscita di scena del “top-scorer” grigionese, con i gialloblù già privati di Koistinen, mette in crisi la capolista, priva del suo leader carismatico sul ghiaccio. Il Lugano sale in cattedra e detta il ritmo delle operazioni, ritrovando il vantaggio grazie ad una bordata di Kostner, che il portiere Noronen coperto dal traffico in zona neppure vede partire. Il ritrovato vantaggio degli ospiti incute loro maggiore sicurezza e qualche istante dopo il superamento del 30.mo i bianconeri infilano ancora due volte lo spento Noronen, nel breve volgere di una manciata di secondi. Dapprima Walsky - con Kostner e Micflicker, tra i più intraprendenti nelle fila degli ospiti – “fredda” la platea locale con una rete da opportunista e successivamente Micflicker, in superiorità, portano il Lugano a tre lunghezze dai padroni di casa, mettendo una seria ipoteca sul risultato finale.

Nel periodo conclusivo, Hoffmann lasciato bellamente indisturbato dalle parti di Merzlikins prova a ridare speranze ai propri colori, ma l’illusione dura pochi minuti. Fazzini rimette il campanile al centro del villaggio, superando per la quinta volta il portiere Noronen, che deve aver visto con una sera di ritardo le streghe di halloween. Proprio mentre Arno del Curto si appresta  sostituire il proprio estremo difensore, Micflicker trova pure il modo di beffarlo con il sesto punto, prima che la sostituzione abbia luogo. La mossa, più che scuotere l’ambiente, rappresenta il classico lancio della spugna dall’angolo del ring di un pugile suonato, che cerca di raggiungere il gong finale senza subire ulteriori colpi. Anche il Lugano se ne accorge e, conscio del fatto di dover nuovamente scendere sul ghiaccio sabato sera contro il Losanna, riduce il resto dell’incontro a semplice formalità.  

 

Davos – Lugano 2:6 (0:1;1:3;1:2)

 

Reti: 2’26 Hirschi (Metropolit) 0:1; 20’29 Lingren (Paulsson, in 4c5! esp. Forster) 1:1; 26’35 Kostner (Micflicker) 1:2; 33’07 Walsky (Heikkinen, in 4c4, esp. Simion, Grossmann) 1:3; 33’55 Micflicker (McLean, in 5c4, esp. Grossmann) 1:4; 41’48 Hoffmann (Sieber) 2:4; 45’21 Fazzini (Kienzle) 2:5; 48’35 Micflicker 2:6

 

Davos: Noronen (49’ Schwendener); Rizzi, Forster, Bürgler, Ambühl, D. Wieser; Back, Koistinen, Hoffmann, Lindgren, Paulsson; J.von Arx, Grossmann, Ryser, R.von Arx, Profico; Schneeberger, Guerra, Corvi, S. Walser, Sieber.

 

Lugano: Merzlikins; Hirschi, Kparghai, Simion, Sannitz, Balmelli; Ulmer, Schlumpf, Kostner, McLean, Micflicker; Heikkinen, Kienzle, Walsky, Walker, Fazzini; Dal Pian, Metropolit, Reuille.

 

Note: Vaillant Arena, 5231 spettatori. Arbitri: Boman (Fin)-Reiber; Bürgi/Wüst. Penalità: 6x2’ Davos; 3x2’ Lugano. Davos senza Genoni, Schommer, Sciaroni, Guggisberg (feriti), O’ Connor (sovr.). Lugano privo di Rüfenacht, J. Vauclair, B. Murray, Conne, Fritsche (infortunati). Davos privato dal 4’ di Koistinen (ferimento alla spalla), dal 23’ di Paulsson (inf. Alla mano). Asta: 28’ Micflicker.