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La grande forza del carattere, l’unione del gruppo e la grande
determinazione nel volere superare ogni tipo di avversità, hanno
permesso ad un Lugano, meno lucido rispetto alle ultime uscite,
di venire a capo di un Ambrì cinico oltre ogni limite, giunto in
debito d’ossigeno e di attributi tecnici nella parte finale di
un confronto giocato da entrambe le contendenti come si se
trattasse di una partita da play-offs.
Come vuole il copione di tutti gli incontri di campanile,
agonismo ed emozioni non sono mancati e la ferrea disciplina
difensiva delle due contendenti ha permesso al confronto di
rimanere in equilibrio al punteggio sino al momento in cui l’Ambrì,
vicinissimo all’exploit di serata, ha ceduto di schianto di
fronte all’incalzare del Lugano, costretto a rincorrerlo
lungamente, per oltre quaranta minuti.
Il trotterellante inizio dei bianconeri, vicini al punto di
apertura con un palo colpito da Micflickier, con Schäfer fuori
causa, aveva illuso la folta platea della Resega di poter vivere
un’altra serata di gloria, mentre i biancoblù, su generosa
concessione di Dal Pian, al primo vero e proprio affondo, si
erano portati in vantaggio con Giroux, implacabile cecchino, nel
ringraziare l’antagonista per il prezioso omaggio. Il punto
ospite sembrava non aver infastidito i padroni di casa, la cui
seconda disattenzione difensiva metteva l’Ambrì nella comoda
posizione di un doppio vantaggio, dimezzato unicamente grazie
alla geniale invenzione personale di Pettersson, alla prima
superiorità numerica del confronto. Poi, però, non succedeva più
nulla e nel periodo centrale le due squadre avevano modo di
perfezionare i loro dispositivi arretrati, tenendo aperto ad
ogni soluzione l’esito del confronto. L’agonismo tra le due
contendenti, favorito da un arbitraggio scadente, sfociava
logicamente in una bella e spettacolare scazzottata con
protagonisti Schäfer, Noreau da una parte, Mickflickier e Maurer
dall’altra, con portiere ed attaccante canadesi costretti alla
doccia prematura forzata. Il Lugano, che nei minuti precedenti
aveva perso Pettersson, in seguito ad uno scontro alla balaustra
con Grassi, sembrava smarrire la bussola del confronto, perché
privo di due stranieri e con Metropolit non in serata di grazia,
non riusciva a vincere un ingaggio ed era pure incapace di
esprimersi in superiorità numerica. La forzata sostituzione
dell’estremo difensore, in grado di parare e deviare ogni sorta
di moscerino (disco) che giungeva dalle sue parti, non sembrava
scalfire minimamente il morale di un Ambrì molto disciplinato,
seppure costretto, per necessità di contingente, a giocare senza
l’apporto di tre centri.
Il periodo conclusivo, iniziato dai leventinesi in inferiorità
numerica, per le espulsioni di Grassi e di Noreau, seppure
frammentate da quella inflitta a Sannitz, sembrava fatto per
celebrare il cinismo di una squadra racchiusa a riccio davanti
ad un Zurkirchen all’altezza della situazione. La forza ed il
carattere di una grande squadra emergono però nei momenti più
delicati ed il Lugano, che nei precedenti quaranta minuti aveva
speso molte energie, senza concretizzare nulla di particolare,
cambiava decisamente registro sino ad ottenere il meritato
pareggio con Simion, seguito nel minuto successivo dal sorpasso,
realizzato fortunosamente da Walker, servito direttamente da
Merzlikins(!). L’esplosione di gioia della Resega, faceva da
contrasto alla frustrazione degli uomini di Pelletier, che tolto
con anticipo il portiere, nell’estremo tentativo di agganciare
almeno il pareggio e costringere l’avversario al supplementare,
subivano beffardamente anche il quarto punto, siglato dallo
stesso Walker a porta sguarnita.
Lugano – Ambrì Piotta 4:2 (1:2;0:0;3:0)
Reti: 6’39 Giroux (Pestoni) 0:1; 13’42 Williams (Pestoni) 0:2;
16’43 Pettersson (Hirschi, in 5c4, esp. Kobach) 1:2; 52’33
Simion (Kparghai) 2:2; 53’28 Walker (Merzlikins!) 2:3; 59’06
Walker (Rüfenacht, a porta vuota) 4:2
Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, Micflickier, McLean,
Murray; Maurer, Hirschi, Rüfenacht, Metropolit, Pettersson;
Kparghai, Schlumpf, Dal pian, Walsky, Walker; Blatter, Kienzle,
Simion, Sannitz, Fazzini
Ambrì-Piotta: Schäfer (35’Zurkirchen); Chavaillaz, Noreau,
Giroux, Williams, Pestoni; Nordlund, Gautschi, Pedretti,
Reichert, Steiner; Sidler, Trunz, Lhotak, Duca, El Assaoui,
Kobach, Grieder, Bianchi, Schlagenhauf, Grassi
Note, Resega, 7800 spettatori (esaurito). Arbitri:
Rochette-Wiegand. Espinoza/Kohler. Penalità: 5x2’+5’+pdp (Micflicker)
+ 1x10’ (Maurer) Lugano; 8x2’+ 5’+pdp (Schäfer) Ambri. Lugano
senza Kostner, Conne (feriti), Reuille (malato), Heikkinen (sovr.).
Ambrì privo di Lüthi, Park, Miéville, Incir, Bonnet
(infortunati). Palo: 5’45 Micflickier. Time-out: 57’14 Lugano.
Ambrì senza portiere dal 58’50. |