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Un rigore da cineteca, realizzato nei tiri di precisione, dallo
svedese campione del mondo Pettersson, ha permesso al Lugano di
iniziare il nuovo anno con un successo esterno, sulle sempre
difficile pista di Malley, dove la neopromossa Losanna ha dato
nuovamente saggio della propria combattività interna,
costringendo i bianconeri a sudarsi un successo meritato, perché
conquistato con la giusta determinazione agonistica.
La decina di giorni di pausa, imposta dal calendario, aveva
aumentato l’attesa di uno scontro sempre più importante per due
contendenti, costrette per ironia della sorte e necessità di
classifica ad un doppio impegno reciproco destinato a lasciare
il segno sul morale del gruppo. Non a caso, nei dintorni della
patinoire de Malley l’atmosfera si era fatta incandescente già
qualche ora prima del fischio d’inizio. Poi, in una vera e
propria bolgia, le due squadre scese sul ghiaccio si erano
affrontate a viso aperto, con i vodesi vicinissimi al punto di
apertura con Genoway, al primo affondo, negato solo dal ferro
del palo della porta difesa da Manzato. Il Lugano, avvertito il
campanello d’allarme e fermamente deciso a non ripetere gli
stessi errori della precedente partita, persa maldestramente
sullo stesso ghiaccio all’inizio di dicembre, riusciva subito
nell’impresa di rimettere il campanile al centro del villaggio,
obbligando Huet e compagni a non scoprirsi. L’equilibrio al
punteggio era destinato a non rimanere a lungo tale, visti i
continui capovolgimenti di fronte. Il Lugano, sornione, stava
aspettando il momento buono per colpire ed approfittando di un
disco perso da Gobbi all’entrata del settore difensivo
bianconero, Fazzini, prontamente recuperato dallo “scarto” della
Nazionale U20, s’involava da par suo con un “coast to coast”
d’antologia, per andare a battere magistralmente Huet, poco
sopra l’angolino basso alla destra del portierone francese,
naturalizzato svizzero. La reazione vodese non si faceva
attendere, ma per pareggiare le sorti del confronto, poco prima
della pausa, ci voleva un maldestro fallo difensivo, non
ravvisato dal tandem arbitrale Massy-Kurman, in grado di mettere
i padroni di casa di giungere davanti a Manzato con un tre
contro due che non lasciava vie di scampo al portiere luganese.
Nel periodo centrale non succedeva nulla di trascendentale. Per
accrescere d’intensità l’incontro si nutriva del protagonismo
arbitrale, con penalità inopportune (solo sul fronte ospite) e
(in)decisioni al limite del comprensibile. Il Lugano, superava
indenne mezzo minuto di doppia inferiorità numerica, riuscendo a
contenere l’offensiva della squadra locale, anche grazie ad
alcuni strepitosi interventi del proprio estremo difensore,
apparso in serata di grazia.
Rotti gli indugi, nel terzo tempo il Lugano si affacciava più
spesso dalle parti di Huet, nel tentativo di risolvere a proprio
favore la contesa. Una geniale invenzione di Rüfenacht, con un
“back-hand” di rara potenza, sembrava favorirlo nel suo intento,
ma una distrazione difensiva, permetteva Gobbi, con un
illuminante diagonale di pescare libero il compagno Déruns, per
il meritato pareggio. L’inutile tempo supplementare, con il
Lugano maggiormente vicino al colpo risolutore, non riusciva a
dividere le due compagini, mentre nella prima serie di rigori,
Fazzini batteva nuovamente e magistralmente l’esperto Huet, per
il terzo vantaggio bianconero di serata, pareggiato con fortuna
da Genazzi. Per decidere l’incontro mancavano solo i tiri di
Pettersson da una parte e Setzinger dall’altra. I fischi dei
supporters vodesi non infastidivano il campione del mondo
svedese, capace di inscenare con rapidità stratosferica una
doppia, identica, finta in grado di mettere fuori causa il
cerbero locale. Setzinger, invece, sotto il peso della
responsabilità, vedeva il disco finire a lato della porta di
Manzato. Per il Lugano due punti di capitale importanza, a
salvaguardia del quarto posto, in attesa dell’imminente
rivincita, in programma sabato sera alla Resega.
Losanna – Lugano 2:3 d.r. (1:1;0:0;1:1;0:0)
Reti: 12’31 Fazzini (Heikkinen) 0:1; 18’38 Stalder (Genoway)
1:1; 48’49 Rüfenacht 1:2; 51’47 Déruns (Gobbi) 2:2; 65’
Pettersson (rigore) 2:3
Losanna: Huet; Leeger, Gobbi, Bang, Hytönen, Bürki; Lardi, J.
Fischer, Setzinger, Genoway, Conz; Genazzi, Seydoux, Déruns,
Froidevaux, C. Neuenschwanden; Stalder; Savary, Augsburger, B.
Antonietti.
Lugano: Manzato; J. Vauclair, Schlumpf, Micflicker, McLean,
Kostner; Kienzle, Heikkinen, Dal Pian, B. Murray, Pettersson;
Maurer, Ulmer, Rüfenacht, Walker, Walsky; Blatter, Romanenghi,
Reuille, Sannitz, Fazzini.
Note: Malley, 6914 spettatori. Arbitri: Kurmann-Massy. Abegglen/Mauron.
Penalità: 2x2’ Losanna; 5x2’ Lugano. Losanna privo di Morant
(ferito), Fleury (non qual.); Lugano senza Kparghai, Hirschi,
Conne (infortunati). Metropolit (sovr.); Simion (Naz.U20). Palo:
0’34 Genoway. 58’34 time-out Lugano. |