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Tre reti nel periodo conclusivo ed una meravigliosa tripletta,
messa a segno da giocatori ticinesi, cresciuti nel vivaio
locale, riportano il sorriso ed il successo alla Resega, contro
un avversario che a dispetto della sua graduatoria riesce a
restare partita per oltre quaranta minuti, prima di cedere,
secondo logica, al dirompente strapotere dei padroni di casa.
Per verificare quanto abbia lasciato il segno una sconfitta
clamorosa e memorabile, come quella subita pochi giorni or sono
contro la capolista, il Lugano trova sulla propria strada quel
Rapperswil fanalino di coda del torneo, seppure in netto
progresso di rendimento nelle ultime giornate. Un avversario da
non sottovalutare e pure un bel banco di prova per convalidare i
possibili teoremi post Lions. Fuori l’infortunato Kostner,
Fischer rivoluziona nuovamente il proprio schieramento,
lasciando a forzato riposo Micflicker, con Metropolit inserito
al fianco di Pettersson, senza il fido Rüfenacht, rimasto a fare
da ottimale spalla alla coppia Walsky-Walker.
Per una decina di minuti i bianconeri giocano un buon hockey,
con spettacolari trame offensive, senza trovare il giusto
premio. Neppure la prima superioritä schioda il risultato ad
occhiali, mentre una occasionale combinazione Dal Pian-Walsky
riesce a mettere fuori causa il portiere Punnenovs, per il
vantaggio, di breve durata, dei padroni di casa. Passano pochi
istanti e per un’altrettanta fortunata combinazione, i
sanggallesi ottengono la rete del pareggio, grazie a Nodari,
capace e fortunato nel deviare un tiro senza troppe pretese di
Thibaudeau. Il nervosismo che ne consegue, annebbia le idee dei
ragazzi di Fischer anche nel periodo centrale, durante il quale
non riescono neppure ad impensierire gli ospiti, giocando per
due minuti in doppia superiorità numerica. Tuttavia, quando non
riesci a concretizzare situazioni apparentemente facili, ecco
che la fortuna aiuta gli audaci e con la premiata coppia di
giovani del vivaio Simion-Fazzini, il Lugano passa con merito a
condurre le danze non appena superata la boa di metà partita. Il
Rapperswil non demorde e, fresco di una condizione psico-disica
degna dei combattenti di razza, mette alle strette i padroni di
casa, in grado di chiudere il secondo tempo con il minimo
vantaggio.
Al rientro sul ghiaccio, catechizzati a dovere negli spogliatoi,
i bianconeri imprimono al confronto l’accelerazione che il
pubblico si attende in partite di questo spessore mentale. Dal
Pian (tra i migliori in pista) scuote immediatamente la rete
alle spalle del portiere ospite, per il terzo punto locale,
emulato qualche cambio-linea dopo da Pettersson, per un
significativo 4:1, che ben evidenzia la superiorità tecnica dei
padroni di casa, in grado poi di sprecare, come in precedenza,
numerose opportunità. A chiudere l’ultima formalità, prima
dell’imminente derby in programma venerdì prossimo su questo
stesso ghiaccio, ci pensa Sannitz, al termine di un ubriacante
slalom, coronato con la rete numero cinque, per una fantastica
tripletta ticinese (Simion, Dal Pian, Sannitz) in grado di
lanciare (per i tifosi) nel migliore dei modi l’incontro di
campanile.
Lugano – Rapperswil 5:1 (1:1;1:0;3:0)
Reti: 14’44 Walsky (Dal Pian) 1:0; 16’17 Nodari (Thibaudeau)
1:1; 29’56 Simion (Fazzini) 2:1; 40’34 Dal Pian (Ulmer) 3:1;
43’38 Pettersson (Vauclair) 4:1; 54’00 Sannitz (Heikkinen) 5:1;
Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, B. Murray, McLean, Dal
Pian; Kienzle, Heikkinen, Reuille, Metropolit, Pettersson;
Maurer, Schlumpf, Rüfenacht, Walsky, Walker; Simion, Sannitz,
Fazzini; Blatter
Rapperswil: Punnenovs; Gmür, Walser, J. Murray, Persson,
Danielsson; S. Berger, Nodari, Sejna, Wichser, Friedli; Geyer,
Collenberg, Neukom, Camichel, Jörg; N. Berger, Geiger,
Thibaudeau, Hürlimann, Rizzello
Note: Resega, 4546 spettatori. Arbitri: Eichmann-Wiegand. Bürgi/Rohrer.
Penalità: 3x2’+ 1x5’+pdp. (Maurer) Lugano; 6x2’+ 1x10’ (Friedli)
Rapperswil. Lugano privo di Conne, Hirschi, Kparghai, Kostner
(feriti), Micflicker (sovr.). Rapperswil senza Camenzind, Lüthi,
Frei (infortunati). Palo: 12’29 Fazzini. Time-out Rapperswil al
51’58. |