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13
marzo 2014
HOCKEY GHIACCIO: PRIMO PAREGGIO NELLA SERIE
LE PANTERE GRAFFIANO LE AQUILE

<Foto Lory>
Ci vorrà almeno una quinta partita, se non una qualcuna in più, per
decretare la squadra che tra Ginevra e Lugano approderà alle semifinali.
In gara-due dei quarti di finale, il Lugano in formato grande spolvero,
ha mostrato i denti della pantera ferita ed ha rispedito al mittente,
senza troppi complimenti, le aquile di Mc Sorley, scese in riva al
Ceresio con intenti bellicosi e poco propensi al rispetto delle Regole
del gioco. In una partita carica di intensità agonistica, gli ospiti
hanno messo in mostra tutto un inventario di scorrettezze, al limite del
tollerabile, beccandosi qualcosa come 69 minuti di penalità. Un vero e
proprio record nell’era dei playoffs svizzeri allo stadio dei quarti,
che la dice lunga sull’interpretazione tecnica della disciplina
evidenziata dai ginevrini.
Il Lugano, dal canto suo, ha avuto il merito di saper anticipare le
intenzioni del proprio avversario di giornata e la capacità mentale di
non reagire alle provocazioni, iniziate subito dopo l’ingaggio di
apertura del confronto. Nel breve volgere della prima decina di minuti,
gli arbitri Reiber e Wiegand avevano già punito per ben quattro volte
gli ospiti, con i bianconeri incisivi nel gioco in superiorità, talvolta
persino spettacolare, seppure frustrato dalla grande serata di Tobias
Stephan. C’è quindi voluta l’ennesima invenzione di un Pettersson
formato stellare per permettere ad Ulmer di superare l’estremo difensore
ginevrino, con una fucilata al volo, che ha tolto la ragnatela della
gabbia ospite. Anche nel periodo centrale la musica non è cambiata, con
il Lugano a macinare gioco e gli ospiti (in ginocchio) a subire. Il
raddoppio, opera di Sannitz, su pregevole assistenza di Pettersson
(espulso il difensore Vukovic) non ha però spento i toni belligeranti
degli ospiti, che nell’unica azione di rilievo hanno centrato un palo
con Jacquemet, prima che Benzina, reo di una bastonata ai danni di
Sannitz, si facesse mandare anzitempo a fare la doccia.
Nel periodo conclusivo il Ginevra è rimasto in partita sino al terzo,
decisivo punto, di Schlumpf, ancora in superiorità numerica (fuori
Lombardi, per un fallo da frustrazione), poi la partita non ha più detto
nulla, se non per le inutili e continue scorrettezze ospiti, che hanno
persino infastidito i giudici di gara. Con il tonificante successo, il
Lugano ha dato l’arrivederci al proprio pubblico sulle ali della marcia
trionfale, cantata a gran voce dall’intera pista luganese.
Lugano – Ginevra 3:0 (1:0;1:0;1:0)
Reti:18’34 Ulmer (Pettersson, in 5c4, esp. Marti)1:0; 27’11 Sannitz (Pettersson,
in 5c4, esp. Vukovic) 2:0; 50’34 Schlumpf (Irmen, in 5c4, esp. Lombardi)
3:0
Lugano: Manzato; Vauclair, Ulmer, Walker, McLean, Irmen; Kparghai,
Schlumpf, Murray, Sannitz, Pettersson; Maurer, Hirschi, Rüfenacht,
Walsky, Lehtonen; Reuille, Conne, Kienzle
Ginevra: Stephan; Benzina, Antonietti, Hollenstein, Romy, Jaquemet;
Iglesias, Mercier, Picard, Lombardi, Daugavins; Marti, Vukovic, Almond,
Rod, Simek; Girardin, Berthon, Petrell, Rivera, Gerber
Note: Resega, 5066 spettatori. Arbitri: Reiber-Wiegand. Penalità: 8x2’
+1x10’ (Rüfenacht) Lugano; 17x2’+1x5’+pdp (Benzina) + 1x10’ (Picard)
Ginevra. Lugano senza Heikkinen, Mickflickier (sovr.); Dal Pian, Simion,
Fazzini, Merzlikis (Junior). Ginevra privo di Savary, Krutov, Löffel,
Tamò (feriti), Stafford (sovr.). Palo: 32’10 Jacquemet. 52’19 time-out
Lugano
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