17 gennaio 2014

HOCKEY GHIACCIO: QUINTO DERBY AL LUGANO

 

IL CARATTERE SUPERA IL CINISMO

 

 

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La grande forza del carattere, l’unione del gruppo e la grande determinazione nel volere superare ogni tipo di avversità, hanno permesso ad un Lugano, meno lucido rispetto alle ultime uscite, di venire a capo di un Ambrì cinico oltre ogni limite, giunto in debito d’ossigeno e di attributi tecnici nella parte finale di un confronto giocato da entrambe le contendenti come si se trattasse di una partita da play-offs.

Come vuole il copione di tutti gli incontri di campanile, agonismo ed emozioni non sono mancati e la ferrea disciplina difensiva delle due contendenti ha permesso al confronto di rimanere in equilibrio al punteggio sino al momento in cui l’Ambrì, vicinissimo all’exploit di serata, ha ceduto di schianto di fronte all’incalzare del Lugano, costretto a rincorrerlo lungamente, per oltre quaranta minuti.

Il trotterellante inizio dei bianconeri, vicini al punto di apertura con un palo colpito da Micflickier, con Schäfer fuori causa, aveva illuso la folta platea della Resega di poter vivere un’altra serata di gloria, mentre i biancoblù, su generosa concessione di Dal Pian, al primo vero e proprio affondo, si erano portati in vantaggio con Giroux, implacabile cecchino, nel ringraziare l’antagonista per il prezioso omaggio. Il punto ospite sembrava non aver infastidito i padroni di casa, la cui seconda disattenzione difensiva metteva l’Ambrì nella comoda posizione di un doppio vantaggio, dimezzato unicamente grazie alla geniale invenzione personale di Pettersson, alla prima superiorità numerica del confronto. Poi, però, non succedeva più nulla e nel periodo centrale le due squadre avevano modo di perfezionare i loro dispositivi arretrati, tenendo aperto ad ogni soluzione l’esito del confronto. L’agonismo tra le due contendenti, favorito da un arbitraggio scadente, sfociava logicamente in una bella e spettacolare scazzottata con protagonisti Schäfer, Noreau da una parte, Mickflickier e Maurer dall’altra, con portiere ed attaccante canadesi costretti alla doccia prematura forzata. Il Lugano, che nei minuti precedenti aveva perso Pettersson, in seguito ad uno scontro alla balaustra con Grassi, sembrava smarrire la bussola del confronto, perché privo di due stranieri e con Metropolit non in serata di grazia, non riusciva a vincere un ingaggio ed era pure incapace di esprimersi in superiorità numerica. La forzata sostituzione dell’estremo difensore, in grado di parare e deviare ogni sorta di moscerino (disco) che giungeva dalle sue parti, non sembrava scalfire minimamente il morale di un Ambrì molto disciplinato, seppure costretto, per necessità di contingente, a giocare senza l’apporto di tre centri.

Il periodo conclusivo, iniziato dai leventinesi in inferiorità numerica, per le espulsioni di Grassi e di Noreau, seppure frammentate da quella inflitta a Sannitz, sembrava fatto per celebrare il cinismo di una squadra racchiusa a riccio davanti ad un Zurkirchen all’altezza della situazione. La forza ed il carattere di una grande squadra emergono però nei momenti più delicati ed il Lugano, che nei precedenti quaranta minuti aveva speso molte energie, senza concretizzare nulla di particolare, cambiava decisamente registro sino ad ottenere il meritato pareggio con Simion, seguito nel minuto successivo dal sorpasso, realizzato fortunosamente da Walker, servito direttamente da Merzlikins(!). L’esplosione di gioia della Resega, faceva da contrasto alla frustrazione degli uomini di Pelletier, che tolto con anticipo il portiere, nell’estremo tentativo di agganciare almeno il pareggio e costringere l’avversario al supplementare, subivano beffardamente anche il quarto punto, siglato dallo stesso Walker a porta sguarnita.

 

Lugano – Ambrì Piotta 4:2 (1:2;0:0;3:0)

Reti: 6’39 Giroux (Pestoni) 0:1; 13’42 Williams (Pestoni) 0:2; 16’43 Pettersson (Hirschi, in 5c4, esp. Kobach) 1:2; 52’33 Simion (Kparghai) 2:2; 53’28 Walker (Merzlikins!) 2:3; 59’06 Walker (Rüfenacht, a porta vuota) 4:2

 

Lugano: Merzlikins; Vauclair, Ulmer, Micflickier, McLean, Murray; Maurer, Hirschi, Rüfenacht, Metropolit, Pettersson; Kparghai, Schlumpf, Dal pian, Walsky, Walker; Blatter, Kienzle, Simion, Sannitz, Fazzini

 

Ambrì-Piotta: Schäfer (35’Zurkirchen); Chavaillaz, Noreau, Giroux, Williams, Pestoni; Nordlund, Gautschi, Pedretti, Reichert, Steiner; Sidler, Trunz, Lhotak, Duca, El Assaoui, Kobach, Grieder, Bianchi, Schlagenhauf, Grassi

 

Note, Resega, 7800 spettatori (esaurito). Arbitri: Rochette-Wiegand. Espinoza/Kohler. Penalità: 5x2’+5’+pdp (Micflicker) + 1x10’ (Maurer) Lugano; 8x2’+ 5’+pdp (Schäfer) Ambri. Lugano senza Kostner, Conne (feriti), Reuille (malato), Heikkinen (sovr.). Ambrì privo di Lüthi, Park, Miéville, Incir, Bonnet (infortunati). Palo: 5’45 Micflickier. Time-out: 57’14 Lugano. Ambrì senza portiere dal 58’50.