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Il Lugano, con non poca fatica, ma con pieno merito, frutto di
disciplina collettiva degna di nota, ricomincia da dove si era
fermato una decina di giorni or sono, conquistando il successo
pieno, con il minimo degli scarti rispetto al suo antagonista di
giornata, che si arrende con l’onore delle armi.
Al ritorno sul luogo del reato, com’era logico attendersi, lo
Zugo ed Holden, nonostante l’atmosfera natalizia, non ricevono
il benvenuto che solitamente spetta agli ospiti. Sonori fischi
prendono il posto dei soliti applausi, mentre sul ghiaccio si
presenta un solo arbitro principale, in seguito ad un infortunio
di uno dei giudici di linea. Il Lugano inizia però il confronto
nel peggiore dei modi, balbettando un hockey indecoroso, privo
di convinzione, che permette allo Zugo di farsi pericoloso dalle
parti di Manzato. Ritrovato il secondo arbitro, al suo esordio
in carriera, dopo cinque minuti di gioco inguardabile sui due
fronti, la prima superiorità numerica convince Fischer a
chiamare il tempo morto, per riordinare le idee ai suoi
giocatori. La mossa, seppure prematura, ha il suo istantaneo
effetto, grazie all’abile regia di Kostner, in grado di offrire
a McLean il disco per il primo vantaggio locale della serata. Il
punto del suo uomo-chiave rinvigorisce il gioco dei padroni di
casa, vicini in più occasioni al raddoppio, anche se poco
fortunati e concreti dalle parti di Kilpelainen, facilitato nel
suo compito difensivo.
All’inizio del periodo centrale, Heikkinen si ricorda che Babbo
Natale è originario del suo Paese ed in superiorità numerica,
espulso Earl, confeziona un’autentica strenna per l’incredulo
Suri, servendogli su di un piatto d’argento il disco per battere
Manzato. Il pareggio mette le ali agli ospiti e spegne l’ardore
agonistico di un Lugano, incapace di reagire, ma in grado di
restare in partita grazie ad un reparto arretrato intrattabile,
con Maurer e Kparghai, autori di una prestazione encomiabile.
Nel periodo conclusivo, Reuille con un’iniziativa personale
sorprende tutta la difesa dello Zugo e supera in doppia battuta
il portiere Kilpelainen. Si tratta del classico “game-winning
goal”, anche se manca ancora molto tempo alla terza sirena. Lo
Zugo ci prova, ma va a cozzare contro una disciplina difensiva
non indifferente, capace di reggere sino al concitato finale,
quando richiamato il portiere e dettati gli schemi in un tempo
morto, lo Zugo prova l’impossibile, per obbligare il Lugano all’overtime.
Non succede però nulla di particolare e Manzato non corre grossi
pericoli, perché degnamente coperto. Il Lugano mette sotto
l’albero altri tre importantissimi punti e chiude l’anno solare
al quarto posto in classifica in coabitazione con Davos e Kloten.
Per Fischer ed i suoi tifosi davvero un bel regalo di Natale.
Lugano – Zugo 2:1 (1:0;0:1;1:0)
Reti: 6’38 McLean (Kostner, in 5c4,esp. Lüthi) 1:0; 22’30 Suri
(in 4c5! esp. Earl) 1:1; 43’20 Reuille (Kostner) 2:1
Lugano: Manzato; Kparghai, Heikkinen, Reuille, McLean, Kostner;
Vauclair, Blatter, Rüfenacht, Metropolit, Walker; Maurer,
Kienzle, Walsky, Murray, Pettersson; Romanenghi, Sannitz, Dal
Pian
Zugo: Kilpelainen; Ramholt, Chiesa, Casutt, Holden, Suri;
Alatalo, Hutchinson, Bertaggia, Earl, Martschini; Erni, Fischer,
Lindemann, Sutter, Schnyder; Lüthi, Christen, Diem, Lammer
Note: Resega, 5535 spettatori. Arbitri: Mollard-Reiber;
Ambrosetti/Zosso. Penalità: 5x2’ Lugano; 6x2’ +1x10’ (Chiesa)
Zugo. Lugano senza Hirschi, Conne, (feriti),Ulmer, Schlumpf
(malati); Merzlikins, Balmelli, Simion, Fazzini (nazionale U20),
Micflicker (sovr.). Zugo privo di Schmuckli, Lanzarotti, Blaser
(infortunati); Schremp (sovr.). Time-out: 6’04 Lugano; 58’45
Zugo, senza portiere dal 59’01 al 60’.
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