02 gennaio 2014

HOCKEY GHIACCIO: IL LUGANO VINCE A MALLEY

 

SUCCESSO ESTERNO DI RIGORE

 

 

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Un rigore da cineteca, realizzato nei tiri di precisione, dallo svedese campione del mondo Pettersson, ha permesso al Lugano di iniziare il nuovo anno con un successo esterno, sulle sempre difficile pista di Malley, dove la neopromossa Losanna ha dato nuovamente saggio della propria combattività interna, costringendo i bianconeri a sudarsi un successo meritato, perché conquistato con la giusta determinazione agonistica.

La decina di giorni di pausa, imposta dal calendario, aveva aumentato l’attesa di uno scontro sempre più importante per due contendenti, costrette per ironia della sorte e necessità di classifica ad un doppio impegno reciproco destinato a lasciare il segno sul morale del gruppo. Non a caso, nei dintorni della patinoire de Malley l’atmosfera si era fatta incandescente già qualche ora prima del fischio d’inizio. Poi, in una vera e propria bolgia, le due squadre scese sul ghiaccio si erano affrontate a viso aperto, con i vodesi vicinissimi al punto di apertura con Genoway, al primo affondo, negato solo dal ferro del palo della porta difesa da Manzato. Il Lugano, avvertito il campanello d’allarme e fermamente deciso a non ripetere gli stessi errori della precedente partita, persa maldestramente sullo stesso ghiaccio all’inizio di dicembre, riusciva subito nell’impresa di rimettere il campanile al centro del villaggio, obbligando Huet e compagni a non scoprirsi. L’equilibrio al punteggio era destinato a non rimanere a lungo tale, visti i continui capovolgimenti di fronte. Il Lugano, sornione, stava aspettando il momento buono per colpire ed approfittando di un disco perso da Gobbi all’entrata del settore difensivo bianconero, Fazzini, prontamente recuperato dallo “scarto” della Nazionale U20, s’involava da par suo con un “coast to coast” d’antologia, per andare a battere magistralmente Huet, poco sopra l’angolino basso alla destra del portierone francese, naturalizzato svizzero. La reazione vodese non si faceva attendere, ma per pareggiare le sorti del confronto, poco prima della pausa, ci voleva un maldestro fallo difensivo, non ravvisato dal tandem arbitrale Massy-Kurman, in grado di mettere i padroni di casa di giungere davanti a Manzato con un tre contro due che non lasciava vie di scampo al portiere luganese.

Nel periodo centrale non succedeva nulla di trascendentale. Per accrescere d’intensità l’incontro si nutriva del protagonismo arbitrale, con penalità inopportune (solo sul fronte ospite) e (in)decisioni al limite del comprensibile. Il Lugano, superava indenne mezzo minuto di doppia inferiorità numerica, riuscendo a contenere l’offensiva della squadra locale, anche grazie ad alcuni strepitosi interventi del proprio estremo difensore, apparso in serata di grazia.

Rotti gli indugi, nel terzo tempo il Lugano si affacciava più spesso dalle parti di Huet, nel tentativo di risolvere a proprio favore la contesa. Una geniale invenzione di Rüfenacht, con un “back-hand” di rara potenza, sembrava favorirlo nel suo intento, ma una distrazione difensiva, permetteva  Gobbi, con un illuminante diagonale di pescare libero il compagno Déruns, per il meritato pareggio. L’inutile tempo supplementare, con il Lugano maggiormente vicino al colpo risolutore, non riusciva a dividere le due compagini, mentre nella prima serie di rigori, Fazzini batteva nuovamente e magistralmente l’esperto Huet, per il terzo vantaggio bianconero di serata, pareggiato con fortuna da Genazzi. Per decidere l’incontro mancavano solo i tiri di Pettersson da una parte e Setzinger dall’altra. I fischi dei supporters vodesi non infastidivano il campione del mondo svedese, capace di inscenare con rapidità stratosferica una doppia, identica, finta in grado di mettere fuori causa il cerbero locale. Setzinger, invece, sotto il peso della responsabilità, vedeva il disco finire a lato della porta di Manzato. Per il Lugano due punti di capitale importanza, a salvaguardia del quarto posto, in attesa dell’imminente rivincita, in programma sabato sera alla Resega.

 

Losanna – Lugano 2:3 d.r. (1:1;0:0;1:1;0:0)

Reti: 12’31 Fazzini (Heikkinen) 0:1; 18’38 Stalder (Genoway) 1:1; 48’49 Rüfenacht 1:2; 51’47 Déruns (Gobbi) 2:2; 65’ Pettersson (rigore) 2:3

 

Losanna: Huet; Leeger, Gobbi, Bang, Hytönen, Bürki; Lardi, J. Fischer, Setzinger, Genoway, Conz; Genazzi, Seydoux, Déruns, Froidevaux, C. Neuenschwanden; Stalder; Savary, Augsburger, B. Antonietti.

 

Lugano: Manzato; J. Vauclair, Schlumpf, Micflicker, McLean, Kostner; Kienzle, Heikkinen, Dal Pian, B. Murray, Pettersson; Maurer, Ulmer, Rüfenacht, Walker, Walsky; Blatter, Romanenghi, Reuille, Sannitz, Fazzini.

 

Note: Malley, 6914 spettatori. Arbitri: Kurmann-Massy. Abegglen/Mauron. Penalità: 2x2’ Losanna; 5x2’ Lugano. Losanna privo di Morant (ferito), Fleury (non qual.); Lugano senza Kparghai, Hirschi, Conne (infortunati). Metropolit (sovr.); Simion (Naz.U20). Palo: 0’34 Genoway. 58’34 time-out Lugano.