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01 febbraio 2014
HOCKEY GHIACCIO: IL DAVOS PASSA ALLA RESEGA
PROVA D’ORCHESTRA CON STECCATA

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Il Lugano arriva alla pausa olimpica con la qualificazione ai playoffs
in tasca ma, in debito di fiato e di energie, concede al Davos di
rimontarlo in graduatoria e di espugnare la Resega, grazie anche alla
complicità di quattro fischietti mai apparsi in grado di gestire un
incontro disputato da entrambe le compagini senza esclusione di colpi.
Recuperato Ulmer, ma perso Manzato, per il riacutizzarsi di dolori alla
schiena (Flückiger in veste di riserva!) il Lugano dimostra subito di
voler riprendersi dal passo falso del giorno precedente a Kloten. La
propria furia offensiva s’infrange però contro un dispositivo difensivo
grigionese rude, quanto compatto e poco disposto a fare concessioni,
anche se Del Curto preferisce l’attaccante Taticek al difensore Kutlak.
Genoni e compagni hanno buon gioco nel fermare un Lugano arrembante e
non lesinano nei contrasti sull’uomo a regalare colpi proibiti, rimasti
impuniti. Il primo tempo si chiude con il logico risultato ad occhiali,
ma all’inizio del tempo centrale Fazzini accende la platea, realizzando
il primo punto locale, su pregevole assistenza di Mickflickier. Lo
stesso giocatore ticinese, premiato quale migliore giocatore di serata,
aveva preso il posto di Walker, punito con Koistinen per una
scazzottata, generata dal desiderio di farsi giustizia da sé, data
l’assoluta latitanza dei fischietti in pista. Una sfortunata autorete di
Mickflickier riporta quasi subito in parità un Davos sempre più roccioso
e non disposto a subire la supremazia locale. Quando Maurer, su invito
di Fazzini, rimette il campanile al centro del villaggio, sembrerebbe
che i bianconeri possano avviarsi verso un meritato successo, ma un
grossolano errore di Schlumpf, permette allo smaliziato Ambühl di
rimettere tutto in gioco e rinviare al periodo conclusivo la decisione.
Il Lugano vi arriva in debito di energie e costringe Fischer a giocare
con soli tre blocchi, alternando davanti e dietro i suoi uomini
migliori. Metropolit resta confinato in panchina e non gioca neppure
nell’unica superiorità concessa da Kurmann, per evidente fallo di
Grossmann. Il Davos coglie l’attimo e Reto von Arx ruba disco a Walsky
per involarsi verso Merzlikins ed ottenere il punto del sorpasso,
rendendo il finale incandescente. L’inutile arrembaggio verso Genoni
procura unicamente l’ennesima scazzottata tra due giocatori. Alla fine
vince, con il minimo degli scarti il Davos, dimostrando ai bianconeri
che la musica dei giochi ad eliminazione diretta sarà di tutt’altro
spessore agonistico, rispetto a quella della marcia trionfale di questo
lungo ed interminabile mese di gennaio. Per fortuna, la pausa olimpica
giunge a pennello per recuperare forze e giocatori (Kostner, Pettersson,
guarda caso!). Fischer, il Lugano ed i suoi tifosi hanno tutto il tempo
per prepararsi nel migliore dei modi, consci del fatto che dal mese di
marzo sarà tutto un altro andazzo.
Lugano – Davos 2:3 (0:0;2:2;0:1)
Reti: 21’10 Fazzini (Micflickier) 1:0; 26’53 Lindgren (Paulsson)
1:1; 33’31 Maurer (Fazzini) 2:1; 37’06 Ambühl (Walzer) 2:2; 44’47 R.von
Arx (Bürgler) 2:3
Lugano: Merzlikins; Vauclair, Heikkinen, Micflickier, McLean, Walker;
Kparghai, Schlumpf, Murray, Metropolit, Rüfenacht; Maurer, Hirschi,
Reuille, Walsky, Kienzle; Blatter, Ulmer, Simion, Sannitz, Fazzini
Davos: Genoni; Forster, Schneeberger, Ambühl, Walzer, Taticek;
Koistinen, Guerra, Paulsson, Lindgren, Bürgler; Grossmann, Paschoud,
Wieser, R. von Arx, Rieser; Ranov, J. von Arx, Sieber, Corvi,
Aeschlimann
Note: Resega, 6771 spettatori. Arbitri: Kurmann-Wehrli; Flury/Kaderli.
Penalità 4x2’ +1x10’ (Walker) Lugano; 4x2’ + 2x10’ (Koistinen,
Grossmann) Davos. Lugano privo di Conne (malato), Pettersson, Dal Pian,
Manzato, Kostner (infortunati); Davos senza Hoffmann, Back, Rizzi,
Sciaroni, Guggisberg, Schommer (feriti), Kutlak (sovr.). 59’55 Time-out
Lugano, senza portiere dal 59’03
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