21 novembre 2013

HOCKEY GHIACCIO: IL LUGANO VINCE A ZUGO

 

MC LEAN, IL DIRETTORE D’ORCHESTRA

 

 

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Il Lugano riprende la propria velocità di crociera in trasferta e, dopo essersi imposto nel derby della Valascia, espugna con pieno merito anche la Bossard Arena di Zugo, pista dalla quale era uscito solamente sette giorni or sono, battuto nel tempo supplementare. Il successo contro una diretta antagonista nella lotta per allontanarsi dalle zone basse della classifica tonifica una formazione apparsa lungo tutto l’arco del confronto superiore al proprio avversario, capace di mantenersi in equilibrio al punteggio solo nei primi due terzi della partita.

L’infermeria bianconera rimasta per lungo tempo iperattiva, comincia a svuotarsi e Fischer se ne rallegra, modificando, a giusta ragione, il proprio schieramento, rispetto alle ultime (convincenti) esibizioni. Merzlikins si guadagna nuovamente la fiducia del proprio tecnico, che recupera oltre al proprio capitano Hirschi, alcune pedine di valore in attacco. Si rivede  lo sfortunatissimo Brady Murray, al fianco di Sannitz e Pettersson, rientra pure Fritsche al fianco di Reuille e Dal Pian, mentre Rüfenacht viene utilizzato a scartamento ridotto nei primi due terzi, prima di giocare in continuità nel periodo conclusivo. Sacrificati sull’altare della guarigione degli assenti di lungo corso figurano i giovani Balmelli e Fazzini, nonché Metropolit, con Dal Pian e Simion confermati tra i titolari. Lo Zugo, in crisi di risultati dall’inizio del torneo, si accorge ben presto di avere a che fare con una pantera graffiata nell’orgoglio da quella  ingiusta sconfitta maturata all’overtime di settimana scorsa e subisce un assedio, degno dei migliori assalti alla diligenza di un film western. Logica, quindi, la prima capitolazione di Kilpelainen, trafitto da Micflicker, quando l’orologio della pista non ha ancora raggiunto metà del primo periodo. La blanda reazione dei padroni di casa s’infrange contro l’ottimo dispositivo difensivo dei bianconeri, parecchio sfortunati in occasione del pareggio ottenuto da Bertaggia, grazie ad una deviazione di pattino, ritenuta dagli arbitri involontaria.

Nel periodo centrale la musica non cambia con un unico direttore d’orchestra a suonare a memoria un incantevole spartito. McLean, impiegato a tutta pista e quasi perennemente presente sul ghiaccio, alza la propria bacchetta (pardon: il proprio bastone) per indicare ai suoi compagni di squadra le note della marcia trionfale. Ulmer, con un tiro dalla blù rimette il campanile al centro del villaggio, con il secondo vantaggio ospite, prima che Hirschi, a colpo sicuro, veda la sua conclusione infrangersi sui ferri della traversa, con Kilpelainen a cercare sul ghiaccio margherite e tulipani. Poi, però, pochi istanti prima della seconda sirena arriva l’immancabile stecca. Kostner non riesce a controllare un disco ballerino all’entrata del proprio settore difensivo. Holden ne approfitta per trovare il pareggio, con l’involontaria complicità di Heikkinen, gettatosi sulla traiettoria del disco, rendendo vano l’intervento di Merzlikins.

Rientrati sul ghiaccio con il giusto sacro furore agonistico, le pantere bianconere mettono subito in chiaro i loro intendimenti ai furiosi torelli, con Kostner che coglie l’attimo di un brillante suggerimento dell’onnipresente McLean per farsi perdonare la leggerezza difensiva di fine secondo periodo. Sulle ali dell’entusiasmo, l’orchestra bianconera continua a suonare il proprio spartito, deliziando i propri tifosi, accorsi in massa da ogni regione della Svizzera. L’occasione per chiudere il confronto in gloria, giunge dalla terza superiorità numerica a propria disposizione, quando dopo un minuto nel terzo difensivo locale, il disco gira a velocità vertiginosa sulle bacchette del quintetto ospite, con McLean, su servizio di Petterrson, in grado di sigillare una prestazione personale davvero eccelsa, con il quarto punto ospite.

Per onorare il contratto si devono ancora giocare una decina di minuti, ma il più è ormai largamente fatto. Nel concitato finale, il tempo morto e l’uomo di movimento in più sul ghiaccio, con Kilpelainen in panchina, non modificano di una virgola quanto prodotto dagli ospiti, che si confermano quale migliore squadra da trasferta dell’intero campionato.

 

Zugo – Lugano 2:4 (1:1;1:1;0:2)

 

Reti: 7’24 Micflicker 0:1; 14’04 Bertaggia (Lüthi) 1:1; 25’31 Ulmer  (Micflicker) 1:2; 39’15 Holden (Suri) 2:2; 43’01 Kostner (McLean) 2:3; 47’34 McLean (Pettersson, in 5c4, esp. Suri) 2:4

 

Zugo: Kilpelainen; Chiesa, P. Fischer, Casutt, Holden, Suri; Alatalo, Hutchinson, Bertaggia, Martschini, Schnyder; Lüthi, Schmuckli, Christen, Earl, Sutter;  Schefer; Diem, Lammer, Lindemann

 

Lugano: Merzlikins; Hirschi, Kparghai, Kostner, McLean, Mickflicker; Ulmer, Kienzle, Petterson, Sannitz, Murray; Heikkinen, Schlumpf, Simion, Walker, Walsky; Blatter; Dal Pian, Fritsche, Reuille, Rüfenacht.

 

Note: Bossard Arena, 5937 spettatori. Arbitri: Brüggmann (Ger.)-Stricker; Wüst/Zosso. Penalità: 4x2’ Zugo; 3x2’ Lugano. Zugo privo di Ramholt, Erni, Dunner (infortunati), Schremp (sovr.).  Lugano senza Metropolit, Fazzini (sovr.), Conne, Vauclair (feriti). Palo: 27’ Hirschi. 58’36 time-out Zugo, senza portiere sino al 60’.