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Il Lugano riprende la propria velocità di crociera in trasferta
e, dopo essersi imposto nel derby della Valascia, espugna con
pieno merito anche la Bossard Arena di Zugo, pista dalla quale
era uscito solamente sette giorni or sono, battuto nel tempo
supplementare. Il successo contro una diretta antagonista nella
lotta per allontanarsi dalle zone basse della classifica
tonifica una formazione apparsa lungo tutto l’arco del confronto
superiore al proprio avversario, capace di mantenersi in
equilibrio al punteggio solo nei primi due terzi della partita.
L’infermeria bianconera rimasta per lungo tempo iperattiva,
comincia a svuotarsi e Fischer se ne rallegra, modificando, a
giusta ragione, il proprio schieramento, rispetto alle ultime
(convincenti) esibizioni. Merzlikins si guadagna nuovamente la
fiducia del proprio tecnico, che recupera oltre al proprio
capitano Hirschi, alcune pedine di valore in attacco. Si rivede
lo sfortunatissimo Brady Murray, al fianco di Sannitz e
Pettersson, rientra pure Fritsche al fianco di Reuille e Dal
Pian, mentre Rüfenacht viene utilizzato a scartamento ridotto
nei primi due terzi, prima di giocare in continuità nel periodo
conclusivo. Sacrificati sull’altare della guarigione degli
assenti di lungo corso figurano i giovani Balmelli e Fazzini,
nonché Metropolit, con Dal Pian e Simion confermati tra i
titolari. Lo Zugo, in crisi di risultati dall’inizio del torneo,
si accorge ben presto di avere a che fare con una pantera
graffiata nell’orgoglio da quella ingiusta sconfitta maturata
all’overtime di settimana scorsa e subisce un assedio, degno dei
migliori assalti alla diligenza di un film western. Logica,
quindi, la prima capitolazione di Kilpelainen, trafitto da
Micflicker, quando l’orologio della pista non ha ancora
raggiunto metà del primo periodo. La blanda reazione dei padroni
di casa s’infrange contro l’ottimo dispositivo difensivo dei
bianconeri, parecchio sfortunati in occasione del pareggio
ottenuto da Bertaggia, grazie ad una deviazione di pattino,
ritenuta dagli arbitri involontaria.
Nel periodo centrale la musica non cambia con un unico direttore
d’orchestra a suonare a memoria un incantevole spartito. McLean,
impiegato a tutta pista e quasi perennemente presente sul
ghiaccio, alza la propria bacchetta (pardon: il proprio bastone)
per indicare ai suoi compagni di squadra le note della marcia
trionfale. Ulmer, con un tiro dalla blù rimette il campanile al
centro del villaggio, con il secondo vantaggio ospite, prima che
Hirschi, a colpo sicuro, veda la sua conclusione infrangersi sui
ferri della traversa, con Kilpelainen a cercare sul ghiaccio
margherite e tulipani. Poi, però, pochi istanti prima della
seconda sirena arriva l’immancabile stecca. Kostner non riesce a
controllare un disco ballerino all’entrata del proprio settore
difensivo. Holden ne approfitta per trovare il pareggio, con
l’involontaria complicità di Heikkinen, gettatosi sulla
traiettoria del disco, rendendo vano l’intervento di Merzlikins.
Rientrati sul ghiaccio con il giusto sacro furore agonistico, le
pantere bianconere mettono subito in chiaro i loro intendimenti
ai furiosi torelli, con Kostner che coglie l’attimo di un
brillante suggerimento dell’onnipresente McLean per farsi
perdonare la leggerezza difensiva di fine secondo periodo. Sulle
ali dell’entusiasmo, l’orchestra bianconera continua a suonare
il proprio spartito, deliziando i propri tifosi, accorsi in
massa da ogni regione della Svizzera. L’occasione per chiudere
il confronto in gloria, giunge dalla terza superiorità numerica
a propria disposizione, quando dopo un minuto nel terzo
difensivo locale, il disco gira a velocità vertiginosa sulle
bacchette del quintetto ospite, con McLean, su servizio di
Petterrson, in grado di sigillare una prestazione personale
davvero eccelsa, con il quarto punto ospite.
Per onorare il contratto si devono ancora giocare una decina di
minuti, ma il più è ormai largamente fatto. Nel concitato
finale, il tempo morto e l’uomo di movimento in più sul
ghiaccio, con Kilpelainen in panchina, non modificano di una
virgola quanto prodotto dagli ospiti, che si confermano quale
migliore squadra da trasferta dell’intero campionato.
Zugo – Lugano 2:4 (1:1;1:1;0:2)
Reti: 7’24 Micflicker 0:1; 14’04 Bertaggia (Lüthi) 1:1; 25’31
Ulmer (Micflicker) 1:2; 39’15 Holden (Suri) 2:2; 43’01 Kostner
(McLean) 2:3; 47’34 McLean (Pettersson, in 5c4, esp. Suri) 2:4
Zugo: Kilpelainen; Chiesa, P. Fischer, Casutt, Holden, Suri;
Alatalo, Hutchinson, Bertaggia, Martschini, Schnyder; Lüthi,
Schmuckli, Christen, Earl, Sutter; Schefer; Diem, Lammer,
Lindemann
Lugano: Merzlikins; Hirschi, Kparghai, Kostner, McLean,
Mickflicker; Ulmer, Kienzle, Petterson, Sannitz, Murray;
Heikkinen, Schlumpf, Simion, Walker, Walsky; Blatter; Dal Pian,
Fritsche, Reuille, Rüfenacht.
Note: Bossard Arena, 5937 spettatori. Arbitri: Brüggmann (Ger.)-Stricker;
Wüst/Zosso. Penalità: 4x2’ Zugo; 3x2’ Lugano. Zugo privo di
Ramholt, Erni, Dunner (infortunati), Schremp (sovr.). Lugano
senza Metropolit, Fazzini (sovr.), Conne, Vauclair (feriti).
Palo: 27’ Hirschi. 58’36 time-out Zugo, senza portiere sino al
60’. |