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Il quinto atto delle sfide tra luganesi e neopromossi va agli
archivi con il chiaro e meritato successo dei bianconeri, capaci
di attendere i momenti migliori per volgere a proprio vantaggio
l’equilibrata sfida tra le due migliori difese del campionato.
I giochi che contano sembrano ancora lontani anni luce (più di
due mesi, per l’esattezza) ma le bizzarrie di questo inedito
calendario rendono gli incontri di questa fine settimana di
inizio anno molto simili a quegli scontri ravvicinati. L’aria di
rivincita della partita di Malley non condiziona l’operato di
Patrick Fischer, che rinuncia ad Heikkinen e Manzato, autori di
una buona prestazione in terra vodese, per (ri)dare fiducia al
portiere Merzlikins ed al centro canadese Metropolit, schierato
in linea con il fido Rüfenacht e Walsky, mentre usa Walker in
qualità di Jolly, per farlo giostrare a turno nel terzetto
offensivo diretto da Murray e Pettersson. Il Losanna dal canto
suo recupera il difensore Morant, fresco di contratto biennale
con lo Zugo ed il figliol prodigo Primeau, ma si presenta alla
Resega con i panni dell’operaio deciso a giocarsi sino in fondo
il proprio possibile ingaggio tra le otto elette di fine
stagione. Tra le due migliori difese del torneo, la partita, nel
primo tempo non offre grandi emozioni. Il Lugano, secondo
copione, detta i ritmi della contesa, mentre gli ospiti chiudono
bene i varchi in retrovia, mettendo in bella mostra le qualità
del proprio estremo difensore. Il gioco, corretto su ambo i
fronti, scorre via assai veloce con il giusto equilibrio a non
mutare il risultato ad occhiali.
Nel periodo centrale, carburato a giusta misura il proprio
motore, il Lugano sale decisamente in cattedra, ma la classe
cristallina di Huet, unita a quel pizzico di fortuna che aiuta
gli audaci, impedisce ai bianconeri di mettere a segno la
centesima rete di questa stagione. Anche nell’unica situazione
con l’uomo in più, la porta vodese sembra stregata. Per rompere
l’incantesimo occorre un bastone magico. Lo trova e lo usa,
guarda caso, qualche istante prima della seconda sirena
l’uomo-chiave dei bianconeri McLean (nella foto), capace
d’inventarsi una serpentina dalle parti di Huet, prima di
insaccare la spettacolare rete numero 100. Trenta secondi dopo,
il palo nega a Sannitz il raddoppio, costringendo giocatori e
platea ad un terzo tempo ancor più interessante dei due che
l’hanno preceduto.
Una rete di vantaggio nell’hockey rappresenta un esiguo
vantaggio, sul quale non ci si può cullare, soprattutto quando
devi giocare ancora un’intera frazione di partita. Lo sa bene il
Losanna, che rientra sul ghiaccio con bella determinazione, ma
lo sa pure il Lugano, che nel gioco difensivo, diretto in
allenamento da Andersson, ha trovato uno dei migliori argomenti
tecnici della stagione. Savary riesce ad equilibrare il
risultato, con uno spunto degno di nota, sul quale Merzlikins
appare impotente. All’orizzonte sembra stagliarsi la sagoma di
un nuovo overtime, ma la grinta e la determinazione dei padroni
di casa lo scaccia subito, realizzando il “game-winning goal”
nella terza opportunità con l’uomo in più grazie a Rüfenacht. Il
Losanna, alle strette, toglie Huet (migliore uomo in pista) nel
minuto finale, permettendo a Pettersson di chiudere l’incontro
con il terzo punto a sigillare un meritato, quanto sudato,
successo.
Lugano – Losanna 3:1 (0:0;1:0;2:1)
Reti: 35’40 McLean (Metropolit) 1:0; 50’16 Savary 1:1; 53’13
Rüfenacht (Vauclair, in 5c4, esp. Setzinger) 2:1; 59’03
Pettersson (a porta vuota) 3:1
Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, Rüfenacht, Metropolit,
Walsky; Maurer, Kienzle, Mickflicker, McLean, Kostner; Blatter,
Schlumpf, Dal Pian, Murray, Pettersson; Reuille, Sannitz, Dal
Pian; Walker;
Losanna: Huet; Leeger, Gobbi, B. Antonietti, Hytönen, S.
Fischer; Lardi, J. Fischer, Setzinger, Genoway, Conz; Stalder,
Genazzi, Déruns, Froidevaux, Neuenschwanden; Seydoux, Morant,
Savary, Augsburger, Primeau
Note: Resega, 4822 spettatori. Arbitri: Reiber-Prugger. Espinoza/Kohler.
Penalità: 3x2’ Lugano; 3x2’ Losanna. Lugano senza Hirschi,
Kparghai, Conne (feriti), Heikkinen (sovr.), Simion a riposo
dopo mondiali U20. Losanna privo di Bang, Bürki, Eigenmann,
Reist (infortunati). Palo: 36’10 Sannitz. |