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25
gennaio 2014
HOCKEY GHIACCIO: IL LUGANO BATTE I CAMPIONI
VIVI E LASCIA MORIRE

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Con una partita quasi perfetta, un avvio strepitoso ed una disciplina
difensiva da antologia, il Lugano ha risposto presente, messo a tacere
tutte le chimere che lo volevano in perdita di velocità e spedito
all’inferno dei play-out i campioni svizzeri del Berna, battuti per la
terza volta in stagione dai bianconeri.
Alla vigilia della partita più importante dell’intera stagione, per
entrambe le contendenti, vi erano, sui due fronti, parecchi timori,
generati dalle sconfitte patite contro Ginevra e Losanna, ma i due
tecnici non sembravano preoccupati più di tanto, visti gli schieramenti
presentati sul ghiaccio. Il Berna entrava in pista con gli stessi
effettivi del giorno precedente, mentre i padroni di casa, con il
rientro di Maurer in retrovia e Manzato nuovamente fra i pali erano in
grado di proporre quattro blocchi omogenei. Walker, promosso in prima
linea al fianco di McLean e Micflickier, al primo cambio, dava
all’uomo-chiave dei bianconeri il disco giusto per superare Bührer per
la prima volta. Gli orsi, sembravano non accusare il colpo, ma appena
superata la metà del primo terzo il Lugano imperversava, con i propri
difensori capaci di sgusciare tra le maglie avversarie, quasi fossero
dei moscerini in gita scolastica. Logico dunque, nel breve volgere di
cinque minuti, il micidiale uno-due, siglato Maurer - Kparghai, in grado
di mettere in ginocchio gli ospiti, ancor prima di riguadagnare gli
spogliatoi.
Sotto di tre lunghezze e con un Lugano effervescente e scintillante, nel
periodo centrale Domenichelli e compagni provavano a forzare l’andatura,
per rimettere in questione il risultato, ma il loro gioco
indisciplinato, basato sulle estemporanee invenzioni di uomini
tecnicamente e fisicamente dotati, si scontrava contro un gruppo di
gladiatori unito e compatto, capace di chiudere ogni varco, verso
l’intrattabile Manzato, anche se poco sollecitato. Anche nel finale la
musica non cambiava, con i campioni svizzeri a tentare l’impossibile
impresa di ribaltare una situazione, apparsa in ogni momento, sotto il
controllo dei luganesi, la cui parola panico era stata cancellata dal
vocabolario. Per chiudere una contesa vibrante ci voleva, però, una
infrazione di Gardner e con l’uomo in più, Murray, magistralmente
imbeccato da Ulmer, premiato a fine gara quale migliore uomo tra i suoi,
trafiggeva per la quarta volta Bührer. Gli ultimi cinque minuti, a
giochi ormai ampiamente fatti, servivano unicamente a salvare la porta
bianconera, per consegnare a Manzato uno sempre lusinghiero shutout.
Adesso, dopo questa corroborante vittoria, tifosi e squadra possono
guardare con maggiore tranquillità al confronto interno di martedì,
quando alla Resega sarà di scena quel Losanna capace di coronare, dopo
lunga rincorsa, il sorpasso agli orsi sulla riga dei dannati.
Lugano – Berna 4:0 (3:0;0:0;1:0)
Reti: 3’02 McLean (Walker) 1:0; 12’18 Maurer (Kienzle) 2:0; 16’35
Kparghai (Walker) 3:0; 54’12 Murray (Ulmer, in 5c4, esp. Gardner) 4:0
Lugano: Manzato; Vauclair, Ulmer, Mickflickier, McLean, Walker; Hirschi,
Maurer, Rüfenacht, Metropolit, Murray; Kparghai, Schlumpf, Reuille,
Walsky, Kienzle; Blatter, Heikkinen, Simion, Sannitz, Fazzini
Berna: Bührer; B. Gerber, Roche, Scherwey, Gardner, Vermin; Kreis,
Kinrade, Rüthemann, M. Plüss, Loichat; Krüger, Wellinger, Domenichelli,
Ritchie, P. Berger; Rubin, Lehtonen, A. Berger, Dostoinov, Bertschy
Note: Resega, 5451 spettatori. Arbitri: Reiber-Stricker.
Müller-Wüst. Penalità: 2x2’ + 1 x 10’ (Rüfenacht) Lugano; 3x2’ + 1x10’ (Kinrade)
Berna.
Lugano senza Kostner, Pettersson, Dal Pian (feriti), Conne (malato).
Berna privo di Randegger, Furrer, Jobin, S. Moser, Weisskopf
(infortunati), Olesz (sovr.). Time-out Lugano al 31’31.
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