|
Dopo quattro successi consecutivi, il Lugano si ferma
bruscamente al cospetto di uno Zurigo più cinico che bello, al
termine di un confronto giocato a viso aperto dalle due
contendenti, capaci di offrire alla folta platea della Resega,
con largo anticipo sul calendario, un chiaro antipasto degli
incontri per i giochi che contano.
Preceduta dall’annunciato scambio di giocatori Fritsche – Maurer,
non presenti sul foglio di partita e neppure in pista per
evidenti motivi legati ai tempi di trasferimento, l’incontro tra
due squadre, la cui storica rivalità si perde nella notte dei
tempi, inizia nel peggior modo per i bianconeri, costretti ad
inseguire il proprio avversario sin dalle prime battute di gara.
Lo Zurigo, passa subito a condurre le danze, con una rete messa
a segno da quella vecchia volpe dell’hockey svizzero, che
risponde al nome di Seger. Il difensore internazionale sorprende
il rientrante Merzlikins con uno slap e permette alla propria
squadra, reduce dai successi ottenuti contro Rapperswil e Davos,
ma a riposo da un’intera settimana, di giocare sul velluto tutta
la prima parte della contesa. La reazione dei bianconeri,
s’infrange contro il portiere Flüeler, al suo rientro in squadra
dopo l’infortunio patito in occasione dei preparativi della
Deutschland Cup, anche nei due momenti giocati in superiorità
numerica.
Sotto di una lunghezza, nel periodo centrale il Lugano prova a
riequilibrare il punteggio, ma Lo Zurigo mette in mostra una
solidità difensiva non indifferente. Nonostante il ritmo non
elevato delle operazioni delle due squadre l’incontro assume di
minuto in minuto i connotati di una classica partita in stile
playoffs, durante la quale, solitamente, la differenza vie fatta
dai dettagli. Non a caso, lo Zurigo mette a segno il “game
winning goal” a cavallo di metà contesa, quando il Lugano perde
nel breve volgere di un minuto Ulmer e Merzlikins e si trova
costretto a giocare in doppia inferiorità. Gli ospiti non si
fanno pregare più di tanto. Una sfortunata deviazione di pattino
di capitan Hirschi mette sul bastone di Roman Wick il disco per
il raddoppio, in grado di annebbiare ulteriormente le idee dei
padroni di casa, incapaci di tornare in partita subito dopo,
quando Cunti si fa mandare sulla panchina dei cattivi per uno
sgambetto. Anche nel periodo conclusivo, giocato in prevalenza
dalle parti di uno strepitoso Flüeler, i ragazzi di Fischer non
riescono a segnare con l’uomo in più sul ghiaccio per due volte.
La sfortuna nega a Kostner il diritto di riaprire la contesa, a
cinque minuti dal termine, con il palo che respinge la sua
conclusione a portiere fuori causa. Per il pubblico non si
tratta dell’ultima emozione, perché nel finale giocato senza
portiere, il Lugano prova ancora a dire la sua, anche se lo
Zurigo, privato di Cunti per una disciplinare di partita, regge
senza troppi patemi d’animo il disperato assalto dei padroni di
casa. |