15 marzo 2014

HOCKEY GHIACCIO: GINEVRA ANCORA AVANTI

 

LUGANO TRADITO DALLA PROPRIA DIFESA

 

 

 

 <Foto Lory>

 

 

 

I

Nella seconda partita interna della serie il Ginevra non concede il break. Si aggiudica con un largo ed umiliante punteggio l’incontro e guarda con maggiore serenità al futuro immediato, forte di una lezione di efficacia e razionalità capace di far naufragare sul nascere ogni possibile sogno di gloria dei bianconeri.

Per gli ospiti, l’illusione di poter espugnare il feudo della città di Calvino è durato poco più di venti minuti. Il tempo, per i padroni di casa, di aggiustare la propria mira, con l’aiuto anche della dea bendata, prima di poter dilagare con uno spumeggiante punteggio, che non lascia adito a recriminazioni di sorta, anche se questa è la dura legge dei playoffs, in grado di sovvertire ogni certezza matematica emersa da una lunga stagione regolare.

Nel corso del primo periodo era sembrato che l’atteggiamento garibaldino degli ospiti potesse generare quel break, necessario per poter ambire al superamento del turno. I primi sporadici assalti alla porta difesa da Stephan facevano intravvedere buoni propositi, per nulla frustrati dall’estemporanea rete del vantaggio, ottenuta subito da Simek in mischia. Non a caso, la solita invenzione di Pettersson, con Sannitz e Schlumpf a fare da torri davanti alla gabbia ginevrina, aveva rimesso il camapnile al centro del villaggio. Poi, la reazione dei padroni di casa aveva portato al nuovo vantaggio, più casuale che altro, generato da un’involontaria deviazione di pattino verso la propria gabbia da parte di Kparghai ed il periodo si era chiuso con buone indicazioni sui due fronti.

Sotto di una rete, all’inizio del periodo centrale il Lugano è andato in bambola nel beve volgere di cinque minuti, costringendo il proprio allenatore a chiedere il tempo morto, prima di sostituire il portiere Manzato, quando ormai la partita era irrimediabilmente compromessa. La doppietta di Simek, con un disco beffardo a passare tra  le ginocchia dei giocatori, prima di finire sotto i gambali dell’estremo difensore luganese, tagliava le gambe agli ospiti, che subito dopo, in occasione della prima penalità della partita, inflitta a Maurer, incassavano il quarto punto, realizzato da Romy, al termine di un’azione limpida, quanto esemplare (per esecuzione). Accusato il terribile colpo, per il Lugano la partita non aveva più nulla da dire, anche se, per contratto, mancava ancora una buona mezz’ora. Quello che per tutta la stagione si era rivelato uno dei punti di forza maggiore della squadra di Fischer, ovvero il settore arretrato, tradiva completamente le aspettative e per le aquile di Mc Sorley il piatto era servito. Per la cronaca, il Ginevra passava ancora due volte (una in superiorità numerica) con Romy e con Giradin, mentre il Lugano usciva a capo chino dalla vetusta pista delle Vernets, conscio del fatto che persa una battaglia e non la guerra, per superare il turno occorrerà al più presto ritrovare la miglior disciplina difensiva ed una maggiore concretezza sotto la porta avversaria.

 

Ginevra – Lugano 7:1 (2:1;4:0;1:0)

Reti: 1’58 Simek (Rod); 7’17 Pettersson (Sannitz) 1:1; 13’18 Picard (Lombardi) 2:1; 22’06 Simek (Vukovic) 3:1; 25’36 Romy (Hollenstein, in 5c4, esp. Maurer) 4:1; 27’35 Daugavins (Lombardi) 5:1; 36’16 Romy (Bezina, in 5c4,esp. Maurer) 6:1; 52’58 Girardin (Marti) 7:1

 

Ginevra: Stephan; Vukovic, Marti, Jacquemet, Romy, Hollenstein; Antonietti, Bezina, Daugavins, Lombardi, Picard; Mercier, Iglesias, Simek, Rod, Almond; Girardin; Gerber, Rivera, Petrell; Berthon

 

Lugano: Manzato (27’36 Flückiger); Ulmer, Vauclair, Irmen, McLean, Walker; Schlumpf, Kparghai, Murray, Sannitz, Pettersson; Hirschi, Maurer, Lehtonen, Walsky, Rüfenacht; Kienzle, Conne, Reuille; Kostner

 

Note: Vernets 7135 spettatori (esaurito). Arbitri: Kurmann-Kämpfer; Dumoulin/Küng. Penalità: 7x2’ contro entrambe. Ginevra privo di Löffel (ferito), Staffel, Meunier  (sovr.); Lugano senza gli juniores Merzlikins, Fazzini, Balmelli, Heikkinen, Mickflickier (sovr.). 25’36 time-out Lugano.