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Una doppietta furbesca di Rüfenacht ed una rete di stile firmata
Mickflickier permettono ad un Lugano stanco, impacciato assai,
ma capace di reggere l’urto senza correre grossi rischi, di
espugnare la sempre ostica pista di Bienne, mettendo la classica
ciliegina sulla torta con il secondo posto in graduatoria.
Per la sempre difficile ed insidiosa trasferta bernese, i
bianconeri, reduci dal successo interno nel derby, si vedono
costretti a lasciare a forzato riposo il campione del mondo
Pettersson, vittima di una leggera commozione cerebrale. Fischer
modifica il suo schieramento, con Walker promosso nel primo
blocco a fare da spalla a Metropolit e Rüfenacht, Kienzle viene
schierato in attacco, mentre tra i pali rientra Manzato. Per
cronisti, tifosi ed addetti ai lavori non vi è neppure il tempo
di controllare gli schieramenti, con i padroni di casa che
tornano ad allineare tutti i quattro giocatori d’importazione,
che Rüfenacht porta in vantaggio i bianconeri. Poi, riordinate
le idee tra i “seeländer” la partita si sviluppa secondo
parametri tattici logici, con gli uomini di Schläpfer intenti a
recuperare lo svantaggio. L’occasione data dalla prima penalità
ai danni dell’ex- Kparghai viene subito sfruttata da Spylo e
compagni, proprio mentre sembrava che il Lugano fosse in grado
di difendersi bene con l’uomo in meno. Riequilibrato il
punteggio, le due squadre provano a disputare un buon incontro,
ma sono condizionati dalle tossine accumulate nelle sfide del
giorno precedente e la partita scade d’intensità agonistica sino
alla prima sirena.
Nel periodo centrale lo spettacolo latita e le due formazioni
giocano ad una specie di ciapanò, che infastidisce la platea,
con i due portieri chiamati a svolgere compiti di ordinaria
amministrazione. In un simile contesto, ogni decisione viene
rinviata al terzo periodo, durante il quale il Lugano cambia,
ancora una volta, registro, mettendo in difficoltà i padroni di
casa. Rüfenacht, in inferiorità numerica (fuori capitan Hirschi)
raddoppia, spegnendo sul nascere le speranze dei bernesi di
poter cogliere un successo, dopo sei sconfitte consecutive.
Colpito nel morale, il Bienne concede ulteriori spazi e
Mickflickier ne approfitta per inscenare un’azione da manuale
della disciplina e chiudere in anticipo la contesa. La mossa
della disperazione, con Rytz chiamato in panchina per giocare
con l’uomo in più, permette all’ex-Kamber di siglare il secondo,
inutile, punto locale pochi istanti prima dell’ultima sirena.
Poi, i bianconeri festeggiano a giusta ragione un week-end da
sei punti, sinonimo di secondo posto in graduatoria, in attesa
di ricevere martedì alla Resega, quel Friborgo capace di battere
in casa la capolista Zurigo.
Bienne – Lugano 2:3 (1:1;0:0;1:2)
Reti: 0’28 Rüfenacht (Walker) 0:1; 6’37 Tschantré (Spylo, in
5c4, esp. Kparghai) 1:1; 50’12 Rüfenacht (Vauclair, in 4c5! esp.
Hirschi) 1:2; 55’54 Mickflickier (McLean) 1:3; 59’51 Kamber (Spylo)
2:3
Bienne: Rytz, Bell, Truttmann, Bourque, Kamber, Wieser; Cadonau,
Gossweiler, Burkhalter, Kellenberger, Joggi; Rouillier, Hänni,
Tschantré, Haas, Wetzlel; Moser, Untersander, McMurchy, Peter,
Spylo
Lugano: Manzato; Ulmer, Vauclair, Rüfenacht, Metropolit, Walker;
Schlumpf, Kparghai, Murray, McLean, Mickflickier; Hirschi,
Heikkinen, Kienzle, Walsky, Dal Pian; Blatter; Fazzini, Sannitz,
Simion
Note: Eisstadion, 4876 spettatori. Arbitri: Eichmann-Wiegand.
Fluri/Kaderli. Penalità: 2x2’Bienne; 3x2’ Lugano. Bienne privo
di Ulmer, Beaudoin, Gloor, Herburger, Ehrensperger
(infortunati), Jecker. Lugano senza, Kostner e Pettersson
(feriti), Reuille (malato), Maurer (fam.).56’ time-out Bienne,
senza portiere dal 58’50. |